Autunno caldo, politicamente. Nei mesi passati, si è aperto uno scontro politico – istituzionale inedito e solo in questi giorni di settembre sta venendo alla luce il vero disegno colpire Silvio Berlusconi. La vittima designata accortosi tenta di non farsi stritolare politicamente. Ma deve evitare anche di non farsi travolgere giudiziariamente.
Il 14 dicembre la Consulta deciderà sul legittimo impedimento, ultimo suo scudo giudiziario, e non è prevedibile un altro. A metà gennaio, invece, ci sarà la sentenza del processo Mills. L’uno e l’altra non saranno a favore del Presidente del consiglio. Anzi tutt’altro. Con una condanna sulle spalle in cui è prevedibile, nella sentenza Mills, l’interdizione dai pubblici uffici, è dura pure per Berlusconi che ha le spalle larghe.
Il Presidente del camera è a conoscenza di tutto ciò e mena le danze, giocando dentro e fuori e logorando il Capo del governo. Al che, Berlusconi tenta la contromossa, aprendo il caso politico –istituzionale nei confronti della Terza carica dello stato, fatto, perlopiù, per metterlo in cattiva luce. O Presidente della camera o leader politico. Troppo comodo avere il piede in due staffe. Una condizione che non permette essere super partes, ma solo di parte.
Cosa fatta capo ha. Fini come Presidente della camera non può essere dimissionato, ma sotto l’aspetto politico non è nelle migliori condizioni per svolgere la sua funzione di alto rango istituzionale.
La preoccupazione dello stato maggiore del Pdl e della Lega è che il Presidente della camera possa giocare il ruolo di Quisling contro la maggioranza e a favore delle opposizioni.
D’altro canto, basterebbe leggere la stampa nazionale internazionale, avversaria storica di Berlusconi, per rendersi conto che Fini è diventato la nuova stella del firmamento politico italiano. El Pais tra questi, gli ha dedicato un ritratto come se fosse il miglior politico italiano, dimenticando le di lui origini politiche. Pur quotidiano di sinistra non ha fatto nemmeno a Zapatero delle lodi così sperticate. A ben pensarci, il premier spagnolo fu più volte accusato dal giornale di essere soft con il franchismo.
La ripresa della politica è più drammatica del previsto. Berlusconi vuole arrivare alle elezioni anticipate al più presto, entro l’anno, e usa Bossi come apripista.
Siamo alle prime schermaglie, ma è chiaro che Berlusconi vuole battere il ferro finché è caldo, non dando il tempo agli avversari di organizzarsi.
I tempi medi e lunghi non gli giovano, anche perché subito deve rompere l’accerchiamento costruito attorno a lui, con Fini uomo chiave di questa operazione. Qual è l’operazione che dovrebbe estromettere l’inquilino di Palazzo Chigi? Un fronte popolare riveduto e corretto, in peggio, con la partecipazione straorinaria di Futuro e libertà di Gianfranco Fini.
Diciamo fronte popolare, dato che gli assi portanti dell’alleanza sono i partiti, nati dopo la caduta del fascismo che ,in seguito, con il crollo della Prima repubblica, cambiarono nomi e simboli, con l’apporto del gruppo parlamentare ex Msi – An, ora Fli.
Dietro il “grande timoniere” Fini, in fila ci sono gli ex comunisti e gli ex democristiani che hanno scelto il Pd, gli ex Dc che, invece, hanno costituito l’Udc e gli ex esponenti della Margherita fuorusciti dal Pd, ora Api.
Probabilmente, ci sarebbe il soccorso rosso di Sel di Nichi Vendola e dei comunisti di tutte le razze.
Come si può costatare sono tagliati fuori i partiti sorti nella Seconda repubblica. Insomma, quei partiti di nuovo conio senza radici storiche e tradizioni politiche. Dal Pdl alla Lega Nord, passando attraverso l’Idv.
E, guarda caso, Berlusconi , Bossi e Di Pietro hanno la medesima posizione: elezioni anticipate, qui e ora.
Il leader dell’Idv le vuole perché teme la concorrenza di Beppe Grillo e la perdita di ruolo se casomai si coagulasse il fronte popolare. La sua scelta, per il voto subito, non è dettata da alcun sentimento a favore di Berlusconi, bensì, solo e soltanto dà ragioni di bottega politica.
In conclusione, meglio le elezioni anticipate subito che una lunga agonia della democrazia italiana.
n.d.r. Liberamente ispirato dopo una conversazione con il Direttore politico
(8 settembre 2010)

Meglio elezioni?E’ questa la posizione dei socialisti?o di parte di essi?
Non credo che le elezioni giovino al Paese ed ai socialisti.
Prima ci liberiamo dei mali PDL Lega e IDV e meglio è.
In Parlamento siederanno socialisti liberali cristiano democratici, questo è l’obiettivo, come ci si arriva non saprei, ma non certo con elezioni anticipate e piazzate.
Avanti!
RAGAZZI…CON IL “CUORE BIANCO” (Bobo sa cosa voglio dire dato che anke lui frequenta un paese islamico)CHE MI RITROVO IN TUTTA SINCERITA’ DEVO DIRVI CHE SONO MOLTO PREOCCUPATO…MA PREOCCUPATO PER TUTTI TUTTI…..LA DELEGA DI GOVERNO E’ STATA DATA ED IL GOVERNO NON RIESCE A GOVERNARE MA LE FAMIGLIE ITALIANE, I PADRI DI FAMIGLIA, DI QUALUNQUE PENSIERO POLITICO, DEVONO AVERE PER SE E PER I LORO CARI LA CERTEZZA DEL DOMANI ….. ED IO VEDENDO L’INCREDIBILE AUMENTO DEI SENZA LAVORO SONO QUASI SPAVENTATO PERCHE’ SO CHE NON E’ FACILE FAR GIRARE UNA AZIENDA CON UN CAOS SIMILE…..SPERO NELLA PROVVIDENZA DEL GRANDE ARKITETTO DELL’UNIVERSO …. (nel puro senso dei landmark massonici) BUONA GIORNATA A TUTTI E…STIAMO COMUNQUE TUTTI UNITI XKE’ SOLO CON GRAN RISPETTO ED AMORE PER QUESTA ITALIA AFFRONTEREMO UN DOMANI CHE AD OGGI E’ PROPRIO SEMPRE PIU’ BUIO (ciao Vittorio !!!)
La gatta frettolosa fa i gattini ciechi; meglio -prima- un governo di coalizione, non per governare, ma bensì per modificare la legge elettorale, e poi si va alle urne per eleggere un pParlamento di eletti e non di prescelti
sono d’accordo con Donato. Cambiamo questa legge elettorale che non rende merito agli elettori. Che tiene fuori le forze elettorali che meritano di essere rappresentate in parlamento e che permette ad una minoranza di essere, con il bonus, maggioranza. Battiamoci per il ritorno del sistema proporzionale così come lo vollero i nostri Padri Costituenti prevedendo una Costituzione rigida di stampo proporzionale.
Dopo, ovviamente, lavoriamo per le elezioni.
Saluti
Chi vuole le elezioni lo fa seguendo solo un calcolo di parte, non certo nell’interesse del paese. Per quanto riguarda il PdL siamo al paradosso che vuole le elezioni anche se mantiene tuttora la maggioranza, con l’apporto dei finiani, garantito quasi su tutte le proposte. Ma il punto è proprio quel “quasi”: la garanzia manca sull’unico punto che interessa Berlusconi e cioè una legge qual che sia che lo metta al sicuro da condanne giudiziarie (date a loro volta per sicure) che si porterebbero dietro le sue dimissioni, a meno di qualche colpo di testa golpista. Dunque quello messo male non è tanto il centro destra in generale o il PdL, quanto Berlusconi inteso come individuo. Se il PdL non risce a distinguere le sue prospettive da quelle del “capo” allora è comunque condannato: non sopravviverà alla crescita della Lega e dei finiani.
Una giusta analisi della situazione attuale. Aggiungo solo elezioni anticipate o meno la situazione non cambia. Berlusconi nonostante le critiche e i suoi pendenti giudiziari avrà sempre un grosso consenso popolare. l’unica speranza per la sinistra? Trovare un leader forte più di Berlusconi, mi sembra dura cari compagni….
I socialisti divrebbero in primo luogo chiarire dove stanno nello spettro politico italiano e cosa vogliono in termini programmatichi. Sono convinto che non a caso la sinistra italiana è la più debole d’Europa. Non solo non è rappresentata nel Parlamento Europeo e in quello nazionale, ma non rappresenta neppure un’alternativa potenziale di governo. In Italia non c’è mai stao un paretito socialista democratico chiaramente egemone nella sinistra. Quando un partito del PSE perde le elzioni resta comunque il perno di qualsivoglia alternativa progresista. Se siamo nelp socialismo europeo dobbiamo esserre una forza di sinistra. colòlocarsi a sinistra non signica sposare estremismo e velleitarismo. Se abbiamo una missione specifica è quella di convertire la sinistra o almeno la sua maggioranza ad una prospettiva socialista. se si sa chi siamo possiamo affrontare le elezioni anticipaste o meno, che siano. Il terzo Polo di centro mi pare alquan to affollato e in quel coacervo non c’è spazio per una forza socialista laica e libertaria. Fini è meglio che stia a destra piuttosto che acquisirlo al Centro. Un governo di transizione avrebbe un senso solo per cambiare la legge elettorale: ebbene non c’è un consenso nemmeno su quello. Il PD è diviso tra un proporzionalismo corretto da uno sbarramento e un unonominale maggioritario, per rafforzare il bipolarismo. Un’idea sciagurata e non estranea alle difficoltà attuali della sinistra
Se Berlusconi ritrovasse il suo “spirito socialista” e quel “coglione” di Bersani mettesse da parte la sua acredine e pensasse da LEADER POLITICO i due potrebbero ipotizzare un Governo di larghe intese e far fuori in un colpo solo Estrema Sx-Lega-IDV-Grillini-Fini e affini, e chissà poi che le cose non funzionino davvero, a Berlusconi basterebbe assicurare lo scudo giudiziario e la nomina a capo dello stato e a Bersani il compito di guidare un governo che governi. Fantapolitica?
Partiamo dal fatto che,spero nell’uninominale!Credo sinceramente che,nemmeno a Berlusconi serva andare subito alle urne;si ritroverebbe con una Lega fortissima e,un PDL minoritario e,credo nella situazione più che imbarazzante di cedere il “comando” ad un uomo fidato di Bossi:Giulio Tremonti!
Berlusconi= “Spirito Socialista” ?!? Ma che bombe hanno usato in questi ultimi 20 anni per ridurre così i cervelli ???
questione lessicale Silvestri. Se rileggi Besostri forse si comprende meglio. Se i socialisti non sanno chi sono chiunque può essere definito socialista.
Il problema è: i socialisti vogliono tornare ad avere coscienza di cosa significa socialismo o no? Se sì c’è una speranza. Se no semplicemente non hanno più nulla da dire al paese. Tertium non datur.
cari compagni, da iscritto al Psi pongo questa domanda: cosa avrebbe fatto uno come Nenni rispetto a sinistra e libertà e Vendola (distante anni luce da Dipietro proprio come noi!!) rispetto alla possibilità di mettersi in gioco e in cammino per dare una prospettiva di sinistra nuova e post comunista a questo paese ed evitando come fa Nencini di fare la ruota di scorta (bucata) del pd?
scusate… ma a che serve stare in un partitino del 1% per conservare un micro ceto politico che non si preoccupa di avere una base popolare? i socialisti senza base popolare sono semplicemente delle caricature neppure comiche ma grottesche se non addirittura tragiche.
Mi piacerebbe sapere il parere di Bobo…
saluti
Caro compagno Furio,cosa farebbe Nenni se fosse ancora tra noi, non è dato a nessuno di saperlo, neanche a qualche vecchio Nenniano come me (ci chiamavamo Autonomisti,per correttezza d’informazione). Quel che invece sappiamo con certezza è ciò che fece in un periodo storico nel quale il Socialismo era cancellato dal regime: Cercò di mantenere vivo il Partito anche nella clandestinità, andò a combattere in Spagna per la libertà, ma soprattutto non smise di essere Socialista con la fierezza di tale identità, né smise di esserlo nel periodo frontista. Perchè mai dovremmo comportarci diversamente ? Il consenso popolare si acquisisce con proposte politiche in sintonia con i propri ideali e nell’ambito dell’orgoglio di un’appartenenza. La vera tragedia é la sterilità di proposte e programmi autenticamente Socialisti, ma il dramma maggiore è, e resta, la trasmigrazione anche in buona fede, di anime socialiste verso i più svariati lidi.
continuare con la menata dell’autonomismo è ridicolo! autonomi da chi e da cosa? l’autonomismo socialista appartiene ad una stagione storica chiusa. autonomi con l’1%? ci vuole lungimiranza, pensiero lungo, generosità, mettersi in gioco. lo ripeto se devo stare in un partitino che da un lato attacca il pd (giustamente poichè non ha nè capo nè coda) e dall’altra gli fa da portaborse, lo ripeto: non mi interessa. non rifarò la tessera. nencini è totalmente inadeguato.
Già dallo scorso anno non ho rinnovato la tessera, da quando Bobo sembrava volesse spaccare il mondo,tornando invrce docile all’ ovile, oggi addirittura il PSI ha già aderito al “Nuovo Ulivo” di Bersani.
Non ci siamo nè con Bobo nè con Nencini nè con tutti gli altri in testa.
Leggo solo ora e rispondo in ritardo: Neanche io ho rinnovato la tessera al partititino di Nencini e questo non per un fatto di consistenza numerica, ma proprio perchè non rappresenta un’idea socialialista autonoma. Liberi di svariare in lidi Berlusconiani, Bersaniani o Vendoliani che siano. Il Socialismo è altra cosa.