il dato di gennaio, riferisce l’Istat, si attesta all’8,6%. Aumento dell’1,3% rispetto a un anno fa. Superata la soglia dei 2 milioni. A crescere è soprattutto il dato riferito alla popolazione maschile.
Pesante il dato della disoccupazione giovanile che si colloca al 26,8%, un dato oltre 3 volte più elevato di quello della disoccupazione complessiva. Il tasso di disoccupazione giovanile cresce di 0,3 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 2,6 punti percentuali su base annua.
A crescere è soprattuttola disoccupazione maschile che raggiunge, a gennaio, un livello pari a 1 milione 147 mila unità, in aumento del 2,1% (+23 mila unità) rispetto al mese precedente e del 27,2 per cento (+245 mila unità) rispetto allo stesso mese dell`anno precedente. Il numero di donne disoccupate è pari a 997 mila unità, con una riduzione dell`1,9 per cento rispetto dicembre (-19 mila unità), a fronte di un aumento del 9,8 per cento rispetto a gennaio 2009 (+89 mila unità). Il tasso di disoccupazione maschile è uguale al 7,7 per cento, in crescita sia rispetto dicembre (+0,2 punti percentuali) sia rispetto a gennaio 2009 (+1,7 pun-ti percentuali).
Il tasso di disoccupazione femminile è pari al 9,8 per cento, in diminuzione rispetto dicembre (-0,2 punti percentuali) ma in aumento rispetto al mese di gennaio 2009 (+0,8 punti percentuali).
(1 marzo 2010)

QUESTI DATI DIMOSTRANO CHE LA CRISI CHE HA INVESTITO ANCHE IL NOSTRO PAESE NON E’ STATA AFFRONTATA DALLA CLASSE POLITICA OGGI AL GOVERNO IN MODO FERMO E DECISO.
SONO MANCATE VERE RIFORME CHE GARANTISSERO UN ARRESTO DELLA CRISI E TUTELASSERO IL POTERE D’ACQUISTO DELLE FAMIGLIE E AL CONTEMPO DIFENDESSERO L’ECONOMIA DELLE IMPRESE ITALIANE, IN PARTICOLARE DELLE PICCOLE E MEDIE ATTIVITA’.
OGGI IL NOSTRO PAESE E’ ANCORA IN AGONIA A CAUSA DI UNA POLITICA TROPPO AFFACCENDATA VERSO LE “CAUSE PERSE”.
Hai ragione Luca Biagini.
Buona giornata.
Brunella
Hanno perfettamente ragione Luca e Brunella, questa crisi che ha colpito il mondo ha anche colpito noi anche se non in maniera così massiccia come in altri paesi. Ma questa crisi ha lasciato il segno sulla condizione giovanile e sul lavoro. Purtroppo il Parlamento ed il governo sono stati in parte distratti dalle trappole tese da una magistratura politicizzata che spesso e vole ntieri fa uscire autori di crimini efferati, per decorso dei termini, perchè è troppo affaccendata a spendere tempo prezioso per spiare i cittadini e per ostacolare l’azione di governo, che a sua volta cerca di contrapporsi alle insidie che spesso e volentieri gli vengono tese. Fraterni saluti.FRANCO MARTA