Per il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che oggi a Venezia ha parlato dell’attuale situazione politica, «c’è una grande molteplicità di idee, sovrapposizioni di ipotesi su cosa succederà».Per il responsabile del Colle, però, «si va verso una evoluzione più benigna», anche se «siamo nella febbre politica».
Il Presidente della Repubblica ha aggiunto che però «non faccio previsioni: quando accade qualcosa che coinvolga le mie decisioni, allora rifletto e adotto e motivo le decisioni». E ha spiegato, parlando con i giornalisti al suo arrivo alla Biennale di Venezia: «Attualmente, non c’è che da leggere, cercando di non confondersi quotidianamente troppo le idee». «Leggere quello che viene detto – ha continuato – e i passi che vengono annunciati, i tremila punti interrogativi che poi a un dato momento si scioglieranno».
Il Capo dello Stato, insieme con la moglie Clio, ha visitato la XII mostra internazionale di architettura People meet in architecture. E ha parlato anche di economia. «La politica si dovrà concentrare per forza sull’economia, perchè, se è stata approvata la manovra, poi c’è la Finanziaria e poi bisognerà verificare quale è l’andamento della congiuntura sul piano mondiale, europeo e nazionale». Ha proseguito: « In Europa le tendenze sono contraddittorie, abbiamo questi dati molto positivi per la Germania che però non fanno tendenza complessiva per l’Europa. Il problema di come si muova l’Europa in quanto soggetto unitario è più che mai aperto. Io dirò qualcosa in proposito sabato nel video messaggio a Cernobbio e sentiremo gli altri».
Infine, un battuta sul ddl intercettazioni. Giorgio Napolitano ha risposto a una domanda sulla sua eventuale chiamata in causa, da parte del Governo, per le leggi in gestazione. Tra le quali potrebbe arrivare a breve quella sul processo breve. «In queste cose… ho già detto tante volte mentre si discuteva della legge sulle intercettazioni. Sapete che fine ha fatto questa legge? – ha proseguito Napolitano rivolgendosi ai cronisti- siete informati?». Alle domanda se il ddl sia su un binario morto il presidente della Repubblica ha risposto: «Ecco».
(1 settembre 2010)
