Il governo dell’Ecuador ha dichiarato lo stato di emergenza dopo il tentativo di golpe in atto denunciato dal presidente Rafael Correa. Il presidente peruviano Alan Garcia ha ordinato la chiusura dei confini.
Il governo dell’Ecuador ha dichiarato lo stato di emergenza dopo il tentativo di golpe in atto denunciato dal presidente Rafael Correa. Il presidente dell’Ecuador, Rafael Correa, e’ dovuto ricorrere alle cure dei medici dopo i disordini scoppiati davanti alla principale caserma della capitale Quito, perche’ rimasto intossicato dopo il lancio di lacrimogeni. Lo riferiscono i media locali. Il presidente si era recato di fronte alla caserma per arrigare con un microfono i manifestanti, ma durante il discorso sono scoppiati violenti disordini. Continua a leggere »
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SUCCESSO PER ZAPATERO
Lo sciopero generale che ieri ha paralizzato la Spagna non ha avuto il successo annunciato dai sindacati, ne’ e’ stato uno schiaffo per il governo socialista. Questa l’analisi della stampa spagnola.
”Fiasco generale”, titola il quotidiano di centro destra El Mundo, seguito dal conservatore ABC che dice ”La Spagna non si e’ fermata”.
Per il giornale catalano La Vanguardia, ”c’e’ stato uno sciopero, ma non e’ stato generale. Probabilmente e’ proprio quello che volevano il governo e i sindacati. Un insuccesso simmetrico, ma sopportabile”.
Il quotidiano di centro sinistra El Pais evita invece di parlare di fallimento, affermando che ”i sindacati hanno salvato la faccia, senza pero’ infliggere al governo una sconfitta, come invece era successo negli scioperi generali del 1998 e del 2002”.
red/sam/alf
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l'accerchiamento al premier
Come volevasi dimostrare, il Presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, ha volato alto con un discorso di cifra ecumenica, senza polemiche nei confronti degli avversari interni ed esterni. Solo nella replica, invece, è stato duro, negando operazioni di calcio mercato, non avendo sollecitato sotto promesse, alcun parlamentare a passare con la maggioranza.
Nella Prima repubblica sarebbe stato tacciato di aver svolto un discorso doroteo: buono tanto per la maggioranza quanto per l’opposizione. Per usare il suo linguaggio, è stato, parimenti, concavo e convesso, senza alcuna ombra di spigolosità.
Siccome gli avversari lo hanno accusato di aver avuto poco conto del Parlamento, ha voluto riconoscere la sua centralità, ma, nel contempo,quella della volontà popolare. Il che significa che il ricorso alle elezioni anticipate, in caso che la situazione precipitasse. Ma da oggi, sono più prossime del previsto.
Di più, ha fatto aperture verso i moderati e riformisti degli schieramenti in campo, con un occhio particolare nei confronti dell’Udc di Pier Ferdinando Casini. Ragion per cui, un voto di fiducia ampio in cui l’opposizione ha avuto poco peso, perché la partita è tutta giocata all’interno della maggioranza di governo, tra Berlusconi e Fini. Dato che è nelle loro mani il destino della legislatura.
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