Non solo a causa di polemiche intervenute nel medesimo frangente politico sta maturando una tendenza neo-socialista all’interno della società italiana. E’ accaduto in fasi di svolte decisive anche in altre epoche che il Socialismo italiano colga i mutamenti di fase e si manifesti per poterle padroneggiarle al meglio senza subire gli effetti più negativi che derivano dalla mancanza di prospettiva. Continua a leggere »
LETTERA AL DIRETTORE (ED AL PDL)
Caro Direttore,
inaspettatamente Stefania Craxi (SC), esponente del governo Berlusconi, ha preso la palla al balzo per dire la sua sul Presidente del consiglio e sulla situazione politica.
Il Paese è diviso more solito in due come ai tempi delle guerra fredda: berlusconiani e antiberlusconiani che hanno preso il posto dei comunisti e degli anti comunisti. Dalla guerra fredda si è passati, con il crollo della Prima repubblica, alla guerra a bassa frequenza in cui lo scontro politico è arrivato al diapason e non c’è santo che possa far abbassare i toni e la diatriba. Nemmeno San Giorgio che riuscì a sconfiggere il drago,è nelle condizioni di fare il miracolo. Fuor di metafora, il Presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, ce la sta mettendo tutta, ma è più facile che faccia passare dalla cruna di un ago un cammello che calmare i bollenti spiriti del mondo politico, intellettuale e della giustizia.
Da un lato, vengono affissi i deprecabili manifesti in cui le procure vengono equiparate alla Brigate rosse, dall’altro, magistrati indossano cappa e spada e intellettuali , con emetto e moschetto, inneggiano al golpe. Una situazione abnorme, ragion per cui il Capo dello Stato, senza alcuna remora, dovrebbe intervenire con la sua autorità e con il potere previsto dalla Costituzione per stroncare, da una parte e dall’altra, ogni forma di delegittimazione politica e istituzionale. Continua a leggere »
LETTERA APERTA A GIULIANO AMATO
Caro Presidente Amato,
con Bobo Craxi, ho visitato i padiglioni in cui sono esposte fotografie e documenti che ricostruiscono i Centocinquantanni della Storia d’Italia di cui Lei è il Presidente del comitato organizzatore.
Nel padiglione della Puglia, il comunista Di Vittorio, ex segretario della Cgil, è super presente. Chapeau!
Di Vittorio fu uno che si mise contro il Pci di Togliatti, perché l’Urss invase l’Ungheria.
Il socialista Giuseppe Di Vagno, che fu uno dei primi martiri antifascisti, ucciso dai mazzieri di Caradonna, viene ignorato. Non c’è alcuna traccia delle sue lotte agrarie per l’emancipazione delle masse contadine. Pure il socialista antifascista – meridionalista e scrittore, Tommaso Fiore, ha subito la medesima sorte. Nientemeno l’antifascista per antonomasia e figura storica del pensiero storico e politico italiano, Gaetano Salvemini di Molfetta, è stato rimosso dalla galleria degli italiani che hanno costruito sulla loro pelle l’Italia democratica. Questo è troppo.
Sorprende che Lei, che è stato socialista nel Parlamento e nel Governo come Presidente del consiglio e più volte ministro, ha commesso questa grave svista.
Sorprende meno il comportamento di Nichi Vendola,Presidente della giunta Regionale della Puglia, conoscendo di che pasta è fatto. Preso dai furori politici, per la sua candidatura alle prossime primarie, ha creduto che in Puglia c’è stata solo e soltanto il comunismo.
Piaccia o no, la damnatio memoriae continua nei confronti del socialismo e dei socialisti, sperando senza l’avallo di qualche ex socialista.
Biagio Marzo
LE LEGGI AD PERSONAM PORTANO AL GOVERNO TECNICO
Il 13 aprile dovrebbe essere approvato il provvedimento sul processo breve. A occhio e croce, dovrebbe essere l’unica legge di quella “Riforma epocale” sulla giustizia che più volte il Presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, aveva annunziato a urbi et orbi. Insomma, la montagna ha partorito un topolino. Nella fattispecie, un topolino sinonimo di legge ad personam. Continua a leggere »
