Il campanello d’allarme lo ha suonato Fabrizio Cicchitto:”La risposta a un disegno politico-giudiziario deve essere rigorosa e selettiva, non può comportare la difesa di tutto e di tutti. Bisogna anche essere molto rigorosi nella formazione delle liste per le regionali”.
Cicchitto ha aperto gli occhi di fronte all’affaire Protezione civile, e dopo, a maggior ragione, gli arresti del consigliere milanese e del presidente della provincia di Vercelli, gli ha spalancati del tutto. Di qui, il suo monito, preoccupato che ci possa essere una questione morale all’interno del suo partito. Il suo, insomma, è un alto là, affinché gli amministratori si comportino in modo rigoroso nella gestione della cosa pubblica. In un grande partito, com’è il Pdl, che sta alla guida di numerosi enti locali, c’è sempre qualcuno che sgarra dalla giusta via.
D’altronde, quando si giustifica tutto e il contrario di tutto e si spara alcune volte a sproposito contro i magistrati molti di questi impegnati solo a fare il loro mestiere e senza grilli politici per la testa, alla fine si ha come risultato un partito che rischia di essere inquinato dalla corruzione. Fatto sta che i dirigenti si sentono garantiti su tutto, come se ci fosse una sorta di lascia passare. Consapevoli che c’è sempre, nel bene e nel male, qualcuno che li copre. In questo caso, Berlusconi. Continua a leggere »
