Non pensavamo che l’Idv fosse più vicino del previsto al Pd, prova ne sia il congresso appena conclusosi.
L’Idv si è spostato a destra e ha incrociato il Pd, costituendo un asse privilegiato e l’operazione ha spiazzato l’Udc che con la sua politica dei due forni non avrebbe potuto tenere un’alleanza preferenziale con il Pd. Bersani, quindi, ha cambiato spalla al suo fucile e Casini si trova in mare di guai.
L’idv,collocandosi sul medesimo terreno del Partito democratico, ha dovuto compiere la svolta di Salerno. Dopo le storiche svolte di Togliatti e Berlinguer, quella di Di Pietro: da un lato, il Pd e l’Idv stringono l’ accordo politico per la costruzione dell’alternativa al governo Berlusconi, dall’altro, l’Idv sostiene il candidato del Pd, Vincenzo De Luca, alla presidenza della regione Campana.
Il sindaco di Salerno, De Luca, era osteggiato, perché pluri – inquisito e, comunque, un personaggio in quelle condizioni era condannato a non avere l’alleanza del partito di Di Pietro, neanche a morire. Eppure c’è stata la svolta di Salerno, lasciando Luigi De Magistris con l’amaro in bocca e il net work editorial- giustizialista abbastanza contrariato e infastidito. Ha fatto di tutto per accreditarlo come il partito dei duri e puri e, invece, si sono trovati di fronte un partito lindo e pinto. Bisogna vedere se il cambio di rotta è un fatto tattico o strategico. Di certo è una novità, visto che Di Pietro è stato inflessibile di fronte a casi simili. Per questo, il caso De Luca lascia da pensare, perché si ascrive alla politica dei due pesi e due misure, politica condannata a ogni piè sospinto proprio dall’ex Pm di mani pulite.
Ci sarà un ragione che spieghi questo passaggio: dalla sponda oltranzista, giustizialista, populista e plebiscitaria a quella responsabile di opposizione altenativista, in linea alla posizione del Pd fino a ieri accusato di essere, politicamente, una cala braghe.
Fatto sta che Antonio Di Pietro sta in grosse difficoltà per via della sua biografia di cui sono state scoperte zone opache inspiegabili, per cui cerca protezione. Come l’ultimo episodio, quello del suo rapporto, con servizi segreti nazionali e statunitensi. Vero o no, sta mettendo molti dei sui fan in forte imbarazzo,dando alla maggioranza di governo la possibilità di tenerlo sotto scacco. Sta sentendo il fiato sul collo e le foto di gruppo con Contrada, pubblicate dal Corriere della sera, sono una sorta di arma puntata su di lui che fa male, quanto meno alla sua immagine. Ragion per cui, tatticamente, ha deciso di mettersi sotto l’ombrello del Pd e aspetta che la tempesta passi: «Calati juncu ca passa la china», càlati giunco ché passa la piena, dice il motto mafioso fatto proprio dal leader dell’Idv. Dopodiché, riprenderà la sua strada, come prima e più di prima. Nel senso che acquisterà la sua libertà di movimento, voltando le spalle al suo alleato Pd. D’atro canto, ha fatto così dopo le elezioni politiche. Favorito dall’apparentamento, voluto da Veltroni, condicio sine qua non confluisse nel Pd, acquisì un successo elettorale senza pari, ma, come al suo solito, non mantenne il patto, dopo aver ha ottenuto il 4,37% alla Camera e il 4,31%] al Senato. A conti fatti, sono così risultati eletti 28 deputati (più 1 deputato eletto all’estero) e 14 senatori candidati nelle liste del partito.
Per di più, il vista del congresso si era impegnato in prima persona di eliminare il proprio nome dal simbolo dell’Idv e di cambiare lo statuto il cui potere è nelle proprie mani, in quella di sua moglie e di una amica di famiglia che, senza leggere e scrivere, si trova eletta al Parlamento.
Non sapremmo come definire un uomo di questa pasta: probabilmente, l’attributo che gli si addice è quella di persona non affidabile.
(9 febbraio 2010)

La svolta De Luca, non è la svolta di Di Pietro, diverso è il predicare, diverso è l’esercizio quotidiano della coerenza. Non mi risulta che il ducetto molisano, abbia indotto il figlio indagato alle dimissioni dalle cariche elettive. Il dramma vero di ciò che avviene in Campania è che Bersani non mostra sostanziali differenze da Veltroni e si ricompone, come del resto in Puglia, l’asse preferenziale tra IDV e PD. Questo impone un ripensamento profondo sul futuro degli equilibri nell’area riformista. E’ innegabile che ancora una volta con il rafforzarsi dell’alleanza con Di Pietro, la scelta del PD, è una scelta di conservazione dall’antico sapore gramsciano con l’umiliazione di quegli alleati considerati non strategici. La storia della candidatura di Vendola in Puglia la dice lunga non solo rispetto alla strategia delle alleanze, ma anche e soprattutto rispetto ad un eventuale secondo mandato dello stesso. Troppo facile profetizzare l’ ingabbiare di Niki in una sorta di riserva indiana di pura rappresentatività, per operare secondo logiche d’apparato che nulla possono avere da dividere non solo con il riformismo, ma peggio, correlate a politiche di doppia morale e di oscurantismo. In virtù di una visione statica, che poteva essere valida fino agli inizi degli anni novanta, sull’essere a destra o a sinistra, è possibile accettare lo stare insieme con chi ha ormai operato la scelta di essere antitetico non solo rispetto ad una visione libertaria, ma soprattutto lontana mille miglia dal riformismo? Occorrerebbe una svolta di estremo coraggio con la presa d’atto che l’area Socialista non ha nulla da spartire con codesto modo di interpretare la politica e le emergenze sociali, per non parlare dell’incapacità costituzionale di costoro di partorire qualsivoglia ipotesi di progettualità per la società del futuro. Non un voto dai socialisti per gli alleati di DI Pietro e le loro maggioranze, fare il contrario significherebbe dare legittimazione di riformismo a chi è ormai organicamente in navigazione verso l’oscurantismo e Dio non voglia, verso tentativi di svolte politiche determinate da spioni internazionali
“Non sapremmo come definire un uomo di questa pasta: probabilmente, l’attributo che gli si addice è quella di persona non affidabile.”
Quindi ci si allea!
Fine della “lunga marcia”.
ogni partito che si rispetti ha le sue veline.
berlusconi come bersani.
ma quelle del cav. sono moto più affidabili
E’ chiaro che l’alleanza dell’IVD con il PD è solo un fatto elettorale perchè altrimenti, confluendo nel PD,
Di Pietro non porebbe gestire i rimborsi elettorali
come continua a fare, investire su un cospicuo patrimonio
immobiliare.
DI PIETRO E’ E SARA’ LA STRETTA MORTALE DEL PD.
QUESTO E’ UN DATO ACQUISITO FIN DALL’INIZIO.
l’ex pc,pds,come avevano gestito le loro entrate legali e illegali? mi sembra anche investendo nel mondo della finanza altrimenti come fanno ad avere un patrimonio finaziario così rilevante ? credo che ormai sia chiaro a tutti quale sia stato il ruolo di Di Pietro e degli ex magistrti eletti nelle fila dei DS.La resa dei conti e appena iniziata.
Non riesco ancora a comprendere come Nencini possa dare appoggio al c.s che comprende ex comunisti e Di Pietristi.
… caro Tony … e come si dovrebbe fare in questo DIVERSO sistema elettorale da quello rigorosamente proporzionale? … facendo alleare il Partito Socialista Italiano con il centro-destra? … mah!
caro Luca credo che il nostro percorso storico sia stato chiaro, noi non dobbiamo allearci ne a destra ne a sinistra perchè con queste formazioni non abbiamo proprio nulla in comune, anzi ci hanno sempre trattati come stracci.Occorre avere il coraggio di andare avanti da soli anche se per il momento non possiamo avere rappresentanti in parlamento. L’attuale sinistra ( che non é)sarà ridotta ai minimi termini dal suo elettorato, noi non dobbiamo precipitare insieme a loro. alcuni nostri compagni fanno alleanze per mantenere una rendita personale, così affosseremo definitvamente.
Dove c’è l’IDV noi non ci dobbiamo essere. Questo deve essere un paletto, anzi un pilone. E’ inutile girarci attorno. E siccome dove c’è l’IDV c’è anche il PD, noi non dobbiamo stare col PD. Perchè il PD sta sempre con l’IDV? Perchè deve onorare il patto siglato a suo tempo da Ochhetto, D’Alema, Veltoni, Fassino, Greganti per salvare la pelle. Se lo violano si aprono gli armadi.
Noi siamo ridotti così perchè sono 16 anni che siamo a rimorchio dei comunisti. E adesso cadremo definitivamente nel baratro. Anzi cadranno nel baratro sordi ad ogni consiglio. Io non li seguo e invito i compagni a fare altrettanto. Tanto morti siamo morti, per lo meno non moriamo ammazzati.Ovviamente resto iscritto, iscritto e disobbediente. Tempo al tempo, chi vivrà vedrà.
Avevo votato alle primarie Bersani sperando in un cambiamento di rotta del PD evidentemente mi sono sbagliato, ma non è mai troppo tardi sono fiducioso che ciò accada, non si può mica andare dietro a Di Pietro…
Al momento non saprei chi votare, vedremo.
Di Pietro candida il pm Lorenzo Nicastro capolista dell’Idv a Bari.
Persino l’anm è costretta a prendere le distanze dai dipietristi che oramai forti dell’alleanza organica con bersani non fingono più alcun ritegno.
Nencini invece finge di lamentarsi ma, da brava ruota di scorta del pd,partecipa all’alleanza organica.
Bonino come sempre predica bene ma per proprio tornaconto si allea col… poliziotto fascistoide.
Diliberto,Ferrero e Vendola non sono credibili.
Berlusconi ringrazia e continuerà a vincere.
Caro Marco Lorenzetti, io ho avuto la “balzana” idea di ritornare a votare nel 2006. Nel 2009, senza primarie, ho votato alle Europee: Partito Democratico.
E’ adesso alle Regionali che mi ritorna la voglia d’astensione! Per non parlare delle Comunali!
I veri socialisti sanno riconoscere bene chi predica bene e razzola male..lontani 1000 miglia dall’IDV