Berlusconi deve trovare la quadratura del cerchio, altrimenti lui ha i giorni contati e la legislatura finirà anzitempo. I sintomi dei malumori sociali crescono, giorno dopo giorno, e la prova del suo crescente insuccesso l’ha sentito con le proprie orecchie, in occasione delle manifestazioni dei Centocinquantanni dell’unità d’Italia.
Troppe partite aperte personali con la magistratura, all’interno del partito e nel governo. La posta in gioco è altissima e non è detto che ce la farà.
Insomma, un brutto momento; se riuscisse a superarlo sarebbe il politico più fortunato che ci sia sulla faccia della terra. Va detto anche che per fattori esogeni, nel corso dei suoi governi, è accaduto di tutto e di più: dall’11 settembre, alle guerre in Iraq e Afghanistan, alla crisi finanziaria, ai sommovimenti in Nord Africa, in particolare nel paesi con cui lui aveva allacciato con i capi di stato e di governo ottimi rapporti personali e politici. In poco tempo, ha perso alleati preziosi, pur essendo scomodi sul piano della politica internazionale. Per dirne uno, Gheddafi.
Dare un giudizio sul ciclo berlusconiano è troppo presto, di certo come in ogni ciclo politico ci sono luci e ombre. Una cosa è certa: è stato colui che ha preso al volo la crisi della Prima repubblica per salire al potere, ma, ironia della sorte, vive ancora nel clima dell’ancien régime, senza che sia nata la Seconda, per via di un vuoto riformista. Come nella tragedia di Eschilo: chi è morto, uccide chi è vivo.
E, comunque, la colpa principale di cui è accusato, è che nei suoi anni di governo, c’è stato un deficit di riforme. E, guarda caso, solo, ultimamente, è stata approvata la legge universitaria e, peraltro, solo ora si è aperto il cantiere per varare la riforma sulla giustizia. Una riforma che ha vissuta una vita a stop and go, per colpa degli alleati di governo di Berlusconi: Casini e Fini che, in un modo e nell’altro, si sono sempre opposti. Ragion per cui, Berlusconi ha dovuto usare le scorciatoie delle leggi ad personam. Complessivamente, sulla giustizia non ha avuto la forza, o meglio dire, il coraggio di sfidare alleati e avversari, per questo sta pagando grossi prezzi, avendo dei processi in corso che non sappiamo come finiranno.
Naturalmente, la magistratura non si è risparmiata nei suoi confronti, non gli ha fatto mancare nulla. E´stato quello tra i politici delle Seconda repubblica il più indagato e le sue imprese le più perquisite. Più che Stato di diritto nei suoi confronti è stato usato lo Stato etico, con fondamenta giustizialiste. Tuttavia, Berlusconi ci ha messo del suo per attirare l’attenzione dei Pm. Non è stata tutta farina del sacco giudiziario. Avrebbe potuto impedire il mare di critica, conducendo un vita morigerata ed evitando alcuni processi, non facendo il crapulone e rendendo pubbliche le sue chanson de gestes di alcova, non paragonabili a quelle famose di Orlando. A ben vedere, è stato proprio questo terreno che i Pm di Milano stanno giocando la loro partita finale per farlo fuori.
Bisogna, però, dare atto che durante la crisi economica, ha avuto accanto il Ministro dell’economia, con il quale intrattiene un rapporto freudiano di odio e amore. E’ stato tutto merito di Tremonti a non far fare all’Italia la fine della Grecia e dell’Irlanda. Né il sistema bancario è dovuto ricorrere all’intervento statale come in Gran Bretagna e in Usa, per salvarsi. Quello italiano ha retto, in special modo, perché, – secondo il nostro parere- è impiantato sul vecchio modello bancario, non facendo passi più lunghi della gamba e nello stesso tempo, non esponendosi all’esterno nei confronti dei clienti. Ciò, però, comporta una politica creditizia restrittiva, facendola pesare sulle famiglie e sulle imprese. Purtroppo su ciò non ha mosso una virgola, come, del resto, non ha mosso un dito sulla politica di crescita. Per questo si è attirato addosso una serie di antipatie e di odi profondi all’interno della sua maggioranza. Anche Berlusconi non gli risparmia strali alquanto velenosi. Durante la manifestazione dei poliziotti, presso la sua Villa di Arcore, che rivendicano, tralaltro, un aumento di stipendio, Berlusconi si è lavato le mani come Ponzio Pilato, scaricando le responsabilità a Tremonti di avere i cordoni della borsa stretti. Così come l’editorialista, Pier Luigi Battista, del Corriere della Sera che ha rilevato che, a causa della legge di stabilità, si è passati dal governo Berlusconi al governo Tremonti. Persino il suo principale alleato Umberto Bossi si lasciato scappare:” Che Tremonti è come il cancelliere di ferro Bismarck che aveva dichiarato “chi tiene stretta la borsa tiene stretto il potere”.
Siccome i conti Tremonti non deve farli soltanto con i suoi colleghi di governo, ma con la cancelliere di ferro, Angela Merkel, che sollecita l’Italia la drastica riduzione del suo rapporto debito/Pil, e con le agenzie internazionali di rating, passa come colui che pratica la politica della lesina come Quintino Sella.
Ne sa qualcosa il Ministro Gelmini che per colpa di Tremonti, che avrebbe potuto allargare un pochino i cordoni della borsa,stava facendo fallire la riforma universitaria.
Bisogna capire, oltretutto, Tremonti, avendo l’Italia un debito in eccesso deve fare il farmacista, per questo non è molte volte capito, rischiando in prima persona. Alcuni colleghi di partito e di governo farebbero salti di gioia, nel caso in cui si dimettesse o lo dimettessero.
Al di là di tutto, l’Italia segnata da un debito in eccesso è costretta a fare una riduzione annua di quasi 3 punti percentuali del suo rapporto debito Pil sino ad arrivare vicino al 60%. Ma, alla fine di un lungo braccio di ferro, è riuscito a spuntarla, ottenendo vuoi che questa regola sia applicata in modo flessibile vuoi che per chi viola le sanzioni consistenti in grosse pene pecuniarie le nuove regole non siano inflitte in modo automatico.
Non è tutto. Berlusconi è alle corde anche all’interno del Pdl, oramai un arcipelago di correnti, alcune occulte e altre esplicite. Sempre più il Pdl è una simil Dc.
Adesso ha la gatta Scajola da pelare, che pretende in base a un gruppo di parlamentari al suo fianco una sua visibilità nel partito o un posto nel governo.
Delle due l’una: o la gratitudine, come visto, in politica non c’è o Scajola vuole togliersi qualche spina per le sue ultime vicende giudiziarie.
(19 marzo 2011)

L’implosione del PDL non e’ destinata a fermarsi, anzi questa crisi che e’ sinonimo non solo di scarsa capacita’ politica, e’ anche e soprattutto la crisi di un bipolarismo imposto che ha finito inizialmente per unire le varie sensibilita’ della politica italiana, ma poi e’ emerso che il bipolarismo non e’ la strada da percorrere. Questo sta accadendo di fatto anche nel PD, ora ancora unito nel sentire comune per mandare a casa l’attuale governo del paese. A fare le spese di tutto questo ginepraio sono come sempre i cittadini a cui gli e’ stata tolta la possibilita’ di scegliere i propri rappresentanti nei due rami del Parlamento e di scegliere liberamente anche il Partito politico. Gli sbarramenti introdotti a tutti i livelli hanno imposto con la forza questo sistema politico obsoleto, che ha generato corruttele vere o presunte, instabilita’ di governo , disaffezione e ha escluso dalla scena politica tutte quelle forze politiche libere e democratiche tra cui anche noi Socialisti.
Concordo, il bipolarismo bastardo, come è stato definito dal compagno De Michelis ha finito con l’esacerbare il clima politico degenerando in uno scontro quotidiano amplificato dall’uso dei media e elevando al massimo una politica sempre meno pratica e più votata all’immagine e alle comparizioni televisive in cui i leader cercano di mettersi in evidenza nel salotti di Ballarò, Annozero, Porta a Porta etc.
Non condivido a volte quella politica che richiama fatti passati, una religione delle ideologie ripetuta e riplasmata per nuovi carrieristi rampanti in cerca di correnti all’interno di questi nuovi partiti costruiti per un bipolarismo fallito.
A che serve continuare a spacchettare i partiti, costruendo sempre nuove sigle, creare delle cupole attorno a dei parlamentari che dissentono dal loro partito e riuniscono attorno a se i loro lobbisti fedeli.
Un progetto di riforma del paese deve partire prima di tutto da una condivisione di un idea di Stato e di principi costituzionali, allora può avviarsi, innanzittutto una fase costituente per cambiare la legge elettorale “porcata” voluta da Calderoli.
Noi Socialisti siamo molto variegati, lo vediamo tutti i giorni: socialisti massimalisti, socialisti riformisti, socialisti liberali, radicalsocialisti, socialisti autonomisti, socialisti democratici,socialisti berlusconiani o filo-prodiani, socialisti bosellian-rutelliani, socialisti filo-finiani, insomma il panorama è vasto.
Allora viene sconvolto il significato di cosa significa essere destra e sinistra, cosa significa essere socialisti, l’economia cambia la società e gli stati si devono adeguare, e quindi c’è chi rimane ancorato a schemi di vent’anni fa e chi guarda alla modernizzazione, come c’è chi si attiene alla religione partitocratica e legge tutto con la lente dell’idealismo e c’è dall’altro lato chi affronta i problemi che si presentano leggendoli senza schematismi e rataggi del passato.
C’è chi invoca l’avanzare dei comunisti, e chiama a raccolta tutti insieme ad allearsi: e via di nuovo parte la chiamata alla santa allenza: veri socialisti si alleano con repubblicani e socialdemocratici, uniti con i popolari e democristiani e liberali.
Ma questa è oggi una politica seria o un teatrino?
I problemi veri chi li risolve?
Allora i veri socialisti si distinguono in che modo?
Si distinguono nel pratico e nel quotidiano operare, nei comuni, nelle province e nelle Regioni, nel Parlamento, quando si rimboccano le mani per portare avanti provvedimenti e leggi che vadano nell’interesse dei tanti e non di quello dei pochi che ruotano attorno al potere come dei cortigiani in cerca di favori per ampliare la loro potenza economico e affarista.
Il concetto è molto semplice, compagni.
Oggi lo spaccato politico che viviamo è non solo insufficiente, ma addirittura degradante.Il fallimento del bipolarismo, mette in evidenza l’asfittico sistema in cui viviamo, dove la costrizione ideale viene messa a dura prova tra chi proclama la politica del fare, come il superamento delle diatribe storiche, in ragione di un nuovo modernismo concettuale, che supera le divisioni e chi proclama il nuovo orizzonte DEMOCRATICO.Solo una forzatura dettata da questo sistema bipolare, che costringe aggregazioni inverosimili che implodono naturalmente.Cosi anche si affacciano i criteri del terzo polo, alleanza tra ex radicali, cattolici liberali ed ex fascisti.
Sono convinto che bisogna abbattere il sistema attuale e ritornare al proporzionale, ciò sarà possibile solo con la naturale dismissione politica del Cavaliere,pertanto da oggi al 2013, ci sarebbe la concreta possibilità di riorganizzare i socialisti autonomisti e riformisti, autenticamente affrancati dalla obbligazione di stare affianco ai comunisti,in ragione di una idolatria della Sinistra, che ci obbliga a stare insieme ai vari Dalema, Bersani, Veltroni.Questo per i riformisti che si rifanno a Turati, Treves,Rosselli e poi molto dopo a Nenni, Saragat ed infine alla completa trasformazione culturale compiuta da Bettino Craxi, non sarà mai possibile.Tutto ciò non per ragioni romantiche o nostalgiche di Bettino, che semmai mai come oggi sarebbe indispensabile la sua presenza politica, il suo agire e la sua determinazione,ma per il semplice fatto che un’azione politica è frutto di un’idea,che a monte regge su principi immodificabili, dai quali nell’azione si comprende la differenza tra il pensiero di ognuno.Diversamente se ci abbandonassimo alla superficiale considerazione che oggi è necessario solo il fare, ci ritroveremo tutti a partecipare ad una sorte di Onlus, che certo incide nel’azione che è però solo finalizzata al conseguimento di quell’obiettivo, trasformeremmo insomma la politica in una sorte di servizio sociale soluzione di fatto da sempre adottata dalla Chiesa, che si esprime in valori di azione sociale, pur rimanendo un’organizzazione patriarcale, con supremazia papale, di fatto una sorte di imperatore alla testa di tutti i regni cattolici.La politica a differenza si concentra sulla differenza dei pensieri e nella capacità di sintesi si identifica l’azione che non scevra dai Principi generali, media tra le parti fino a raggiungere una definizione,anche riformando ciò che è stato già riformato, alla luce delle nuove esigenze.Quet’anno che ci ha visto un pò tutti coinvolti a rileggere la storia dei 150 anni, non possiamo che trarne beneficio, per non sbagliare più. Sopratutto Noi socialisti, di cui la storia è intrisa delle nostre grandi intuizioni come dei nostri grandi errori, primo fra tutti aver consentito ai massimalisti di trionfare sempre,producendo errori che pregiudicarono le sorti del nostro paese, il fascismo, il consociativismo successivo,la distruzione del Psi, per mano giudiziaria, negli anni 90, il continuo tentativo dei socialtraditori, di cancellare ogni ragione socialista, preferendo il giustizialismo frutto di intrigo, di Dipietro, e per finire alla continua adozione di azioni tese a riconquistare il potere con tutti i mezzi, compresi quelli giudiziari,affermando addirittura come la Finocchiario, qualche sera fà, quindi oggi che la Magistratura è un Potere e non un ordine, pura mistificazione, ed oggi difronte alla responsabilità civile dei magistrati, si grida allo scandalo, inneggiando per un verso alla costituzione e dimenticando però che la stessa recitava la tutela dei parlamentari, con l’immunità, ridicolmente , pavidamente e conigliescamente abolita in ragione di un degrado prima di tutto cerebrale e poi politico della classe politica.Pertanto se si percorrono tutte le fasi storiche l’insegnamento di Craxi appare certamente il più significativo e bisogna riprendere esattamente da lui, cosi facendo i socialisti riformisti,quelli che hanno alla fine trionfato sui massimalisti, come bene aveva predetto Turati parlando dei socialtraditori,, quelli che dalla storia di sopruso comunista si sono affrancati ,grazie a Craxi, che rappresentano quel famoso 10 % storico, dal 1976 in poi,in massima parte confluito prima in Forza Italia e poi nel Pdl, potrebbe affacciarsi unito al nuovo momento elettorale, anche liberato dalle derive imbalsamanti di Berlusconi,per riprendere un progetto,forzatamente interrotto, da Craxi e da Rimini.Fraterni saluti Mazzullo
Risorge il PSI, quello con il Garofano Rosso naturalmente, se alla base ci sara’ una presa di coscienza sul fallimento del sistema bipolare e di tutti i guasti che esso ha creato al paese.
Risorge il PSI, se esso sapra’ prima di ogni altra cosa misurrsi sui contenuti politici rispetto a forzate alleanze cosi’ attualmente composte.
Risorge il PSI, se esso sapra’ rilanciare una politica autonomista fuori dagli steccati precostituiti, che sappia rilanciare una vera riforma democratica delle istituzioni e della legge elettorale in senso proporzionale.
Queste le basi per rialzare la china, le strategie portate avanti in tutti questi anni hanno fallito nella stragrande maggioranza dei casi, vedi il PSI di Nencini costretto a stare nell’attuale centro sinistra, vedi il NPSI di Caldoro annientato e liquefatto al PDL.
Il bipolarismo fu la strategia dei golpisti per impedire ai partiti democratici di riaffacciarsi ala politica. Condivido perfettamente le affermazioni del compagno Giuseppe e del compagno Biagini. Alla base del nuovo soggetto socialista deve stare la pietra miliare di una solida concezione dell’autonomia del partito dalla destra e dalla falsa sinistra. Nell’autonomie c’è l’avvenire dei socialisti nei consociativismi si muore sepolti.Va, però, fatta cjarezza su chi ci ha affossato e su chi ha distrutto il sistema democratico, altrimenti non avremo coscienza da chi guardaci. Fraterni saluti.FRANCO MARTA
N.b: leggere “da mani pulite a mani libere”. ( Il “COLPO ALLO STATO” scritto da M. Di Domenico
Mi trovi d’accrodo Franco.
siamo davvero al bivio di tutto, la vita politica è divenuta una sorte di Novella 2000, per nulla togliere a questo giornale che reputo solo un eco gossip, ma prima Veronica con Silvio, mo’ Bocchino con la moglie e poi la Carfagna, mi domando davvero se il principio dell’essere probi, nelle funzioni di parlamentari o peggio in quelle di Governo, non divenuta una seria necessità.Da che mondo e mondo le donne e la politica hanno avuto un binario parallelo, a volte certamente molti uomini politici senza la presenza delle donne o di certe compagne non avrebbero avuto il successo che hanno avuto, ma mai come in questi anni tutto non solo si è mercificato, ma è addirittura diventato nauseabondo e basta !!!! cazzo non se ne può più………
l’impudenza di far divenire una storia magari anche bella e sofferta di dominio pubblico, non solo offende la opinione pubblica ma rompe davvero anche i coglioni alla grande, scusate la scurrilità delle mie affermazioni, ma per esempio io tra me me pensavo però guarda Bocchino che figlio di ……, cavolo stà o si dice che stà con la Carfagna, e mò invece non solo non lo condivido politicamente ma dico che cog….., e pure scemo se chiede scusa alla moglie, come Silvio, lo stesso reverenziale sudditanza alla tv al messaggio televisivo, ma queste cose non dovrebbero essere chiarite nello stretto perimetro di casa, come dire i panni non si lavano più a casa, ormai il mondo politico è un grande fratello.Noi qui caro Franco, caro Luca, ci spendiamo con i nostri contributi di idea e di filosofiche discussioni, in ragione dei sentimenti che ci animano, ma dico vogliamo prendere una seria decisione di rendere programmatico il nostro pensiero, vogliamo prendere una iniziativa? visto che nè Bobo, nè altri ci rispondono!!! Oggi oltre al grave compito che abbiamo di ridare voce ai Socialisti Autonomisti e Riformisti, abbiamo anche l’obbligo di riprendere il rigore morale delle scelte, dobbiamo riprendere da Leonida da Repaci, e dal sentimento di socialismo dei primi del novecento, per ridare senso, rigore ed etica alla politica.Non sono un bigotto e ben comprendo sia le necessità di voler considerarsi un califfo, comprendo gli affetti le amanti insomma qualunque cosa, ma dico fatelo con molta moltissima delicatezza e sopratutto RISERVATEZZA, che apparire in questo è una vera stupidità, oltre che inutile.Fraterni saluti