«Se tradisco la Costituzione, mi mettano in stato di accusa». Dura la nota del Quirinale che replica a un’intervista di Maurizio Bianconi, vice presidente del gruppo Pdl alla Camera, apparsa domenica sul Giornale. Basta insinuazioni sul capo dello Stato e a indebite pressioni provenienti dal mondo politico, chiede in pratica Giorgio Napolitano. Bianconi, sostiene la nota del Quirinale, «si è abbandonato ad affermazioni avventate e gravi sostenendo che il presidente Napolitano “sta tradendo la Costituzione”. Essendo questa materia regolata dalla stessa Carta (di cui l’on. Bianconi è di certo attento conoscitore), se egli fosse convinto delle sue ragioni avrebbe il dovere di assumere iniziative ai sensi dell’articolo 90 e relative norme di attuazione. Altrimenti – conclude la nota – le sue resteranno solo gratuite insinuazioni e indebite pressioni, al pari di altre interpretazioni arbitrarie delle posizioni del presidente della Repubblica e di conseguenti processi alle intenzioni».
