Contributo al dibattito congressuale
DI BOBO CRAXI, ROBERTO BISCARDINI ED ALTRI
Dobbiamo nutrire una grande ambizione politica per restituire al Partito Socialista Italiano il posto che merita nella democrazia del nostro paese.
Questo è l’obiettivo principale del prossimo Congresso del PSI. Un rilancio dell’iniziativa politica del partito sia sul piano organizzativo che sul piano dell’elaborazione politica. Passati nel giro di soli tre anni da una posizione parlamentare italiana ed europea ad una extraparlamentare, oggi abbiamo il compito di indicare i modi e i contenuti per riorganizzare con coraggio e con passione il rilancio del nostro impegno politico assieme all’obbligo morale di restituire alla democrazia italiana la sua più antica tradizione, riqualificandone il ruolo e la funzione, sapendola sviluppare coerentemente con il quadro politico interno ed internazionale. Per riaffermare l’attualità del socialismo e l’esigenza di una forza socialista nel nostro paese dobbiamo essere convinti che il PSI abbia ancora uno spazio politico da occupare e che una larga parte di cittadini nel PSI possano riconoscersi.
Noi riteniamo che sia possibile rilanciare la nostra iniziativa per diverse e motivate ragioni.
- Perché il sistema politico non è assolutamente assestato sull’attuale modello bipolare.
Il sistema politico bloccato, insediato dopo le modifiche delle leggi elettorali nei primi anni ’90, manifesta i segni evidenti della crisi e della sua involuzione, i due principali partiti coalizione PD e PDL rischiano la frantumazione.
Gli anni della Seconda repubblica che ebbe inizio dal 1994, (anno in cui si segnò troppo frettolosamente la fine del vecchio PSI) sono stati anni di regresso culturale, politico, sociale e morale. E l’assenza di una forza socialista in grado di combattere le battaglie di democrazia, di laicità e di difesa del mondo del lavoro ha concorso in modo rilevante all’affermarsi di un sistema maggioritario senza regole, alla generale erosione della libertà individuale, al crescere generalizzato delle disuguaglianze, ad una generale sottomissione della Politica a poteri esterni, siano essi di natura economica e finanziaria, poteri dell’informazione e poteri dello Stato non più capaci di ricomporre un virtuoso equilibrio dopo la fase “rivoluzionaria” del ‘92-‘94. A questi vistosi elementi di anomalia politica si deve aggiungere la persistente influenza di forze politiche, sociali e financo malavitose, disgregatrici, tanto al Nord quanto al Sud, che hanno continuano a mettere in pericolo le fondamenta unitarie e storiche della nazione.
- Perché la politica socialista non nasce fuori dal PSI.
Una robusta forza di stampo Socialista, riformista, dai chiari caratteri liberali e democratici avrebbe potuto giocare un ruolo determinante nella vita del paese per evitare pericolose derive che il paese ha conosciuto in questi ultimi decenni.
Il PSI è debole, ma una forza politica fuori dal PSI non è germogliata. D’altra parte, chi ha pensato di poter fare il socialista in altre formazioni non ha saputo essere convincente, non è riuscito ad essere in sintonia né con la storia del Socialismo democratico, né con la necessità di fondare una nuova iniziativa politica socialista che sapesse riguadagnare il terreno perduto ed occupare lo spazio proprio dei riformisti in tempi di crisi globale e nazionale. Continua a leggere »
