Nichi lo sparigliatore. Un neologismo per dire che Vendola è uscito allo scoperto definitivamente, dopo tanti sussurri e grida sulla sua candidatura alla premiership, passando prima per il bagno delle primarie. Comunque sia, giocando allo spariglio, pensa di mettere nel sacco il centrosinistra e il centrodestra. Come il gatto con gli stivali della favola che mise nel sacco i due conigli e si presento al re. Nella fattispecie, Vendola si presenterebbe agli elettori, con la certezza di vincere. Troppa grazia San’Antonio!
Il governatore della Puglia sente profumo di elezioni anticipate e si prepara per una battaglia sia contro la propria parte politica, il centrosinistra, sia contro quella avversa, il centrodestra.
La mossa di anticipare la convocazione degli stati generali delle fabbriche di Nichi Vendola per autocandidarsi alla premiership ha spiazzato i suoi concorrenti dentro il Pd. Probabilmente, questo passo lo ha altresì fatto,avendo una sorta di intelligente con coloro che si oppongono alla segreteria Bersani. Gli danno l’appoggio, per giochi interni al Pd, per far sì che la maggioranza esca indebolita alla fine dello scontro, consapevoli che per Vendola la vittoria elettorale, nel caso uscisse vincitore alle primarie, sarà una scommessa . Visto che ha sconfitto per due volte consecutive le primarie il candidato del Pd, Francesco Boccia, e altrettante volte i candidati alla premiership del centrodestra, Raffaele Fitto prima e Rocco Palese dopo, si sente talmente forte di realizzare di nuovo lo slam.
E’ vero che nel suo pedigree ci sono queste vittorie di cui sa farsi vanto, ma la battaglia elettorale nazionale è tutt’altra cosa da quella regionale con candidati, peraltro, risultati non competitivi.
Finora Vendola ha giocato molto sul fatto che è un abile affabulatore e imbonitore che ha venduto il prodotto politico al mercato di sinistra con successo,ma non sappiamo se riuscirà a fare altrettanto con quello di destra.
Sta di fatto che con il blocco elettorale di sinistra tout court si perde, pur recuperando in toto i cosiddetti massimalisti, per cui deve necessariamente recuperare l’elettorato moderato di destra, per vincere.
Di certo, il suo eloquio forbito e le sue narrazioni immaginifiche di stile dannunziano nonché le arringhe populiste alla Chàvez non basteranno per convincere gli elettori moderati di sinistra e di destra. Anche perché, nel corso del suo discorso della corona ha fatto due volte pipì fuori dal vasino. La prima paragonando Carlo Giuliani agli eroi per antonomasia dell’antimafia, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Una fesseria stratosferica e iperuronica mondiale.
Giuliani era un giovane simpatizzante no global, morto ammazzato durante gli scontri di piazza avvenuti negli stessi giorni in cui si svolgeva, tra il 19 e il 21 luglio 2001, a Genova, il summit del G8. Dire che la giovane vittima rappresentava l’anti -Stato e due magistrati lo Stato, due facce della stessa medaglia, non è il caso, perché faremmo un torto a Falcone e a Borsellino e a medesimo Giuliani. Sono storie diversissime: il caso del no global ucciso è legato al quel mondo ideologico – politico di stampo nichilista, nato tra i Sessanta e Settanta, e diffusosi tra i giovani a livello mondiale, i due magistrati rappresentano, invece, il meglio del meglio della lotta alla mafia e per questo sono stati ammazzati, barbaramente.
Non ci sembra che Vendola, con queste icone possa andare in giro per l’Italia e raccogliere consensi, nell’universo mondo dei moderati. Alcuni commentatori sono andati oltre, parlando di uno escamotage di Vendola per polarizzare su di sé i voti dei massimalisti di tutte le risme, altrimenti andrebbero perduti. Probabilmente è così, anzi senza probabilmente. C’è anche dell’altro. Giuliani, Falcone e Borsellino sono stati accomunati assieme da Vendola, perché la sua cultura politica spinge a questo, dato che è un impasto di massimalismo e opportunismo. Il che è dimostrato anche quando il nostro paragona il modello delle fabbriche di Nichi Vendola ai meeting riminesi di Comunione e Liberazione. Questo, secondo noi, sarebbe il suo secondo suo errore.
Le fabbriche sono in via di costituzione: molto enfatizzate ma poco diffuse, e quelle presenti, nel territorio pugliese innanzitutto, sono un mix tra le antiche sezioni del Pci e i centri sociali. Dio solo lo sa, qual è il filo rosso tra le une a l’altra. Semmai il paradigma è usato come specchietto delle allodole per attirare i voti cattolici di quel versante. Per lui cattocomunista fatto e sputato mettere le due esperienze è facile, per la sinistra laica e per i cattolici legati a Cl per nulla. A ben pensarci, Don Giussani si sta rivoltando nella tomba.
Se queste sono le carte vendoliane per sparigliare, diciamo che non servono vuoi per il gioco della scopa e vuoi per le primarie. Figurarsi per le elezioni politiche.
(19 luglio 2010)

Ridisegnare un nuovo centrosinistra, mi puo’ stare bene ma senza sinistra ecologia e liberta’ ed altre forze populiste e giustizialiste.
La nuova sinistra dobbiamo farla noi!
Dare uno scrollone alla sinistra può essere un esercizio benefico, ma lanciare le primarie in questa situazione politica è quanto meno riduttivo. Mi spiego andiamo a votare con questa legge in cui i capi partito nominano i nostri rapresentanti?; della costituzione seguendo la prassi,è stato fatto scempio con la nomina del premier di fatto scippata al capo dello stato. Se si vuole cambiare la Carta si provveda all’elezione di una commissione costituente come fecero i nostri padri; Si vuole imitare Silvio proponendosi come leader, mentre altri partiti stanno cancellando il proprio nome dal simbolo di partito, manca solo che anche Vendola salga sul predellino di una vettura e faccia il proprio partito. Sono film già visti non sono queste le novità. Ai programmi di coalizione nessuno ci pensa? No la politica fatta in questo modo non mi entusiasma con questa spasmadica ricerca di un leader da osannare, santificare, mitizzare deleganodolo in tutto.
Come al solito, si vede il fenomeno Vendola con gli occhi dell’ideologia e del rancore. Questo sito è lo stesso che lo dava per morto alle primarie e alle secondarie pugliesi.
Destra e Sinistra sottovalutano per l’ennesima volta Nichi e quello che voi chiamate “affabulatore” è degna di una retorica di chi non ha molto da dire. Ho dato un’occhiata ai sondaggi sul sito del PSI
http://www.partitosocialista.it/site/artId__2810/307/127-SONDAGGI._COSTANTE_LA_CRESCITA_DEL_PSI_(1.6_)._FORTE_FLESSIONE_DI_PDL_E_PD.aspx
E’ impressionante come si distorca la realtà. Uno, quando si fa un sondaggio si scrive il committente,chi ha elaborato i dati e con quale metodo CATI o Cawi
Due, quando i sondaggi sono scientifici rientrano sul sito del ministero e il vostro non è presente.Terzo definire in salita un improbabile 1.6% ,per quanto detto sopra, è a dir poco ridicolo. Ecco dottor Marzo, la sua analisi è come quel sondaggio:improbabile.
Capisco che il PS cerchi di galleggiare nel mare della politica,ma il ‘900 si è chiuso, sarebbe ora di chiudere definitivamente le tombe
Caro Di Gillio, dove, nel pezzo che ha commentato in modo così lapidario, vi sia ideologia e rancore lo può vedere solo lei. La pessima uscita di Vendola su Giuliani lascia basiti e, caso mai, denuncia il permanere nella sua visione politica di germi dell’ideologia (rumorosa quanto minoritaria) che ha praticato per gran parte della sua vita politica,anche dopo l’89. Forse si tratta di una semplice gaffe, forse è colpa del solito giornalista che ha capito roma per toma; nell’uno o nell’altro caso l’affermazione di Vendola, pur con tutte le bizantine precisazioni successive, stona in bocca a chi si candida alla guida del CsX e del Paese. Quanto al rancore di lei cui parla a me pare di intravvederlo nell’osservazione che svolge a proposito del sondaggio. Non lo abbiamo commissionato noi. Questa è la ragione per cui non citiamo nè metodo nè fonte.Se l’1.6% e il nostro commento la fanno sorridere, tanti auguri. Noi ci contentiamo di apprezzare un sondaggio che quantomeno ci testa, contrariamente a quanto in genere si fa. E, nel silenzio mediatico assordante che ci circonda, non possiamo che considerarlo un dato positivo. Capisco che lei, supporter ultras di Nichi, se ne dispiaccia anche perchè non è che SeL sia messa poi così bene.
E lasci perdere le invettive vagamente iettatorie.
Perchè non solo i socialisti non sono morti piuttosto occorre capire se Vendola e C hanno chiuso definitivamente con ciò che è davvero morto nella storia della sinistra. Perchè (almeno per me) non è ancora chiaro.
MA DAVVERO SI CREDE CHE VENDOLA SIA IL NUOVO CHE AVANZA NELLA COSI’ DETTA SINISTRA ?
GUARDATE CHE QUESTO RISPETTABILE UOMO CI MANCHEREBBE ALTRO, NON E’ ALTRO CHE UN “TROMBATO” E CON LUI TUTTI QUELLI CHE SONO CON LUI DEL PRC.
E’ UNA PARTE CONSISTENTE DI CETO POLITICO CHE VUOLE CONTINUARE A GALLEGGIARE PERCHE’ BUTTATO FUORI DAL PROPRIO PARTITO, QUESTA E’ LA VERITA’, VENDOLA DI INNOVATIVO NON HA NIENTE, NON E’ RIUSCITO NEMMENO AD ISCRIVERSI AL SOCIALISMO EUROPEO.
Nichi è l’unica speranza per uscire dalla melma e costruire un paese post berlusconiano, dalle macerie prima di tutto morali che ci lascerà questo ventennio orrendo.
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che puzza di cadaveri! E’ orribilmente osceno vedere come chi straparla politichese da millenni non comprenda più il linguaggio del fare. Vendola rappresenta una speranza perchè incarna simbolicamente l’uomo, quello vero, quello che si alza dalle macerie pronto a rimboccarsi le maniche per ricorstuire. Non si piange addosso, non trema di fronte all’uomo nero, non si traveste da nano per passare inosservato. E piace ai giovani, sono costernata per tutti coloro i quali non capiscono, capiranno ben presto! Piace ai giovani perchè è giovane nella speranza, nel sogno, nell’impegno, nella volontà di costruire non un orticello personale e per pochi intimi ma un mondo nuovo.