La cattolicissima Argentina e’ il primo Paese sudamericano a legalizzare i matrimoni tra persone dello stesso sesso. La legge e’ entrata in vigore oggi dopo il voto del Senato, cosi’ sentito, da essere trasmesso in diretta tv. Il provvedimento, sostenuto dal governo di centro sinistra del presidente Cristina Kirchner, e’ stata approvato con 33 voti a favore e 27 contrari dopo un’estenuante dibattito di 15 ore. La legge modifica il codice civile in cui non sara’ piu’ citato il matrimonio come l’unione di marito e moglie ma come “parti unite in matrimonio”. Le coppie avranno gli stessi identici diritti di quelle eterosessuali, sia per le adozioni e l’assistenza sanitaria. Nel resto del mondo i matrimoni gay sono consentiti in Olanda, Belgio, Spagna, Canada, Sud Africa, Norveggia, Svezia, Portogallo e Islanda. .
IL PD CON D’ALEMA VOGLIONO “GOVERNO DI TRANSIZIONE”
Dalla crisi non si esce con la via giudiziaria: ora governo di transizione ma con un premier nuovo. È la proposta di Massimo D’Alema che invita a non prendere «attraverso una campagna moralista e giustizialista», delle «scorciatoie, come può pensare parte dell’opposizione». Intervistato dal Corriere della Sera, D’Alema spiega: «Siamo di fronte a un bilancio fallimentare che pone il Paese in una condizione di emergenza» mentre «è evidente anche alla maggioranza che l’attuale equilibrio non regge più»e «l’esecutivo non ha credibilità». Così, «la prospettiva delle elezioni anticipate obbiettivamente c’è », ammette l’ex premier, ma ciò di cui il Paese ha bisogno, afferma, è «un nuovo patto sociale per la crescita, come negli anni Novanta ci fu un patto per il risanamento». Per questo, «ha un senso», dice accogliendo in parte la proposta avanzata dal leader dell’Udc Pierferdinando Casini, «aprire una fase nuova attraverso un governo di transizione, di larghe intese». «Ovviamente – aggiunge – in una democrazia bipolare questa non può che essere una soluzione temporanea, legata a obiettivi precisi, compresa la riforma della legge elettorale». Su questo progetto, D’Alema crede che «il maggior partito dell’opposizione sarebbe pronto» mentre rimette al Presidente della Repubblica la scelta della personalità che dovrebbe guidare tale esecutivo.
