Da Stromboli ha eruttato un vulcanico Presidente della repubblica, all’Unità ( si poteva scegliere testata migliore…) ha spiegato che le polemiche all’arma bianca fra settori della maggioranza cge investono Fini mettono in pericolo le Istituzioni che devono sempre essere preservate, che le sue prerogative Costituzionali in caso di prevedibile Crisi di Governo lo obbligheranno a espletare tutte le procedure al fine di verificare l’inconsistenza di una maggioranza parlamentare e solo a quel punto sciogliere il Parlamento.
Insomma un’altolà perentorio alla sete di vendetta e di Elezioni al Governo,al Premier e dintorni.
Che la campagna di Montecarlo sarebbe finita presto sugli scogli era abbastanza evidente, l’offensiva dell’olio di ricino incominciata con l’espulsione dei dissidenti finiani e con la fucilazione del reprobo co-fondatore ha generato ormai un fronte ampio disposto a fare carte false per evitare le Elezioni e per disarcionare un Governo in deficit di consenso ed in preda a pulsioni maniacali pari a quelle che normalmente eccitano gli anti-berlusconiani.
La crisi della classe dirigente é evidente, ad essa si aggiunge un improbabile reprimenda dell’ex presidente della Fiat, in odore di senile discesa in campo nell’agone politico, prontamente rintuzzato da una stizzita guardia reale del PDL che lo sfida alla conta politica.
Una discesa in campo salutata con gioia (sic!)da un Partito democratico pronto al fronte “ampio” per liberare l’Italia da Berlusconi, ma senza spiegare per fare che cosa , con chi e per quali obiettivi.
E’ evidente che l’insieme delle polemiche e degli scandali generati da un’attivissima Magistratura italiana ha rimesso in moto non la Politica ma il suo lato deteriore mostrato negli ultimi quindici anni, in mancanza di un sano progetto si muovono come sciacalli i clan del malaffare e della politica intesa come potere senza scrupoli.
Il Cavaliere é in affanno, Fini é alla corde, il Centro stenta a riformularsi, l’ex Pci rispolvera le teorie e le pratiche da Compromesso, chi sembra avvantaggiarsene in questa confusione sono le escrescenze ed i miasmi figli della stagione di Tangentopoli : La Lega di Bossi che invoca elezioni alla stregua di Di Pietro e del suo epigono Grillo;
Riuscirà il vulcano di Stromboli a seminare nuovo terreno politico dopo aver sgomberato i detriti con la “lava istituzionale”?
(13 agosto 2010)

MI E’ PIACIUTO IL TERMINE ESATTO DI PULSIONE MANIACALE DEGLI ANTI BERLUSCONIANI FINIANI ECC ECC MANCA SOLO LA DISFORIA GIUDIZIARIA DEI NUOVI CERVELLI INTELLETUALI COME SGARBI SINDACO DI SALEMI PER CONCLUDERE CI SARA’ FORSE UNA NUOVA FUGA DI CERVELLI ALL’ESTERO
La decisione sullo scioglimento delle Camere è di esclusiva competenza del Presidente della Repubblica, sentiti i presidenti delle Camere. E’ vero che la costituzione materiale, complici il PD e l’IdV. è stata modificata nella forma di governo con le modifiche alla legge elettorale, ma in caso di contrasto tra Costituzione formale e Costituzione materiale prevale quella formale: l’unica fonte cui la Corte Costituzionale possa fare riferimento in caso di conflitto tra poteri dello Stato. Nella procedura di scioglimento non hanno alcun rilievo i partiti politici e nemmeno le liste o coalizioni elettorali, ma i gruppi parlamentari, cioè la dimostrazione che siano in grado di formare una maggioranza. Pur con tutte le modifiche formali e/o materiali l’art. 67 Cost., per il quale il parlamentare rappresenta la nazione e non ha vincoli di mandato, non solo è in vigore ma rapprersenta una delle pietre angolari di qualsivoglia democrazia rappresentativa e non corporativa.E’ ovvio che le liste bloccate hanno inciso profondamente sul concetto di rappresentranza della Nazione, ma questo riguarda i singoli parlamentari, non il principio. Purtroppo le scelte individuali prevarranno, cioè anteporre la voglia di essere comunque rieletto rispetto a per quali ragioni politiche stare in parlamento. la tenuta dei finiani dipenderà dalle prospettive elettorali. L’opposizione parlamentare dobrebbe dimostrare di esistere come proposta alternativa al Governo Berlusconi anche nei contenuti: allo stato non è neppure in grado di unirsi su una riforma della legge elettorale.
Nella discussione entrano anche le considerazioni di Rino Formica sul Terzo Polo, che in un’ammucchiata rivendicherebbe a ragione la leadership e quindi anche il mio commento alle analisi di Rino:
“DOBBIAMO FARE UN PO’ DI CONTI. CON LA LEGGE elettorale vigente i partiti rappresentabili in parlamento non hanno limite. Basta essere in coalizione con il 2% e anche meno, se si è la miglior lista coalizzata sotto soglia- Se Veltroni non avesse voluto uccidere la sinistra riformista ci sarebbero stati
tre liste nel centro sinistra PD, IDV, Sinistra riformista, 2 con Pdl e Lega Nord ( 3 se si considera a parte MPA) e Casini. Basterebbe che la sinistra
antagonista raggiungesse il 4%, come sarebbe normale ed ecco che siamo al magico numero formichiano di 7 (a proposito il Consiglio federale Svizzero è di 7 membri e viene costituito sulla base di un criterio che si chiama la Zauberformel, cioè la Formula magica). Anche 5 è un numero primo e 5 sono i partiti rappresentati nel Bundestag tedesco. Parlare di Partiti è differente
dal parlare di liste elettorali. Per esempio con questa legge elettorale ci sarà una lista di Centro, che sarà costituita da almeno 2 partiti, Casini e Rutelli
e Fini dove lo mettiamo? Ci rendiamo conto che parliamo di geometria politica e non solo di matematica. Ma 3, 5 o 7 partiti per che cosa? per quale
politica economica? quale politica estera? e per laicità e diritti civili? Perché non incominciare da qui? se non altro per cercare di entrare in sintonia con un elettorato sempre più disaffezionato
Felice Besostri, ex direzione nazionale PSI
Ma perchè facciamo sempre le cose a meta’?Quando Di Pietro ha datto l’ok per un alleanza anche con Fini e Casini noi dovevamo rilanciare l’ipotesi Vendola e rompere l’asse centrista giustizilista di alcun settori del PD..ma siamo ancora in grado di fare per davvero il partito socialista o siamo solo dei perditempo?
Se non si agisce subito e ci si ricompatta in autonomia non vedo cosa possiamo dire.
Questo è il momento e lo si capisce facilmente.
La spinta deve venire da chi ha la migliore ,se pur fragile organizzazione,dal PARTITO di NENCINI,che deve fare subito un CONGRESSO VERO DI RIFONDAZIONE aperto a tutti.
Un congresso senza nessuna condizione,senza nessuna remora nei confronti di nessuno ,che in tutti questi anni o si sono allontanati o non sono venuti o hanno scelto qualsiasi altra via,perchè nessuno è esente da errori più o meno gravi,ma che ora non hanno nessuna importanza se non quella dinon permettere la giust rinascita del PARTITO SOCIALISTA ITALIANO,quello e solo quello del GAROFANO EROSSO.
E’ dal 2003 con CRAXI a PESCARA ,un grande manifesto, e la presenza di BOBO CRAXI ,che perseguo tenacemente la possibilità di stimolare la riunione dei SOCIALISTI ITALIANI e di chi ritiene che il pensiero SOCIALISTA sia sempre al PRIMO POSTO tra le OPZIONI POLITICHE POSSIBILI PER IL NOSTRO PAESE.
Basta con i tatticismi,basta con le alleanze preconfezionate e strategiche.
E’ il momento di ridare vita al PARTITO DEL GAROFANO ROSSO senza si e senza ma.
Mi rivolgo a tutti coloro che se la sentono e soprattutto ai possessori di sigle socialiste,lasxciate i vostri piccoli e miseri interessi personalie con svancio e orgoglio riprendiamo un cammino che alla fine del 1880 ha dato all’ITALIA il PARTITO della LIBERTA’ e del PROGRESSO.
VIVA IL PARTITO SOCIALISTA ITALIANO ,unico ,autonomo ,indipendente ,quello del GAROFANO ROSSO.
BISOGNA PROVARCI e proprio l’ORA.
E’ NECESSARIO INDIRE UNA NUOVA COSTIUENTE DI TUTTI I SOCIALISTI ITALIANI.
QUESTA OPERAZIONE E’ UN ESIGENZA CHE E’ SENTITA DALLA BASE DEGLI ISCRITTI AL P.S.I. E ANCHE DAL VASTO CORPO ELETTORALE SOCIALISTA.
UN’ASSEMBLEA CHE RIUNISCA INTORNO AL SIMBOLO DEL GAROFANO ROSSO TUTTI QUELLI CHE SI SONO SOTTRATTI ALL’IMPEGNO, QUELLI CHE HANNO AVUTO DIMORA IN ALTRE FORMAZIONI CHE PUR NON ESSENDO STATE DI CHIARA MATRICE SOCIALISTA, HANNO COMUNQUE CERCATO DI RIMANERE TALI.
L’UNITA’ E’ LA PAROLA D’ORDINE CHE IN QUESTO MOMENTO SENTO DI DOVER LANCIARE IN OGNI DIREZIONE, LA CRISI ISTITUZIONALE E QUELLA DELL’ATTUALE POLITICA NON SEMBRA DARE SBOCCHI IN POSITIVO, RIUNIRE TUTTI I SOCIALISTI PUO’ ESSERE IL PRIMO PASSO PER RIDARE ALL’ITALIA UNA SANA E ROBUSTA FORZA POLITICA DALLE LIMPIDE E COERENTI RADICI SOCIALISTE.
Hai perfettamente ragione COMPAGNO luca.
Ora bisogna identificare chi deve essere preposto a fare questa operazione.
Come spesso fa il Presidente della Repubblica Napolitano, anche in questo caso ha sfoderato un discorso istituzionale quasi rasentando il lapalissiano.
Spero che il germpoglio di quel polo che si rifà alla responsabilità nazionale possa divenire un bel frutto.
Francesco Manzella
Villa Vicentina (UD)
E’ giusto quello che dicono Giorgio e Luca e anche Sonia quando scrive che siamo dei perditempo, tuttavia il problema è questa dirigenza e sopratutto Nencini, perchè a riunire tutti i socialisti, e ritornare con il garofano rosso corrono il rischio di perdere la poltrona e questo per loro sarebbe un grosso problema.
A presto, grazie
VITTORIO CARO…..POSSO DIRE UNA COSA SOLA….6 FORTE……CIAO
Sondaggi: Pd in calo, voti verso Fini. Questo dimostra a cosa ci ha portato certa sinistra, preoccupata sin dai tempi di Bettino Craxi solo di eliminare le vincenti ma scomode forze socialiste-liberali e continuare a propinare “compromessi storici” fallimentari ed antieuropei a braccetto coi giustizialisti.
CIO’ CHE AFFERMA MAURIZIO E’ LA VERITA’, QUESTE SONO LE MACERIE IN CUI E’ PIOMBATA LA SINISTRA GRAZIE AGLI EX, POST COMUNISTI.
Se NENCINI è il segretario deve agire subito e non giocare di rimessa.
Deve dare anima e corpo al più presto all’autonomia dei SOCIALISTI ITALIANI e per prima cosa deve riprendere come simbolo unitario il GAROFANO ROSSO.
Noto invece un temporeggiare inutile e dannoso.
Se ci lasciamo scappare questo treno significa che non vogliamo rinascere.
Ora le poltrone non contano si deve disegnare un FUTURO o la realtà sarà sempre la stessa :una inutile presenza e solo qualche opportunistica POLTRONCINA per i furbetti di sempre.
LE ROSE NON CI HANNO PORTATO CHE SPINE
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La crisi paurosa della politica italiana ha radici lontane, che affondano nel modo incredibile con cui sono state eliminate con la forza nel 1992 le uniche forze riformiste che avrebbero potuto dare una svolta finalmente riformista e modernizzatrice a questo sventurato paese, come era accaduto in tutta Europa. Ora appare evidente come la sinistra sia in stato comatoso, in quanto priva di argomenti, essendo composta in gran parte di ex comunisti, incapaci di reagire con consapevoli scelte riformiste all’ubriacatura berlusconiana e leghista. Ora bisogna avere il coraggio di porre un’iniziativa politica per rifondare una presenza socialista nella società italiana, della quale la nostra comunità civile, smarrita e frstornata dai personalismi, ha bisogno come il pane. Non c’è più molto tempo a disposizione, poiché il sistema costituzionale sbanda pericolosamente.