Quo vadis Italia? Nessuno sa dire una parola in merito. In ogni caso, balla sull’orlo del burrone e gli italiani sono sull’orlo di una crisi di nervi, per parafrasare Pedro Almodòvar.
Nel ventilatore c’è di tutto e di più. La corruzione dilaga in tutta Italia, in modo inarrestabile. Non venissero a dire che la magistratura eccede e dovrebbe vergognarsi per le inchieste che conduce sul malaffare e sul malcostume, perché non è proprio il caso. Talvolta, è vero che va al di là dei sue compiti, spettacolarizzando le inchieste e accanendosi verso una parte politica,- per esempio, Berlusconi-, talaltra fa il suo mestiere correttamente, non guardando in faccia nessuno.
Insomma, la corruzione grande e piccola è all’ordine del giorno. E c’è la corruzione di tutti i tipi e gusti: da quella della Protezione civile a quella solitaria del consigliere comunale di Milano che ancora incassa mazzette per strada. Sebbene sia stata la città di Mani pulite, la pratica della tangente non si è persa.
Roma ladrona, inveiscono i leghisti, ma nemmeno Milano scherza. Il sindaco Moratti è indagata nell’inchiesta sui livelli di smog nella sua città assieme al presidente della Regione, Roberto Formigoni. Un caso di normale giustizia che non rientra menomale nella fattispecie di affari e politica.
Tuttavia, a Milano, sembra che il passato non sia passato. A ben vedere, il presente è peggio del passato. Checché ne possa dire il vice sindaco, Riccardo De Corato, che fu ai tempi di Mani pulite, in veste di consigliere comunale del Msi, oggi del Pdl, un accanito moralizzatore della vita politica. Proprio lui sta muto come un pesce e quando dice la sua tenta di salvare il presente,condannando il passato, quando si faceva incatenare all’entrata di Palazzo Marino, protestando contro il governo comunale corrotto. In altre messe in scena, aizzava i cani contro gli assessori tangentisti. Per non dire che stava un giorno sì e l’altro pure dietro la porta di Borrelli non di certo per parlare di musica classica.
A chi afferma che Tangentopoli non è finita, lui risponde come il protagonista del film “Oltre il giardino”, Chance il giardiniere, “la situazione è complessa”.
Vale la pena ricordare la vicenda di queste ultime settimane dell’ex assessore della Regione Lombardia, Pier Gianni Prosperini, indagato a vario titolo per corruzione, turbativa d’asta e truffa ai danni della Regione Lombardia.
Ironia della sorte, seppe del suo arresto, stando seduto in un salotto televisivo dal giornalista che conduceva la trasmissione. Non è tutto. Nei mesi scorsi, esplose lo scandalo degli affari immobiliari del re delle bonifiche, Giuseppe Grossi, finito a San Vittore insieme a Rosanna Gariboldi, ex assessore della provincia di Pavia e moglie del deputato Pdl Giancarlo Abelli, che è stato per anni assessore di peso della Regione Lombardia.
Macché Milano da bere! Almeno allora c’erano i partiti che venivano foraggiati dal finanziamento illecito, oggi, c’è, viceversa, la corruzione del singolo che lavora in proprio. Dai professionisti della politica siamo passati al self made man. Comunque sia, è in voga l’arricchimento personale, senza più la politica e il mantenimento delle spese di partito: pranzi e cene, tesseramento e campagne elettorali incluse .
Dicendo questo non si vuole giustificare la Prima repubblica, ma, almeno, c’era la politica e il sistema dei partiti che rappresentavano, nel bene e male, un punto di stabilità del sistema democratico – parlamentare. Oggi, il paesaggio è desolante e quel che è triste non si salva nessuno.
Da Milano a Genova, da Bologna a Firenze, da Roma a Bari. In queste città e non solo, sono stati scoperti intrecci perversi di affari – politica e sesso. Lo scandalo della protezione civile è l’ultimo esempio di questo genere.
Bari è stata, finora, il centro per eccellenza del malcostume, ma le altre città non sono migliori. A ben vedere, sono sulle medesima lunghezza d’onda.
La chiamano Tangentopoli 2, in realtà, è ben altro, quello che sta succedendo in Italia. C’è in giro uno scadimento dei valori che non fa stare allegri, perché manca, peraltro, un punto di riferimento a cui ci si può attestare. A parte il Quirinale, il resto non è il caso che venga preso come esempio. Neppure la Chiesa riesce a essere un referente certo, dal momento che il caso Boffo la sta devastando e rendendola simile ai casi di normale follia che si verificano nel mondo politico italiano.
Ai tempi di Tangentopoli, c’era l’uscita di sicurezza: i vinti della storia, – Pci – Pds e Msi – An- grazie al crollo del Prima repubblica, salirono al potere. Oggi, manca l’uscita di sicurezza e per questo Berlusconi sta al governo indisturbato. L’assurdo sta proprio in questo: più precaria e degradata è la situazione, lui resiste meglio.
(12 febbraio 2010)


LIMPIDO, PUNTUALE ED ESAURIENTE COME SEMPRE, BIAGIO MARZO METTE IN EVIDENZA CON QUESTO EDITORIALE IL MARCIO CHE PERSISTE ANCORA NELLA NOSTRA NAZIONE.
CHI NEL LONTANO 1992 AGITAVA LE MANETTE PER AFFOSSARE UN’INTERA CLASSE POLITICA COLPITA DALLO SCANDALO DELLE TANGENTI OGGI GUARDA CASO SONO PROPRIO LORO CHE STANNO FACENDO CIO’ CHE IN QUEGLI ANNI ALTRI FACEVANO, RUBANO, CORROMPONO UCCIDONO TUTTO CIO’ CHE GLI SI PONE DAVANTI.
E’ UNA VERA VERGOGNA! DI FRONTE ALL’INTERO PAESE CHE GALLEGGIA NELLA CRISI ECONOMICA E SOCIALE SENZA AVERNE UNA GUIDA ONESTA E CAPACE.
L’ITALIA STA SPROFONDANDO NELLA MELMA E AL MOMENTO NESSUNO SEMBRA INTERESSATO ALLA TYRISTE SORTE CHE GLI ASPETTA.
CI SARA’ ANCHE UN INVASIONE DI CAMPO PER CERTI VERSI DEL POTERE GIUDIZIARIO, MA E’ ALTRESI’ VERO CHE LO SPETTACOLO DELLA CORRUTTELA CHE SI PONE DAVANTI AI NOSTRI OCCHI E’ UN INDECENZA DI FRONTE AL MONDO INTERO.
Tangentopoli secondo atto? Non scherziamo, tutto questo non assomiglia neanche lontanamente a quella stagione. Senza scomodare analisi sociologiche, che pure hanno da tempo lanciato l’allarme, ciò che accade oggi non è che l’inevitabile conseguenza della costruzione culturale del dopo tangentopoli. Il finanziamento dei partiti fuori dai canoni della legalità, conosciuto da tutti, dal droghiere alla casalinga fino alla magistratura di Milano era percepito, forse erroneamente, come strumento capace di permettere la sopravvivenza a partiti portatori di valori fondanti la Repubblica Democratica. Insomma era una sorta di tassazione consolidata dalla consuetudine ed istituzionalizzata dall’esercizio da parte dell’intero arco politico. Poteva tale istituto essere l’innesco improvviso per una rivoluzione ammantata di moralismo bigotto da parte di chi, per anni non solo aveva visto e saputo, ma ne era stato in qualche modo organico? Solo in un caso, per un predeterminato disegno, voluto da qualcuno, subito da altri, sfruttato da altri ancora e cavalcato da stampa, televisioni e quant’altro nell’ambito di un’ipocrita ubriacatura collettiva fatta di falsa sorpresa da parte di chi fingendo di vivere in un Limbo dava valenza agli accusatori ed ai carnefici, fingendo di credere alla buona fede degli stessi nell’aver casualmente scoperto all’improvviso ciò che era risaputo,cercava di accreditare la propria simile ignoranza, fingendo di credere che si colpiva in modo indistinto, laddove era lapalissiana la colpevole precisione chirurgica verso vittime predeterminate, si autoassolveva. Su questo, speriamo che maturino i tempi per un’indagine seria a livello di commissione parlamentare in tempi politici capaci di garantire la non strumentalizzazione con l’accostare un’immoralità non percepita, ma soprattutto non vissuta come tale, con il furto la truffa la malversazione che trabocca quotidianamente. Mariuolo fu il termine usato da Craxi per definire quel Chiesa che s’era messo in proprio, sfruttando un potere delegatogli dal partito. Mariuoli restano coloro che si macchiano dei reati similari nel quotidiano, nessuno venga a fare un interessato parallelismo che aggiungerebbe falso storico alla già violentata storia degli ultimi vent’anni. Ciò non toglie che a ciascuno di essi sia doveroso garantire un giusto processo e che di qualsiasi parte politica siano devono essere considerati e trattati come innocenti fino al terzo grado di giudizio, dandogli tutte le possibilità di difesa. E’ bene che in questo letamaio la magistratura abbia un ruolo di asettica inflessibilità senza tentazioni d’inserimento in giochi pericolosi al servizio di una parte, dal che deriverebbe l’ulteriore sua stessa delegittimazione ed una sorta di cappa protettiva per i MARIUOLI. Verrebbe da dire chi è causa del suo mal pianga se stesso, chi ha voluto colpevolizzare fino al punto di distruggere completamente una classe dirigente che ai tanti vizi contrapponeva fedeltà a nobili ideali, volendola presentare come una sorta di confraternita delinquenziale, ha fatto in modo che il suo posto venisse occupato da chi quegli stessi ideali considera superati quando non un disvalore. E poi ci lamentiamo?
Ma guardando quello che sta succedendo mi chiedo ma perchè i porcelli erano stati solo i SOCIALISTI ? risposta “I SOCIALISTI FACEVANO QUELLO CHE HANNO FATTO E FANNO TUTTA ORA GLI ALTRI L’UNICA COLPA CHE HANNO AVUTO E’CHE DAVANO FASTIDIO A CHI IL POTERE NON L’AVEVA “
Se Berlusconi non resistesse sarebbe davvero la fine del nostro Paese. Berlusconi resiste perchè manca una forte opposizione, che si faccia sentire che gridi il degrado politico, la corruzione e se crede il malgoverno di questa Italia dove non funziona niente. Perchè non lo fate????
A che servono tante belle parole?? Il problema è che non ci sono politici in grado di risolvere i problemi e mancando questi viviamo un’assurda realtà inaccettabile.
UNA CLASSE POLITICA INADEGUATA E SENZA SCRUPOLI A INVASO LE ISTITUZIONI DEMOCRATICHE ASSERVENDOLE AL LORO PIACIMENTO. LO SI NOTA NELLE DIVERSE LEGGI ELETTORALI APPROVATE NELL’ULTIMA ORA ALLE PORTE DELL’ELEZIONI AMMINISTRATIVE DI MARZO, LO SI NOTA DAL FATTO DEGLI SCANDALI CHE SPUNTANO UN GIORNO SI E L’ALTRO PURE A DANNO DEI CITTADINI E DELL’ IMMAGINE STESSA DEL PAESE.
QUESTA E’ L’ITALIA DELLA SECONDA REPUBBLICA, QUELLA CHE INVECE DOVEVA MORALIZZARE LA POLITICA E LE ISTITUZIONI, QUELLA CHE DOVEVA APRIRE E PORTARE GLI ITALIANI ALL’ETA’ DELL’ORO, SI MA QUELLO DI LORO E PER POCHI ELETTI.
LO SPETTACOLO E’ INDECENTE, LA SFIDUCIA TANTA E COVA NEI GANGLI DELLA SOCIETA’.
I PARTITI DI UN TEMPO, E NOI NE SAPPIAMO QUALCHE COSA SONO FUORIGIOCO, ANZI SONO STATI MESSI FUORIGIOCO, UNA SORTA DI NUOVA ED INEDITA DITTATURA.
ESISTIAMO FUORI DALLE ISTITUZIONI PERCHE’ ANCORA TENACEMENTE CHI NE FA PARTE CREDE ANCORA NELLA POLITICA COME LUOGO DI INCONTRO E DI ELABORAZIONE CULTURALE PER FAR PROGRESIRE IL CITTADINO E LA SOCIETA’ TUTTA VERSO LA LIBERTA’. NON SO NEMMENO IO QUALI POSSONO ESSERE OGGI GLI STRUMENTI PIU’ ADATTI PER RITORNARE AD ESSERE ATTORI PRINCIPALI DELLA BUONA POLITICA CHE COME NEL 900 AVEVA CARATTERIZZATO IN AMODO ARMONIOSO TUTTA LA NAZIONE.
DI CERTO, E CONCLUDO, LO STATO ATTUALE DELLE COSE E’ PREOCCUPANTE ED ALLARMANTE, LA TRANSIZIONE E’ ANCORA LUNGA, L’ALBA DI UN NUOVO GIORNO RADIOSO E’ ANCORA AVVOLTO DALLE TENEBRE DEL TEATRINO DELLA POLITICA ITALIANA.
Tutte cose giuste e considerazioni non opinabili,ma il problema di un PARTITO SOCIALISTA ITALIANO sta nelle nostre mani.
Se non siamo in grado di tornare insieme ,ma una volta stabilito un contatto (vedi la riunione di ROMA) subito escono i furbetti che si vendono e ci vendono per 5 lire.
Il PARTITO SOCIALISTA CON LA ROSA mi sembra solo ed esclusivamente lo SDI che voleva espandersi,me ne ero accorto subiti quando BOSELLI ha presentato il simbolo.
Il contatto c’era stato,ma mancavano quelli che stanno bene a servire BERLUSCONI e che oggi esprimono ministri sottosegretari di stato candidati alla presidenza di una regione,questi sono dei realisti che hanno trovato la loro dimensione ed hanno rinnegato con grande tranquillità le loro origini,confondendo appartenenza politica nel nome di una avversione ad una sinistra comunista e diventando praticamente amici dei carnefici del PARTITO SOCIALISTA ITALIANO quello del GAROFANO di COLORE ROSSO a ribadire che la vera sinistra moderna democratica e repubblicana ,giustamente collocata dalla storia dell’INTERNAZIONALE SOCIALISTA era solo ed esclusivamente QUELLO.
Vedo invece che alle REGIONALI chi sta da una parte chi dall’altra nessuna riunione sotto l’unico simbolo vero quello del garofano rosso ,che deve stare a sinistra ma da solo.
Ma si perde e non si è votati mi si dirà.
Il sistema elettorale e i mezzi di informazione non sono favorevoli a questo ,ma ciò non giustifica e non determinerà mai una rinascita del vero PARTITO DEI SOCIALISTI.
Ci vuole coraggio per staccarsi dalle poltroncine ed una lunga battaglia per tornare a dire la nostra in un panorama avvilente quale è quello attuale della politica in ITALIA.
Un pensiero va a coluro che sono nel fantomatico popolo delle libertà :ma siete ancora di animo socialista o conservatore ed opportunista,siete in grado di capire che i tempi sono cambiati e che ora è possibile ritrovare la strada maestra?.
Il mio augurio è che tutti torniamo insieme senza opportunismi per tornare a dare al nostro paese una forza autonomista democratica progressista moderna capace di trasmettere ai giovani la voglia di vivere e di essere animati da ideali onesti moderni concreti ,con uno spirito di laicità che ci ha sempre distinto .
Io ho un SOGNO ,facciamolo REALTA’.
Ho un blog ABRUZZO SOCIALISTA,se volete leggetelo e parliamo:
VIVA IL PARTITO SOCIALISTA del GAROFANO ROSSO uno ed uno solo da solo ed a SINISTRA.
Concordo con il Sig. D’Amico.
NON POSSO CHE CONDIVIDERE CON D’AMICO IL SUO STATO D’ANIMO CHE E’ ANCHE IL MIO.
Ottima analisi Sig. D’Amico, condivido particolarmente quando scrive: Ci vuole coraggio per staccarsi dalle poltroncine ed una lunga battaglia per tornare a dire la nostra in un panorama avvilente quale è quello attuale della politica in ITALIA.
E’ tutto li il noccio del problema, anche in casa nostra, la tanto vituperata “questione morale”. Lei provi a proporre ad un eletto socialista di dimettersi dalla poltrono occupata, per una serie di valide ragioni, politiche e d etiche, e quello Le risponderà: E perchè? Il navigatore più illustre della politica italiana dal dopoguerra ad oggi ebbe a dire: Il potere logora chi non c’è la!!! Una grande verità, perchè oggi “La Politica” paga molto bene i suoi servitori e gli da un immenso potere. E’ un mostro che alimenta se stesso, che divora i propri figli e non guarda in faccia i propri genitori, non esiste riconoscenza per chicchessia, l’unico credo dei politicanti è stato, è, è sarà sempre: Ricchezza, sesso e potere, oltretutto un potere strafottente, sono talmente pieni di se che hanno perso anche il minimo senso del pudore che almeno i vecchi politici avevano. La politica da loro questo, e non mi pare poco. Le tangenti “personali” ci sono state e ci sono tuttora, hanno solo perfezionato il sistema, grazie ai suggerimenti della magistratura, che suggerisce loro come agire senza essere incriminati, si chiaro anche il quel campo esistono tangenti, sesso e potere. Chi subisce tutto questo è “Il Popolo Italiano”, o quello che è rimasto del Popolo, perchè tolti i ricchi 20%, i politici 25%, i sindacalisti 25%, i preti 15%, i vagabondi sussidiati 10%, quel 5% che resta non conta nulla. Questo è quello che penso io, sia chiaro.
Puntuale l’analisi politica di Biagio che fa emergere una Milano ed una Lombardia ladrone ed in grado di scalare le classifiche un tempo appannaggio di regioni meridionali quali la Sicilia, la Calabria, la Campania, la Puglia. Milano e la Lombardia sono in vetta alla classifica dell’evasione fiscale, dello scippo reso legittimo da leggi fatte da lombardi invasori dello Stato, la cui natura è riportata ad un consiglio di amministrazione di una Spa. Il degrado del costume è stato per decenni scientificamente preparato da un lavorio televisivo che proponeva come modello di società quella di Dallas, come etica familiare Beautiful. Come meravigliarsi se l’escort è diventato “il” modello del successo sociale. Solo antichi e solidi ideali possono riportare la nostra Italia a riemergere faticosamente, e ci vorranno molti anni di rigore e serietà. La scuola però viene quotidianamente picconata. Cancellare di fatto la Storia dalle discipline scolastiche, significa eliminare la memoria di un popolo, favorirne l’imbarbarimento. Quando il soldo finirà per i più, e sta accadendo, la pentola si scoperchierà. Vorrei vivere per dedere di nascosto l’effetto che fa.
Come hai ragione compagno D’Amico in quanto all’attaccamento alle poltrone, sarebbe bastato che gli eletti non solo di casa socialista, ma anche del resto della sinistra, ( che fanno sempre i verginelli) parlo dei Vendoliani, di rifondazione del Pdci, avessero tolto immediatamente l’appoggio a tutte le amministrazioni regionali e locali, quando Veltroni decise di rendere extraparlamentare tutto quel che a sinistra esisteva al di fuori del PD e sarebbe cambiata la storia. Più che l’onor poté il digiuno e quell’operazione non fu neanche presa in considerazione. Ancora oggi si continua a commettere lo stesso errore e ci si allea con il PD, che alle amministrative ritorna amico, salvo a non arretrare di un passo rispetto alle prospettive di revisione della legge elettorale per le politiche. Chi vuole abbia queste amicizie e queste frequentazioni non solo con il PD, ma anche con quel fascista di Di Pietro, raccoglieranno le briciole sempre più residuali di un potere sempre più minuto e residuale, del resto rapportato alla statura degli uomini che ormai si sono impadroniti dei nostri nomi e dei nostri simboli. Del resto cara compagna Gisella Peana, troppo comodo dire perché non lo fate, facciamolo e ti dirò di più qualcuno di noi sta tentando di farlo. In Puglia che è la mia regione stiamo lanciando un MANIFESTO RIFORMISTA che nasce e rivendica l’autonomia assoluta dei socialisti con un proprio programma, organizziamoci in tutt’Italia noi che ci crediamo veramente.
grazie compagni socialisti se volete organizziamoci io ho un blog : ABRUZZO SOCIALISTA leggetelo
Lasciatemi vostre mail scrivendomi a giorgiodamico@gmail.com
Ci vuole forza e coraggio ma ce la si può fare
VIVA IL PARTITO SOCIALISTA ITALIANO DEL GAROFANO ROSSO
Caro Bobo,
mio padre era socialista (era del ‘32 ed è morto nel ‘91). Era un operaio e da piccola ogni tanto leggevo l’Avanti.
Nel 1990 a causa della legge Martelli ho smesso di votare.
Ho ripreso a votare (POLITICHE) nel 2006 : voto dato a caso e spinta dalla simpatia del momento: Diliberto che fa la battuta su telemontecarlo o come si chiama adesso: Al bilionnaire se ci vado? Si, ma imbottito di tritolo!
Nel 2008 (POLITICHE) IdV.
Nel 2009 (Europee) Partito democratico.
Ovviamente a metà degli anni 80 del secolo scorso, simpatizzavo con la Lega Lombarda e attuale lega Nord, ma non ho mai votato questo partito. Infatti nel 1987 votai: socialdemocratico-radicale.
Ma ora caro Bobo, sinceramente non me la sento più di votare niente. Mio figlio 20enne voterà quello che vorrà.
Cordiali saluti e buona continuazione di giornata.
Brunella.
Ma porca la puttana: Il Corrotto lo conosciamo e purtroppo era un Politico. Ma il corruttore di merda che di Politica sente solo l’odore per farsi gli stracaxxi suoi, giace Impunito sullo scranno della presidenza del Consiglio!
Allora, mi rimangio quello che ho scritto sopra e alle politiche del 2012, spero, caldamente anche prima in ricordo di Mio Padre Socialista voterò: Partito Socialista.
Buona continuazione di giornata.
Brunella.
Caro Elio io dico:”perchè non lo fate” rivolto ai politici. Come attivista appartengo all’altra sponda per cui ho da impegnarmi perchè le cose continuino ad andare così come stanno andando. Sono comunque felice che ci siano persone come te che non parlano e si lamentano solamente ma cercano di cambiare le cose e far valere i loro ideali in maniera concreta.
LA VOGLIA DI ACCAPARRARSI UNA SEDIA O UN ALTO SCRANNO DEL POTERE ISTITUZIONALE DI TURNO E’ PASSATO IN PRIMO PIANO RISPETTO AL PRIMATO DELLA POLITICA E DEI SUOI IDEALI, QUESTA E’ UNA DELLE TANTE RAGIONI DEL PERCHE’ IN ITALIA NON ESISTE PIU’ UNA FORZA POLITICA SOCIALISTA CONSISTENTE CHE SAPPIA ESSERE UNA GUIDA ED UN MONITO PER LE NUOVE GENERAZIONI.
TUTTI SI SONO ADAGIATI AL SISTEMA ATTUALE PER POTERSI SISTEMARE ADEGUATAMENTE IN BARBA AL PARTITO E AL SOCIALISMO.
SE VERAMENTE AVESSERO AVUTO A CUORE LE RAGIONI DEL SOCIALISMO ANCHE IN ITALIA NON SAREMMO DI CERTO A QUESTO STADIO, SAREMMO VICEVERSA ALL’AVANGUARDIA COME IN ALTRI PAESI EUROPEI DOVE I PARTITI SOCIALISTI PUR ESSENDO IN UNA FASE DI CRISI, SONO COMUNQUE SEMPRE DELLE GUIDE ATTENDIBILI E RESPONSABILI PER LE INTERE NAZIONI.
Cara Gisella, i politici siamo noi, quella della delega è una tradizione che non appartiene ai socialisti, che forse peccano del difetto opposto e con questo mi piace anche dire qualcosa a Luca Biagini che è un chiaro esempio di tale nostra abitudine di uomini liberi che amano dire la loro, con l’onestà intellettuale di chi è sempre aperto alle opinioni diverse. Magari Luca, il problema dell’assenza del Partito Socialista fosse ascrivibile solo al poltronismo di qualcuno. Posso suggerirti qualche motivo che ha impedito il nuovo radicarsi del socialismo in termini di partito in una società nella quale è oggettivamente presente in termini di consenso ideale? Il primo e più grande motivo è stato il cambiamento avvenuto nel tessuto connettivo dello stesso nel corso degli anni ottanta. La fine traumatica del partito, in effetti non diede la possibilità di compiere quella radicalizzazione dello stesso in termini moderni, cioè attraverso quei meccanismi di associazionismo oggi presenti nel PD come nel PDL. In questo caso la lungimiranza di Craxi e la sua grande capacità di “sentire a pelle” i cambiamenti della politica nella società, che se la storia avesse seguito il suo corso senza golpe, avrebbero fatto del PSI il partito più naturalmente rispondente ai mutati bisogni di rappresentatività della società, risultò essere dannosa. Fummo beccati nel bel mezzo del guado, quando il partito non era più quello delle sezioni con la loro capillarità, ma non aveva ancora assunto la sua forma moderna che avrebbe permesso quel grande balzo che neanche l’onda lunga di Bettino ci aveva permesso di fare. Non è un caso che le sacche di “resistenza socialista”, di una qualche consistenza, le ritroviamo in quei territori nei quali i compagni sono rimasti uniti intorno alle sezioni. La colpa più grave ascrivibile alle varie dirigenze del dopo Craxi è derivante dalla cecità, figlia della pochezza, che gli ha impedito di portare a compimento l’opera iniziata da Bettino di trasformazione del partito e, non avendola compresa, l’hanno modellata a loro immagine trasformandola in una serie di feudi e vassallaggi, tra loro scollegati senza un comune disegno politico e quando dico comune intendo dire condiviso. Dette le colpe interne ed essendoci bastantemente fustigati, passiamo ai fattori esterni. Primo d’essi è la peculiarità tutta Italiana di aver avuto il più grande partito comunista dell’occidente, che con un’operazione di trasformismo da fare invidia a Fregoli, ha evitato i conti con la storia passando attraverso il lavacro dell’adesione all’internazionale socialista, per approdare a quella sorta di magma indistinto di diversi che non riescono a trovare una reale fusione, che fanno usare ai loro stessi leader l’espressione di partito liquido. Ciò ha permesso non solo il non scontare la sconfitta e la condanna morale che il comunismo ha scontato e sconta in tutto il mondo, ma l’accreditarsi di un’immagine di riformismo che poi nei fatti è sbugiardata in ogni momento visto, che il PD si mette di traverso rispetto ad ogni tentativo di dialogo su qualsivoglia riforma. A questo si aggiungano, per non annoiare con la lungaggine, almeno altri due elementi, primo il ferreo accordo su leggi elettorali sempre più liberticide tra PD e PDL che cambiano ad ogni elezione, anche in corso d’opera, al fine di perpetrare un bipartitismo contrario al modello previsto dal sistema Costituzionale. Per ultimo, ma non ultimo nei suoi effetti, è sotto gli occhi di tutti, e la cosa mi convince sempre più in merito ad una regia dettata da servizi esteri , il rabbioso ringhiare di Di Pietro ogni qual volta ha il sospetto che, una pacata rivisitazione del socialismo dell’era Craxi, possa creare le condizioni di riportare l’Italia in Europa con la contrapposizione di una forza Socialdemocratica alla conservazione. C’è ancora una grave colpa di noi Socialisti che dobbiamo ammettere ed è quella che con l’ultima costituente, s’erano create le condizioni per la reale fine della diaspora. Erano presenti intelligenze interne, esterne e di ritorno rispetto alla nostra storia, ma veti incrociati, malanimo, diffidenza, impedirono una guida unitaria che trovò dopo le dimissioni di Boselli, una sorta di teatrino di prime donne nel quale si rappresentò la vecchia farsa della Roma papalina di eleggere un papa tanto debole da essere morente, salvo poi che a defungere ancora una volta è toccato al partito. Morale della favola: fatta l’analisi bisognerebbe indicare una via d’uscita, ma non la ho, per questo mi piace leggere, sentire, discutere, qualche volta polemicare con i miei compagni, capire se ci sono ancora condizioni per ricucire, ricostruire. A volte ho l’amara impressione che noi socialisti siamo fatti della stessa consistenza del mercurio che quando ti sembra di averlo stretto in pugno, scopri che s’è diviso in mille rivoli sfuggenti. In tutto questo ho però maturato delle convinzioni che mi portano sempre più ad allontanarmi dai falsi alleati come il PD, che ti corteggia alle regionali ed alle amministrative e ti distrugge alle politiche ed ancor più è ferrea in me la convinzione che indipendentemente dalle candidature alle presidenze, ai governatorati, alle cariche di sindaco, mi è umanamente, culturalmente e politicamente impossibile essere sulla stessa barca di Di Pietro. Per chiudere, scusate l’amarezza e speriamo che in un prossimo futuro i Socialisti ritrovino l’orgoglio della loro autonomia e riescano a rispecchiarsi in una leadership all’altezza della storia e della dignità del partito. Termino con un’ulteriore nota d’ottimismo: Proprio nella mia regione va prendendo forma l’esperienza del manifesto dei riformisti, l’augurio è quello che con le rivendicazioni di autonomia del pensiero socialista, possa essere foriero di una nuova stagione d’unità.
QUELLO CHE TU DICI NEL TUO INTERVENTO ESAURIENTE E’ CONDIVISIBILE, IO L’ALTRA VOLTA AVEVO SOLAMENTE ACCENNATO AD UNO DEI PROBLEMI CHE OGGI GIORNO A INVASO LA POLITICA GETTANDO UN SASSO NELLO STAGNO, SECONDO ME LE RAGIONI DELLA SCONFITTA SE COSI’ LA SI PUO’ DEFINIRE DEI SOCIALISTI STA ANCHE NEL FATTO DI AVER RINUNCIATO A PRESCINDERE ALLA RICOSTRUZIONE DI UNA SOLIDA E ROBUSTA FORZA POLITICA DI MATRICE SOCIALISTA E LIBERALE.
TI RINGRAZIO ELIO ANTONIO DANZA PER L’APPELLATIVO DI “UOMO LIBERO”CERCO ALMENO DI CONTINUARE AD ESSERLO NONOSTANTE CIO’ CHE CI CIRCONDA, COMUNQUE NON RINUNCIO AD ESSERE UN SOCIALISTA.
Come Ve la “tirate”!!
A con la acca Luca Biagini: voce dedl verbo avere, non confondiamo con la preposizione a!
Usti! Che sito!!!!
Le ragioni della sconfitta del socialismo: Primo direttore dell’Avanti?
Ultimo direttore dell’Avanti?
2 domandine facili, facili.
SI PROFESSORESSA! AVEVO BISOGNO PROPRIO DI LEI PER SAPERLO…
Biagini: Scriva 10 pagine intere di Verbo essere e avere.
Poi… sfotta pure.
Ho un blog ABRUZZO SOCIALISTA,se volete leggetelo e parliamo:
VIVA IL PARTITO SOCIALISTA del GAROFANO ROSSO uno ed uno solo da solo ed a SINISTRA.
Per onestà intellettuale nel Suo Blog non entrerò mai.
Il garofano rosso, non è il simobolo del Partito socialista italiano.
Il garofano, a memoria, fa’ venire in mente alla sottoscritta: il Portogallo, la rivolta dei garofani, credo!
Senta, Lei Giorgio D’Amico: le dico esattamente cosa mi viene in mente a leggerLa: Liberismo, liberista.
Abruzzo? Sono passata per Pescara nel 1982: Impressioni sulla città: Costruzioni fasciste.
Sul corso: comprai dei simpatici pantaloni alla pirata.
Saluti.
Brunella.
Simbolo: autocorrezione.
parliamo:Quando il soldo finirà per i più, e sta accadendo, la pentola si scoperchierà. Vorrei vivere per dedere di nascosto l’effetto che fa.
Un effetto molto semplice: i Comuni requisiranno tutti gli appartamenti sfitti dell’area di competenza.
Saluti.
Brunella
BRUNELLA: SCRIVILE TE CHE E’ MEGLIO, E NON ROMPERE LE PALLE CIAO.
E chi sei un Agit-prop o un socialista?