Il premier greco George Papandreou ha annunciato oggi, a meno di un anno dalla vittoria elettorale, un ampio rimpasto di governo. Il rimpasto, reso necessario dalle dimissioni di tre segretari di Stato, che presenteranno la loro candidatura alle elezioni amministrative del 7 novembre, non tocca il ministero chiave delle Finanze, che viene lasciato nelle mani di Giorgio Papaconstantinou. L’unico ministro in uscita è Katerina Batseli che lascia l’agricoltura, sostituita da Kostas Skandadis. Secondo la stampa sarebbe stata punita per essersi rifiutata di candidarsi alle prossime elezioni amministrative del 7 novembre.
Il nuovo governo, che presterà giuriamento oggi, passa da 36 a 48 membri grazie soprattutto alla nomina di viceministri e segretari generali. I ministri sono 17. Al dicastero dell’Economia,rinominato dello sviluppo regionale e della competitività, va l’ex responsabile della protezione del cittadino (Interni) Michalis Chrisochoidis. Questi sostituisce Louka Katzeli, talora in linea di collisione con Papaconstantinou e il cui spostamento al dicastero del Lavoro e della Sicurezza sociale, che avrà competenza anche per le Politiche migratorie, appare quindi un rafforzamento ulteriore della posizione del responsabile delle finanze e una conferma della linea da lui seguita. A uno stretto collaboratore di Papandreou, Harris Pampoukis, è stato affidato il ministero di stato per gli Investimenti. Andreas Loverdos dal Lavoro va alla Sanità.
Ministro degli Esteri, carica attualmente cumulata da Papandreou, diviene l’attuale viceministro Dimitri Droutsas. Il ministro della Marina mercantile, uno dei settori chiave dell’economia nazionale, viene di nuovo scorporato dall’Economia come richiesto dagli armatori, a dirigerlo sarà il deputato Yannis Diamantidis. Al ministero per la Protezione del cittadino al posto di Chrisochoidis, che malgrado significativi risultati ha dovuto subire negli ultimi tempi l’iniziativa del terrorismo anarchico, va Christos Papoutsis, già capogruppo del Pasok in parlamento.
Il ministro delle Finanze è stato confermato per portare a termine la ripresa finanziaria del paese, crollato a causa dei forti debiti: un impegno che Atene ha promesso in cambio del suo salvataggio con un prestito di 110 miliardi di euro su tre anni da parte dell’Unione europea e del Fondo monetario internazionale. Oggi i 16 ministri delle finanze dell’Eurozona dovranno approvare, tra gli altri temi in agenda, anche la seconda tranche di aiuti alla Grecia per un importo di 9 miliardi di euro.
(7 settembre 2010)

Qualsiasi governo che si fosse trovato nelle stesse situazioni della Grecia, avrebbe adottato le drastiche misure come ha fatto il Governo Socialista di Papandreou.