C’è in atto una profonda «crisi della politica», per dirla con le parole di Bobo Craxi, che si prepara al rush finale verso le regionali del Lazio di fine marzo sot? to le insegne del Partito socialista a sostegno di Emma Bonino. Una politica «debole e fragile di fronte all’incalzare delle vicende giudiziarie», che «non riesce a dare segnali di autorevolezza» neppure dinanzi alle priorità che assillano il Paese.
Quali sono le ragione che l’hanno spinta ad impegnarsi in prima persona in questa tornata elettorale amministrativa? «E’ una scelta che nasce dalla considerazione che, in realtà, si tratta di elezioni nazionali e non solo locali. Le regionali non sono un semplice test, come dimostra lo scontro aperto in corso. E’ evidente che il 29 marzo segnerà una tappa verso il cambiamento nella vicenda politica del Paese, dopo una fase di grande turbolenza segnata dai limiti del bipartitismo e dalla profonda crisi istituzionale».
Intanto nel Lazio, la regione in cui è candidato, è scoppiato il bubbone delle liste. Lei ha bocciato la sanatoria per decreto della vicenda definendola roba da Terzo Mondo… «Il punto è che, a competizione elettorale ormai avviata, si è verificata l’esclusione di alcune liste, non per uno strano caso del destino, ma per problemi oggettivi. Per questo, riammettere le liste a colpi di decreti sarebbe una roba da Terzo Mondo. La democrazia, invece, è un’altra cosa: è rispetto delle regole».
(5 marzo 2010)

VI SONO EVIDENTI SEGNALI CHE LASCIANO SPAZIO AD UN IRRIGIDIMENTO DELLA DEMOCRAZIA NEL NOSTRO PAESE, L’ATTUALE MAGGIORANZA DI GOVERNO MOSTRA QUESTI SEGNALI CHE SONO PREOCCUPANTI E CHE NON VANNO SOTTOVALUTATI.
IL PDL NONOSTANTE GLI ACCERTAMENTI FATTI CHE LO VEDEVANO ESCLUSO IN PIU’ ZONE DEL PAESE DALLA COMPETIZIONE ELETTORALE, CON UN DECRETO DELL’ULTIMA ORA POTRA’ DI FATTO COMèPETERE IN BARBA ALLE REGOLE DEMOCRATICHE DEL NOSTRO PAESE, QUESTA SI CHE E’ UNA FORZATURA BELLA E BUONA. MI AUGURO CHE GLI ITALIANI SI SVEGLIONO DAL LIQUIDO AMNIOTICO CHE GLI HA INIETTATO IL CAVALIER BERLUSCONI E SOCI.
Si Bobo. Sono d’accordo con Te. occorre, però, iniziare a lavorare immediatamente;subito all’indomani di queste elezioni le quali, certamente, segneranno la fine di questa seconda repubblica di plastica, malsana purulenta e pensare a ricostruire l’area socialista uscita sconfitta a tavolino (e non) e malandata in 16 anni di gironi infernali. Tu lo sai che sei tra quelli che dovrà caricarsi il fardello della (ri)costruzione… fatta di unioni e men che mai di scissioni…..
Avanti! Compagni!
Ci siamo ancora. Ci siamo!
Vorrei rispondere anche se sono in netto ritardo sull’intervento di Vittorio alla conferenza programmatica del Psi: “Craxi e Pertini: due campioni del socialismo riformista”.
Sono d’accordissimo sul discorso che riguarda Sandro Pertini, sul discorso di Bettino avrei approfondito la stupenda opera che ha svolto all’interno del partito, e sopratutto come riuscì in sedici anni di segreteria a portare il Psi ad essere autonomo dalle altre forze politiche, ad ottenere risultati elettorali in cui il partito si permise di governare città come Milano, Roma, Torino, la mia Firenze ecc..ecc.., e poi aveva la capacità pratica di tenere a bada un branco di pecoroni, che ricoprivano cariche come funzionari o dirigenti di partito e oggi hanno il coraggio di dare di solone a chi critica.
Parlando del presente scopro la tua candidatura nel Lazio nelle file del Psi, per capirsi in quello di cui il segretario nazionale è Nencini: ti vorrei ricordare che nel Luglio scorso mettevi in evidenza giustamente gli errori, le anomalie, e le difficoltà della dirigenza e uscisti con le dimissioni annunciando che per i socialisti c’era un altro percorso, e noi autonomisti non potevamo assistere all’estinzione del partito in quanto stava accadendo. Certamente quegli argomenti con cui spintonavamo la segreteria di Nencini erano della convivenza con S&L, e poi arrivò anche l’annuncio dell’accordo nella regione Toscana che Nencini strappa ai compagnucci del Pd; erano argomenti che misero in difficoltà il segretario e infatti il 29 luglio sbottò in quella famosa lettera aperta ai compagni; come ricorderai ci trattò per tutti i versi, e non per caso nel finale ti dice di goderti l’estate in riferimento alla tua lettera del 12 luglio in cui dici: “ il generale d’agosto non andrà in ferie per evitare la scissione.”
Per conto mio era un discorso che filava liscio, avevamo detto no alla svendita del partito, avevamo detto no a S&L e Vendola, avevamo detto no ad alleanze brutte e malefiche, avevamo detto si ad essere autonomi, a darsi un identità chiara e in quel contesto avevamo anche detto di riportare dignità ai socialisti.
Tutto questo che ho detto fu riportato alla famosa convention del 10 ottobre all’Eliseo di Roma,(ero presente anch’io) e lì a grandi linee c’era almeno la speranza di vedere nel futuro un partito diverso.
Oggi non si notano grandi cambiamenti all’interno del partito anche se l’abboccamento con S&L non è avvenuto e il motivo lo sappiamo, credo che il partito affronti questa tornata elettorale scombinato come è da 17 anni, e i tre principi del vangelo socialista: autonomia, identità e dignità, anche questa volta siano rimasti ad Hammamet.
Politicamente parlando, il partito ha pochi mesi di vita, ieri doveva essere l’alternativa del Pd, così ciabanava il buon Riccardo, oggi è alleato e in certe situazioni dentro alle liste dei cattocomunisti del Pd (toscana), dopo il voto sarà inghiottito dal mostro Pd, e purtroppo non ci sarà neppure la speranza di essere l’alternativa all’Idv, ma sarà il servo di Di Pietro.
Vorrei sapere, da socialista autonomista e da craxiano doc, cosa è cambiato all’interno del partito da luglio ad oggi, io credo che la politica sia una faccenda seria, e Bettino lo ha sempre predicato finché è stato possibile, ora purtroppo la politica è diventata ridicola e sregolata, e noi purtroppo siamo un esempio: non si può concepire che ognuno all’interno del partito, a partire dal segretario all’ultimo iscritto ( compreso te), possa dire e fare tutto e il contrario di tutto.
Io non voglio fare la mia cronistoria dentro il partito, dico solo che non sono mai stato un solone, ma il mio contributo lavorativo l’ho sempre portato, specie al Psi della prima repubblica e certamente non rinnego quegli anni in cui eravamo orgogliosi anche di far parte del misero posto di essere membro di direttivo di sezione.
Inoltre credo che Bettino non avrebbe messo il partito alla berlina della politica dando indicazioni in cui regione per regione avessero o si permettessero di avere mani libere.
Se non si percepisce l’attuale disfatta, e ci si rifugia in slogan che la sera fanno l’effetto dei fagioli, e inoltre si aderisce a questi giochi per avere certe candidature e speranze, i socialisti autonomisti come me, e non quelli all’acqua di rose, hanno da soffrire tanto.
Non capisco come mai non sia andato avanti il discorso “Socialisti Uniti”, qualcuno credeva e sperava che per organizzare un partito bastasse scrivere su un sito, oppure ci siamo chiesti da che parte si inizia? Io l’ho scritto più volte che si doveva dare un’ accelerata sui territori locali, forse la volontà di buttare tutto all’aria era più forte di quella di rimboccarsi le maniche e dare vita ad un soggetto socialista nuovo che poteva riavvicinare qualche compagno scomparso nei meandri di altre forze politiche.
Concludendo, certamente per le tue candidature ti auguro un gran successo, e i socialisti del Lazio condiranno il risultato del partito con la tua elezione allo scranno della Regione, (non sarà facile).
Vorrei aggiungere non solo a te, ma a tutti i candidati del partito e a tutti quei personaggi che parleranno in questa campagna elettorale: per favore non fate riferimenti con il partito guidato da Bettino, e inoltre nella situazione politica in cui si trova il Psi non lo mettete di mezzo, e le cravatte rosse come indossava Lui, per favore, lasciatele nell’armadio. Grazie.
A presto. Caciolli Giovanni