SENZA ACCORDI ...
Berlusconi lancia l’idea di voler fare come Cincinnato, ma essendo un signore della guerra, per quante ne ha combattute, non è da prenderlo neanche per sogno in considerazione e gli andrebbe consigliato, invece, un giusto riposo. Il riposo del guerriero.
La situazione è preoccupante sotto molti aspetti e non è tempo di posizioni aventiniane né di politiche muscolari. Dovrebbe salire sul Colle e trovare la sintesi sul ddl sulle intercettazioni e sul decreto legge sulla Finanziaria, due grossi grattacapi,per depotenziare la conflittualità interna al Parlamento e all’esterno, nel mondo dei mass media e nell’opinione pubblica.
Il generale Agosto non è il suo migliore alleato, per come ha preso la piega la vicenda parlamentare, potrebbe averlo, invece, nel generale Inverno, sperando che il cambiamento di clima politico possa farlo ritornare vincente agli occhi degli elettori. Se si dovesse verificare ciò, di certo non avverrebbe per partenogenesi, ma solo se si decidesse di fare politica. Qui casca l’Asino! Una cosa è il governo, un’altra cosa la politica tout court e proprio su questo terreno Berlusconi non ha avuto la bussola della situazione, dal momento in cui Fini si è dichiarato componente di minoranza e ha iniziato a fargli la guerra Continua a leggere »
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IL RICATTO DI MARCHIONNE PONE LE BASI PER UNA RINASCITA..
Il rischio che si corre è far (ri )nascere il partito Fiat. Da Gianni Agnelli a Sergio Marchione, passando per Vittorio Valletta, hanno avuto a disposizione un proprio partito, composto di diverse razze politiche, e un sindacato funzionale alle loro strategie industriali. Sarebbe un partito trasversale che taglierebbe, orizzontalmente e verticalmente, le coalizioni di maggioranza e di opposizione e le organizzazioni sindacali. In particolare, il partito di nuovo conio targato Fiat guarda a Marchionne. A sinistra, ci sono molti suoi fan: Piero Fassino lo ammirava (e lo ammira) per la sua cultura socialdemocratica, mentre l’allora Presidente della Camera, Fausto Bertinotti, lo considerava un ottimo manager, sebbene adesso disapprovi la sua politica antisindacale e antioperaia. Valentino Parlato vola alto, se la prende con il capitalismo, ma non con l’ad di Fiat. Nel Pd, la stragrande maggioranza sono a favore dell’accordo Fiat , così facendo, si è messa contro la Cgil dura e pura, viceversa, quella parte che è contraria non digerisce che venga, innanzitutto, cancellato il diritto allo sciopero. Continua a leggere »
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prima o poi se ne dovrà andare...
Dentro il Pdl si sta giocando una partita a tre punte: Berlusconi, Fini e Tremonti. E non è detto che non ci sia la quarta punta, Frattini. Ma è troppo presto per verificarlo, sebbene nelle sue ultime interviste abbia fatto capire, chiaramente, che non si sente secondo a nessuno.
Al momento, si ragione sui rappresentanti delle tre destre che ogni giorno, per un motivo o per l’altro, si confrontano. Per il loro modo di combattersi dialetticamente oscurano la sinistra, anch’essa composta da tanti volti e voci la cui incisività, nei processi ecomico – sociali, culturali e civili, è ridotta ai minimi termini.
La destra berlusconiana tout court è atipica in cui c’è un cocktail di culture politiche, ma, soprattutto, c’è l’ingrediente dell’irrealtà, modello Mulino bianco. Finché la politica resta sogno, non c’è alcun problema e Berlusconi è sulla cresta dell’onda e in brodo di giuggiole, ma quando il sogno svanisce, così come è successo con la drammatica crisi economica, vengono meno le sue solite certezze, non avendo la chiave giusta per affrontarla. Di conseguenza, cala il suo gradimento nei sondaggi. Per di più, si trova con una partito in forte fermento dove ognuno cerca alleanze interne per prepararsi al dopo, quando Berlusconi non ci sarà più, politicamente si intende. Da Forza Italia falange macedone al Pdl armata Brancaleone,fatta di un arcipelago di gruppi, Berlusconi, non essendo abituato a mediare, si trova nelle condizioni di non avere più il bandolo della matassa. Il che dimostra un deficit politico nella gestione delle cose interne. Continua a leggere »
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INCOMGRUENZE
La toppa è peggiore del buco. Il deliberato sul caso massoneria della Commissione di garanzia del Partito democratico ha scontentato un pò tutti: i favorevoli e i contrari alla doppia appartenenza. Tant’è che gli ex Dc, con a capo Beppe Fioroni, sono amareggiati e gli ex assessori di Ancona e di Scarlino( Grosseto) iscritti alla massoneria, per i quali era scoppiato il caso, sono stati sospesi dal Pd, temporaneamente.
Si aspettavano di avere grazia, invece, come si dice, in questi casi,hanno avuto disgrazia,cioè la sospensione, seppure sine die. A ben vedere, il rimedio è stato peggiore del male. Continua a leggere »
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MENTRE IL SENATO CENSURA LE INTERCETTAZIONI
Il vicepresidente Mancino ha definito Bruti Liberati un “uomo del dialogo” che “rappresenta una sintesi tra posizioni anche contrapposte, mentre il laico del Pdl, Michele Saponara, ha voluto sottolinearne il suo essere “garanzia di equilibrio e indipendenza”. Anche dai togati e’ giunto il massimo apprezzamento per le doti del nuovo procuratore capo di Milano: “Bruti Liberati e’ un pezzo di storia della magistratura italiana e delle magistratura associata e va a ricoprire un ufficio delicato in un momento in cui la magistratura associata viene vista come qualcosa di negativo. Qualcuno ha scritto che il mio voto per lui sarebbe stato ‘obtorto collo’ ma io non ho mai dato voti del genere”, ha detto il togato di Magistratura democratica, Livio Pepino; “Bruti rappresenta una sintesi di doti professionali, culturali e politiche di cui oggi l’ufficio giudiziario di Milano ha bisogno, perche’ e’ il centro della vita giudiziaria italiana”, ha aggiunto il togato di Unicos, Pino Berruti, mentre Antonio Patrono (Magistratura indipendente) ha voluto auspicare una “migliore collaborazione” con la direzione nazionale antimafia da parte della procura milanese. Bruti Liberati, in magistratura dal 1970, subentra cosi’ a Manlio Minale alla guida della procura del capoluogo lombardo: e’ stato componente del Csm tra il 1981 e il 1986, oltre ad aver guidato, negli anni scorsi, l’Associazione nazionale magistrati. La sua carriera l’ha svolta sempre negli uffici giudiziari milanesi, occupandosi prevalentemente di reati societari, fallimentari e tributari, tra i procedimenti da lui trattati, quello della scalata alle banche Antonveneta e Bnl, quello su Impregilo, nonche’ il fascicolo per aggiotaggio relativo alla vicenda delle azioni della societa’ calcistica Lazio. Nella delibera approvata oggi in plenum si sottolinea il suo profilo “di assoluto rilievo per le capacita’ giuridiche ed organizzative, le elevatissime doti di equilibrio, l’ampiezza dell’impegno scientifico e culturale”.
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