La Vecchia Europa vive un momento drammatico e ogni suo paese ha i propri problemi: chi economici la Spagna, chi finanziari la Grecia e chi sul piano dell’etica pubblica, l’Italia. Come se ci fosse una specie Spectre che sa dove colpire. Per esempio, il tallone d’Achille dell’Italia è la moralità.
Si sta scoperchiando il vaso di Pandora del malaffare e si sente il bisogno impellente di cercare l’antidoto e, nella fattispecie, sono le riforme per combattere la corruzione dilagante e per dare un assetto istituzionale a misura dei tempi.
E, comunque, è in corso una guerra per bande senza esclusioni di colpi. Tutti contro tutti e non si salva nessuno.
Intanto, il profilare dei comitati di affari sta inquinando la vita del Paese. Lo scontro tra la Procura di Roma e quella di Firenze potrebbe danneggiare l’inchiesta sul caso Protezione civile. La querelle tra maggioranza e opposizione ha segnato questa prima parte della Legislatura in una lunga, fastidiosa e schizofrenica campagna elettorale.
Il problema, come si dice abitualmente, è politico,ma i politici non rispondono, nemmeno se si battono i famosi tre colpi. Per questo, servono idee forti e fresche e pensieri lunghi e innovativi, ma dio solo lo sa dove trovarli.
Non essendoci un establishment degno di questo nome, tutto è scadente compresa la nostra società, peraltro degradata e ridotta a pezzi, in cui si rispecchia il ceto politico rissoso e mediocre. Se non ci fosse il Colle che fa quello che è di sua competenza istituzionale, il resto è noia. Il che è solo un eufemismo, per non dire che la politica è fonte di disgregazione, malcostume, contrapposizione e di incompatibilità culturale e morale.
I tempi sono malvagi e si vedono quanto lo sono, ogni giorno che passa e, comunque, ogni giorno la sua pena.
Adesso è sceso in campo Luca Cordero di Montezemolo, ieri Fini seguito a ruota da D’Alema, che hanno rilanciato le riforme, lungo il solco tracciato dal Presidente Napolitano.
Sotto questi chiari di luna, il revival riformista è una sorta di vento pulito, anche se il solito che spira da più di trent’anni, per l’esattezza da quando Craxi lanciò la Grande riforma.
Aver sollevato la questione delle riforme, d’altro canto, serve vuoi per scaricare le tensioni della società italiana e del modo politico avvitate sull’affaire della Protezione civile in particolare e sulla corruzione in generale vuoi per alzare il tono del dibattito politico, di basso profilo.
La preoccupazione di cui si stanno facendo carico le alte cariche dello Stato è che non scappi di mano la situazione, così come è successo al Festival di San Remo quando gli orchestrali si sono ribellati di fronte al successo di una canzonetta non di loro gradimento. Non è il solo caso. Ancora. C’è stata una manifestazione di una maggioranza silenziosa di cittadini dell’Aquila, abitanti nel centro storico prima del sisma, che hanno contestato le autorità che ancora non sono in grado di liberarlo dai cumuli di macerie, per cui non possono, dove si può, ritornare nelle proprie case.
Quanti casi San Remo e Aquila possono accadere da oggi in poi in Italia, dal momento in cui il governo non sa rispondere alle istanze di cambiamento economico, sociale, morale, civile e culturale della gente.
Ciononostante, non c’è ancora una presa d’atto dello stato del Paese. Basterebbe che Berlusconi uscisse dai Palazzi in cui vive privatamente e istituzionalmente e si recasse al Parlamento, dal quale manca dal giorno in cui il suo governo ebbe la fiducia, per dire, una volta per tutte, cosa pensa dello stato del Paese e come farlo uscire dal tunnel in cui si trova. Dopodiché, maggioranza e opposizione, ognuno per suo conto, dovrebbero prendersi la proprie responsabilità.
(1 marzo 2010)

NELLA LUCIDITA’ CHE COME SEMPRE CONTRADDISTINGUE BIAGIO MARZO, IO RISPONDO CHE LA POLITICA NON BATTERA’ UN COLPO.
TROPPO IMPEGNATA IN ALTRE ASSURDE QUESTIONI. IL PAESE E’ SOLO SENZA UNA GUIDA CERTA E COMPETENTE E PER DI PIU’ SENZA UNA CHIARA PROSPETTIVA DI ALTERNATIVA A CIO’ CHE GIA’ ESISTE E HA DATO TUTTI I SUOI CATTIVI ESEMPI.
LA SFIDUCIA REGNA SOVRANA ED E’ IMPREVEDIBILE NELLO SBOCCO SOCIALE. LA SECONDA REPUBBLICA INCOMINCIATA MALE E FINITA PEGGIO LASCIA INTORNO A NOI CUMULI DI MACERIE CHE E’ DIFFICILE RACCOGLIERE.
GIUSTO, BIAGIO MARZO QUANDO RILEVA LE OSSERVAZIONI SULLA VACUITA DELLA POLITICA E DICERTA POLITICA DEL CENTRODESTRA.
PECCATO, CHE POI, IN PUGLIA IN GENERALE, E NEL SALENTO, IN PARTICOLARE, IL OSTRO BIAGIO CONVINCE A CANDIDRE UN SUO EX PUPILLO NEL LISTINO DEL CANDIDATO PRESIDENTE DEL PDL…(DOPO AVER SOSTENUO L’ASSE UD-IOSUD ALLE SCORSE PROVINCIALI ANCHE LI’ CONTRO IL CENTOSINISTRA E CONTRO LA LISTA DEL PSI).
MA LA COERENZA E’UN OPTIONAL DELLA POLITICA?
GIUSTO, BIAGIO MARZO QUANDO RILEVA LE OSSERVAZIONI SULLA VACUITA’ DELLA POLITICA E DI CERTA POLITICA DEL CENTRODESTRA.
PECCATO CHE, POI, IN PUGLIA IN GENERALE, E NEL SALENTO, IN PARTICOLARE, IL NOSTRO BIAGIO CONVINCE A CANDIDARE UN SUO EX PUPILLO NEL LISTINO DEL CANDIDATO PRESIDENTE DEL PDL…(DOPO AVER SOSTENUO L’ASSE UDC-IO SUD ALLE SCORSE PROVINCIALI. ANCHE LI’ CONTRO IL CENTOSINISTRA E CONTRO LA LISTA DEL PSI).
MA LA COERENZA E’UN OPTIONAL DELLA POLITICA?
A domanda non v’é risposta….
Per Luca Biagini:
Zavettieri? no grazie! Noi in Calabria lo conosciamo bene… molto bene.
In Calabria i socialisti seri, proseguono con in compagni di SeL. é questa la via! con Incarnato.
http://www.sibari.info/index.php?option=com_content&task=view&id=1506&Itemid=57