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	<title>Socialist - Il socialista clandestino di Bobo Craxi &#187; Biagio Marzo</title>
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		<title>IL CARO ESTINTore</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 16:02:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Biagio Marzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Non avevamo alcun dubbio: all’interno dei Black Bloc c’è un’area dialogante con dirigenti della sinistra massimalista. Non è una novità, anche all’interno delle Brigate rosse vi erano due posizioni: i movimentisti ( le colombe) e i militaristi( i falchi), che presero il sopravvento e decisero di uccidere Moro.
Quella sinistra, per intenderci, &#8211; chiamata in causa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://socialist.clandestinoweb.com/wp-content/uploads/VENDOLA1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2485" title="VENDOLA" src="http://socialist.clandestinoweb.com/wp-content/uploads/VENDOLA1.jpg" alt="" width="250" height="162" /></a>Non avevamo alcun dubbio: all’interno dei Black Bloc c’è un’area dialogante con dirigenti della sinistra massimalista. Non è una novità, anche all’interno delle Brigate rosse vi erano due posizioni: i movimentisti ( le colombe) e i militaristi( i falchi), che presero il sopravvento e decisero di uccidere Moro.</p>
<p>Quella sinistra, per intenderci, &#8211; chiamata in causa dal Corsera &#8211; ha come referente Sel di Vendola, che avrebbe stretto un patto con l’ala dialogante degli incappucciati in nero, per portare in Parlamento alcuni di loro.</p>
<p>Sel non può vivere nella doppiezza: stare al fianco dell’ala più estremista e violenta della sinistra e, nello stesso tempo, governare regioni, provincie e comuni e, per di più, proporre il proprio leader alle primarie, per candidarlo alla premiership delle prossime politiche.</p>
<p>Al dunque, i Black Bloc non erano isolati dal resto degli Indignados, ma dentro questi c’era chi teneva loro bordone.</p>
<p>Che poi sono quelli che hanno in modo spudorato insultato e sputato Marco Pannella. Una scena indimenticabile, (come quella vista all’Hotel Raphael, quando la gente della medesime pasta degli “Indignados” gettava monetine e ululava contro Craxi), che non fa onore agli “italiani brava gente”.</p>
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		<title>A VOLTE RITORNANO.. DI PIETRO: LO SBIRRO</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 14:15:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Biagio Marzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Siamo al colmo dei colmi, Di Pietro dopo aver invocato la piazza per mesi e partecipato alla manifestazione degli Indignados di sabato scorso, ora, per salvarsi l&#8217;anima e la faccia, vorrebbe che il Parlamento approvasse la legge Reale bis: &#8220;arresti e fermi obbligatori e riti direttissimi con pene esemplari&#8221;, perché bisogna rispondere con provvedimenti di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://socialist.clandestinoweb.com/wp-content/uploads/Di_Pietro__il_duce_di_piazza_farnese3.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2482" title="Di_Pietro__il_duce_di_piazza_farnese" src="http://socialist.clandestinoweb.com/wp-content/uploads/Di_Pietro__il_duce_di_piazza_farnese3-300x220.jpg" alt="" width="300" height="220" /></a>Siamo al colmo dei colmi, Di Pietro dopo aver invocato la piazza per mesi e partecipato alla manifestazione degli Indignados di sabato scorso, ora, per salvarsi l&#8217;anima e la faccia, vorrebbe che il Parlamento approvasse la legge Reale bis: &#8220;arresti e fermi obbligatori e riti direttissimi con pene esemplari&#8221;, perché bisogna rispondere con provvedimenti di questo tipo quando si sta in uno &#8220;Stato d&#8217;emergenza&#8221;. A segue a ruota, i Ministro degli Interni, Roberto Maroni,che solo ex post manifestazione si sta facendo vivo per recuperare il salvabile.</p>
<p>La nostra posizione non è per nulla giustificazionista e perdonista nei confronti dei violenti e dei vandali incappucciati, anzi, ma non vorremmo che la nuova legge Reale, &#8211; come la chiama Di Pietro &#8211; fosse estesa per colpire degli innocenti e fosse il pretesto per creare una sorta di stato di polizia</p>
<p>Non è prima volta che si approvano leggi per perseguitare i delinquenti e poi ci vanno di mezzo i cittadini innocenti. Per esempio, nel periodo di Tangentopoli i Pm presero al volo le leggi contro la mafia per usare, nei confronti degli indagati, la custodia cautelare, che oramai è provvedimento diffusissimo.</p>
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		<title>LETTERA ALL&#8217;AVANTI DI BIAGIO MARZO</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 16:32:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Biagio Marzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Caro compagno Correr,
                                  solo oggi ho potuto leggere il tuo articolo:”La gloriosa storia dell’Avanti! e la verità dimenticata”, pubblicato il 17 settembre us, e mi ha meravigliato che un giornalista attento come te, fa una ricostruzione  falsata della storia del quotidiano di Via del Corso, diretto da Valter Lavitola fino alle sue disavventure giudiziarie, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro compagno Correr,</p>
<p>                                  solo oggi ho potuto leggere il tuo articolo:”La gloriosa storia dell’Avanti! e la verità dimenticata”, pubblicato il 17 settembre us, e mi ha meravigliato che un giornalista attento come te, fa una ricostruzione  falsata della storia del quotidiano di Via del Corso, diretto da Valter Lavitola fino alle sue disavventure giudiziarie, in cui mi tiri in ballo assieme ad alcuni ex compagni che militano ora nel centrodestra. </p>
<p>Quando si fanno le ricostruzioni “storiche” o si fanno con le carte in regola  oppure è meglio evitare di scriverle, perché puoi andare incontro a degli inconvenienti spiacevoli che creano solo e soltanto confusione e, nello stesso tempo, si mettono in circolazione nomi che è meglio non citarli, per carità di partito.</p>
<p>Sulla storia dell’Avanti!, dopo le dimissioni di Bettino Craxi da segretario nazionale, è meglio stendere un velo pietoso e non parlarne nel tentativo di commuovere il lettore come se fosse una storia deamicisiana, perché si scoprirebbero tanti altarini dietro i quali si sono consumati fatti e misfatti.</p>
<p>Dico questo, perché dopo la morte di Vincenzo Balsamo, dirigendo la Sezione nazionale di Organizzazione, mi fu affidato, mio malgrado, anche l’incarico di seguire le vicende amministrative del Partito, tra cui quella dell’Avanti! Ma di ciò è meglio tacere, perché molti dovrebbero arrossire per la vergogna, come altri dovrebbero farsi mea culpa sulle vicende legate alla proprietà immobiliare del Psi.  Oltretutto, parlare oggi del compagno liquidatore  Zoppo non è giusto, è meglio lasciarlo riposare in pace, lì dove è sepolto. Ma questa è un’altra storia.</p>
<p>Tornando all’Avanti! ex post Psi, dal primo giorno che il giornale fu pubblicato, fino al suo passaggio nelle mani del centrodestra, ho scritto tutti i santi giorni, con il sole e con la neve, senza mai ricevere un centesimo.</p>
<p>Per quanto mi riguarda, fu Bettino da Hammamet che mi pregò di collaborare e continuai a farlo fino alla sua morte.  Poiché non “sostenni” alcun “golpe” interno organizzato dall’allora Casa delle Libertà  e non condividendo le scelte politiche e l’entrata in scena di alcuni ex socialisti con i quali non avevo molta affinità umana e politica, lasciai baracca e burattini e insalutato ospite andai via con un grande rimpianto, perché  come socialisti avevamo perso l’ennesima occasione, per dire la nostra.</p>
<p>                                               Fraternamente, Biagio Marzo</p>
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		<title>lettera di biagio marzo a La Stampa</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 15:32:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Biagio Marzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Caro Direttore,
sperando Iddio che la lettera di Gennaro Acquaviva abbia la forza di smuovere le acque morte del socialismo italiano, in un periodo in cui c’è bisogno di un ritorno al pensiero politico.
Per smuovere le acque socialiste, a ben vedere, non basta la riflessione di Acquaviva, ci vuole  ben altro. Una sorta di tsunami che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Direttore,</p>
<p>sperando Iddio che la lettera di Gennaro Acquaviva abbia la forza di smuovere le acque morte del socialismo italiano, in un periodo in cui c’è bisogno di un ritorno al pensiero politico.</p>
<p>Per smuovere le acque socialiste, a ben vedere, non basta la riflessione di Acquaviva, ci vuole  ben altro. Una sorta di tsunami che risvegli le coscienze e ricomponga quel mondo socialista che non è tutto finito nel calderone del Pdl e tantomeno in quello del Pd. La stragrande maggioranza degli ex dirigenti, ex militanti ed ex elettori fanno ancora parte del partito del non voto, non avendo trovato, in questo ventennio, alcun referente politico degno di questo nome.</p>
<p>Acquaviva non è il primo e non sarà l’ultimo a volere la ricostruzione della forza socialista. Nelle settimane passate, per l’esattezza il 27 settembre, a Stella, paese natio di Sandro Pertini, un movimento spontaneo di base, chiamato “il Garofano giallo”, si è riunito per lanciare la parola d’ordine: “Rifare il Partito socialista italiano”.</p>
<p>Un Partito socialista, con la i usurpata indegnamente al Psi storico, c’è già, ma nessuno sa dove sia e chi sia. Ragion per cui, i socialisti apolidi della diaspora, compreso Acquaviva, presidente della Fondazione Socialismo, si battono, finora con scarso successo, per far rinascere una forza liberalsocialista aperta al confronto, e non solo, con i cattolici riformatori che tanto hanno contribuito alla democrazia e alle libertà del Paese.</p>
<p>Non sarebbe la prima esperienza per i socialisti e i cattolici. Nennianamente parlando,  ricordiamo l’”incontro storico” tra le due tradizioni, che segnò la storia del centrosinistra d’antan. Del resto, lo stesso Acquaviva viene dall’esperienza di quel piccolo mondo cattolico di origine  aclista, Acpol-Mpl, guidato da Livio Labor, che confluì nel Psi, aderendo alla corrente di Riccardo Lombardi, anche lui ex esponente del Partito Popolare di Don Sturzo.</p>
<p>Il Psi, per la sua cultura aperta e pluralista di conio liberale, non ha mai fatto distinzione tra laici e cattolici e questo è stato un grande merito che gli va riconosciuto senza se e senza ma.         </p>
<p>Un processo, quello della ricostruzione socialista,  tentato più volte malamente, sabotato in partenza, dal muro che la destra e la sinistra hanno alzato per bloccarlo. Non dobbiamo arrenderci e darla vinta all’una e all’altra, in un momento in cui i due schieramenti sono profondamente in crisi, con il rischio di una implosione. Destra e sinistra hanno infatti, costruito i loro partiti, avendo come obiettivo il potere tout court, senza le basilari fondamenta della cultura politica e di governo.</p>
<p>Ironia della sorte, quello che è nato nella cosiddetta Seconda Repubblica sta andando al “macero”, mentre sempre più gli uomini e le donne in carne ed ossa, avendo pesato il “nuovo” politico, vogliono il ritorno di tradizioni che storicamente sono uscite vincitrici: quella socialista, liberale e cattolica. Visto che la ideologia comunista e quella fascista,  non sono riuscite, loro malgrado, a garantire governabilità e stabilità.</p>
<p>Se così stanno le cose, è lecito chiedersi come mai i vinti della storia non sono stati toccati dalle inchieste giudiziarie sul finanziamento illecito dei partiti? Perché, grazie al combinato disposto di mass media e del potere giudiziario, gli elettori li hanno giudicati “immacolati” e, nel contempo, alternativi ai partiti i governo ( pentapartito). Per questa ragione, i comunisti e i fascisti hanno avuto il salvacondotto di salire al potere, a condizione che cambiassero nome e cognome e simbolo,  </p>
<p>Alla luce dei fatti del giorno, non hanno avuto la fortuna sperata. Hanno governato, alternativamente,  lasciando una scia maleodorante insopportabile.</p>
<p>Siamo dunque d’accordo con Acquaviva sulla necessità di riprendere il filo del confronto con il cattolicesimo riformatore, partendo dalle idee forza che ci accomunano e alle quali fa riferimento il presidente della Fondazione Socialismo.</p>
<p>A tal fine,sarebbe auspicabile aprire un laboratorio di idee e contributi per costruire  un contenitore inedito pluralista: socialista, liberale e cattolico. Solo in tal modo si riempirebbe un vuoto che ha reso la Seconda repubblica senza radici e in balia di una classe dirigente che deve andar via, senza alcun rimpianto.</p>
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		<title>AVENTINO 89 ANNI DOPO, MA NON E&#8217;LA STESSA COSA</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 15:30:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Biagio Marzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Talvolta, la storia si ripete, in peggio.
Il fantasma dell’Aventino è ricomparso, dopo ottantasette anni, nella vita politica italiana. Non sappiamo quale mente inventiva abbia scelto questo tipo di politica, oramai considerata morta e sepolta.
Aver fatto ricomparire il fantasma, è stato un atto deprecabile che non rafforza la democrazia e lascia isolato il capo dello Stato, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://socialist.clandestinoweb.com/wp-content/uploads/aventiniani1.bmp"><img class="alignleft size-full wp-image-2469" title="aventiniani" src="http://socialist.clandestinoweb.com/wp-content/uploads/aventiniani1.bmp" alt="" /></a>Talvolta, la storia si ripete, in peggio.</p>
<p>Il fantasma dell’Aventino è ricomparso, dopo ottantasette anni, nella vita politica italiana. Non sappiamo quale mente inventiva abbia scelto questo tipo di politica, oramai considerata morta e sepolta.</p>
<p>Aver fatto ricomparire il fantasma, è stato un atto deprecabile che non rafforza la democrazia e lascia isolato il capo dello Stato, in un momento in cui le istituzioni avrebbero dovuto coralmente ricompattarsi di fronte a una grave crisi di governo dai contorni non definiti, visto che si colloca, tra l’altro, in un quadro di crisi economica &#8211; finanziaria mondiale. Sotto questo aspetto, il sistema Italia non gode per nulla di buona salute per cui rischia di imitare la Grecia, per la forte esposizione al debito sovrano. Per questa ragione, il Paese, per non peggiorare la situazione, è sottoposto a una cura da cavallo, per mantenere il pareggio di bilancio.       </p>
<p>Le opposizioni parlamentari hanno scelto di salire sull’Aventino, come fecero le omologhe antifasciste, nel giugno del 1924, che uscirono da Montecitorio, abbandonando i lavori parlamentari, dopo il rapimento di Giacomo Matteotti, per denunziare i crimini delle milizie fasciste. Un dèjà vu, insomma.</p>
<p>Gli aventiniani  chiesero, inutilmente, che le milizie fossero sciolte e fosse ripristinata l’autorità della legge. Né furono sciolte le milizie, anzi, né l’autorità della legge fu ripristinata, ragion per cui, l’atto di dissenso degli aventiniani non ha lasciato, storicamente, un buon ricordo. A ben pensarci, fu una sorta di prima resa delle forze democratiche al fascismo, perché svuotarono quel che restava di democrazia parlamentare. Per di più, non coinvolsero le masse popolari, che avrebbero potuto contrastare, già allora, l’ascesa al potere di Benito Mussolini.    </p>
<p>Non era proprio il caso che, in piena crisi di governo, con le istituzioni che solo grazie al Presidente della repubblica restano in piedi, le opposizioni vestissero i panni di aventiniani post litteram.</p>
<p>Ad onor del vero, solamente i Radicali di Pannella, pur facendo parte dell’opposizione, sono stati presenti, alla Camera, al momento dell’intervento del presidente Berlusconi, volendo così rispettare, unicamente, la carica che lui ricopre.</p>
<p>Se la maggioranza di governo ha dimostrato, in questi anni, poco cultura delle istituzioni, le opposizioni che, peraltro, hanno sempre menato vanto di essere i garanti della Costituzione e delle istituzioni democratiche e, quindi, della democrazia parlamentare, hanno sbagliato doppiamente nello scegliere, come atto politico di dissenso, di salire sullo storico Colle romano. A ben vedere, anche in questo, come in tanti altri atteggiamenti politici, la maggioranza e l’opposizione sono speculari.</p>
<p>Agli occhi della gente, con questa fuga dal Parlamento, &#8211; il cuore della democrazia -, le opposizioni non hanno fatto una bella figura, perché, loro malgrado, si sono messe sulla medesima stregua della maggioranza.</p>
<p>Con la bocciatura della legge sul Rendiconto generale dello Stato, su cui si fonda l’impianto della stabilità economica e finanziaria del Paese, la maggioranza ha scelto di seguire, dopo “l’incidente di percorso”, un percorso inedito, forzando le regole,presentando un nuovo provvedimento, per salvare il salvabile.</p>
<p>Tuttavia, al governo non basta,- secondo il Quirinale -, la fiducia, deve sottoporsi alle sette fatiche d’Ercole, nel senso che deve operare in modo coeso, per affrontare gli urgenti problemi del Paese.</p>
<p>Nemmeno leggendo nella sfera di cristallo sapremmo se la Legislatura durerà fino al 2013, oppure si andrà a votare anticipatamente nel 2012, ma di una cosa siamo certi: le opposizioni aventiniane non sono di una pasta diversa da quella dell’attuale maggioranza.</p>
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		<title>LIBERI E MISTIFICATORI</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Sep 2011 10:51:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Biagio Marzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Noi socialisti siamo oramai abituati a tutto, ma per ogni cosa c&#8217;è un limite, nella fattispecie insopportabile e, peraltro calunniosa. Leggendo il pezzo di Gianluca Veneziani su Libero ( domenica 11 settembre), abbiamo la netta sensazione che l&#8217;autore è preso da un antisocialismo fegatoso e fagatale, che lo porta a fare pipì fuori dal vasino.
 Veneziani, falsificando e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Noi socialisti siamo oramai abituati a tutto, ma per ogni cosa c&#8217;è un limite, nella fattispecie insopportabile e, peraltro calunniosa. Leggendo il pezzo di Gianluca Veneziani su Libero ( domenica 11 settembre), abbiamo la netta sensazione che l&#8217;autore è preso da un antisocialismo fegatoso e fagatale, che lo porta a fare pipì fuori dal vasino.</p>
<p> Veneziani, falsificando e banalizzando la storia dell&#8217;Avanti, accomuna Valter Lavitola ad alcuni direttori del quotidiano socialista che, per un verso e per l&#8217;altro, sono stati costretti per l&#8217;idea rivoluzionaria ( Mussolini socialista), per il fascismo, (Treves, Nenni ) e per il giustizialismo catto comunista e fascista (Craxi) a lasciare l&#8217;Italia di cui hanno fatto la storia e, per di più, rendendola un Paese democratico, libero, civile e sviluppato. Escluso Mussolini, per intenderci. </p>
<p>Dopo aver fatto una ricostruzione della storia de l&#8217;Avanti!,&#8221;il pennivendolo&#8221; di Libero tira le sue personali conclusioni che l&#8217;Avanti! è un giornale di latitanti. L&#8217;ultimo della serie sarebbe Valter Lavitola.  </p>
<p> I socialisti nei confronti del quotidiano Libero dovrebbero comportarsi come gli uomini del Risorgimento lombardo che per boicottare l&#8217;occupazione austriaca, non compravano più i sigari di Stato, pur avendoli stretti tra i denti.</p>
<p>Per Libero, non vale un gesto simile, ma basterebbe non comprarlo e non leggerlo nemmeno se fosse sul banchetto del vostro barbiere.</p>
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		<title>RIFLESSIONI MARZIANE..</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Sep 2011 10:02:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Biagio Marzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Solo ora, Berlusconi si è accorto che viviamo in paese di merda, noi, per la verità, di questo stato stallatico ce ne accorgemmo da tempo, quando andarono al potere gli sconfitti della storia, comunisti e fascisti, e nuovisti alla Berlusconi. Il rischio del nuovismo non è per nulla finito, dietro l&#8217;angolo ci sono Montezemolo e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Solo ora, Berlusconi si è accorto che viviamo in paese di merda, noi, per la verità, di questo stato stallatico ce ne accorgemmo da tempo, quando andarono al potere gli sconfitti della storia, comunisti e fascisti, e nuovisti alla Berlusconi. Il rischio del nuovismo non è per nulla finito, dietro l&#8217;angolo ci sono Montezemolo e Profumo. Il primo è da evitare, avendone fatte più Carlo in Francia; al secondo preferiamo il Profumo di donna, con Al Pacino</p>
]]></content:encoded>
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		<title>UN EURO PER L&#8217;AVANTI! e un invito&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Sep 2011 10:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Biagio Marzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
Il nome del quotidiano l&#8217;Avanti! l&#8217;ho sempre declinato, per  una specie di riflesso condizionato, con il quadro del &#8220;Quarto stato&#8221; di Pelizza de Volpedo&#8221;: la marcia della masse contadine ed operai verso il sol dell&#8217;avvenire, ora, quando sento parlare de L&#8217;Avanti!, per notizie tristemente giudiziarie, penso in quali mani è capitato
A Stella, il 25 settembre pv, i compagni del &#8220;Garofano giallo&#8221; [...]]]></description>
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<p>Il nome del quotidiano l&#8217;Avanti! l&#8217;ho sempre declinato, per  una specie di riflesso condizionato, con il quadro del &#8220;Quarto stato&#8221; di Pelizza de Volpedo&#8221;: la marcia della masse contadine ed operai verso il sol dell&#8217;avvenire, ora, quando sento parlare de L&#8217;Avanti!, per notizie tristemente giudiziarie, penso in quali mani è capitato</p>
<p>A Stella, il 25 settembre pv, i compagni del &#8220;Garofano giallo&#8221; hanno convocato una manifestazione di base per tentare di gettare le fondamenta per costruire un vero soggetto socialista. In questa occasione i compagni potrebbero lanciare la campagna per l&#8217;acquisto del quotidiano socialista: &#8220;Un euro per salvare L&#8217;Avanti&#8221;.</p>
<p>L&#8217;invito è rivolto anche alle tante organizzazioni della diaspora. Chi ha a cuore le sorti del socialismo e del suo giornale: Avanti compagni! Ora o mai più.</p>
<p>                     Biagio Marzo</p>
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		<title>NON SI SALVA NEANCHE IL PD?</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Jul 2011 12:05:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Biagio Marzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche i casi Penati e Pronzato, oltre a quelli della P3 e P4, devono far riflettere sul degrado della vita politica italiana, perché non si salva più nessuno.
I crociati dell’etica pubblica dovrebbero farsi il mea culpa. E comunque,il Pd non detiene più il cento per cento della moralità, come per decenni ha lasciato credere. 
Filippo Penati, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche i casi Penati e Pronzato, oltre a quelli della P3 e P4, devono far riflettere sul degrado della vita politica italiana, perché non si salva più nessuno.</p>
<p>I crociati dell’etica pubblica dovrebbero farsi il mea culpa. E comunque,il Pd non detiene più il cento per cento della moralità, come per decenni ha lasciato credere. <span id="more-2455"></span></p>
<p>Filippo Penati, vicepresidente del Consiglio regionale lombardo nonché ex capo della segreteria di Pier Luigi Bersani, è indagato per concussione e corruzione in una inchiesta della Procura di Monza, in merito all&#8217;area Falck di Sesto San Giovanni. L&#8217;ipotesi di accusa parla di quattro miliardi di lire di tangenti pagate tra il 2001 e il 2002. Non una bazzecola, se fosse vero, sarebbe una montagna di moneta sonante.</p>
<p>Franco Pronzato, il consigliere di amministrazione dell&#8217;Enac nonché ex responsabile nazionale del trasporto aereo del Pd, è finito in carcere lo scorso 28 giugno, con l&#8217;accusa di corruzione per l&#8217;appalto sui voli tra l&#8217;isola D&#8217;Elba, Firenze e Pisa. Grazie a lui, qualche leader Pd, probabilmente, ha usufruito del volo gratis.  Per dirne una, in proposito, Clemente Mastella, per l’utilizzo di un volo di Stato, per raggiungere Monza, in occasione della Formula 1, in cui c’era anche il figlio, oltre a Rutelli, fu messo alla berlina. Invece, notizie in cui sono coinvolti, in casi, per usare un eufemismo, “politiquement incorrect”, esponenti del Pd,hanno un trattamento di favore dalla stampa, tant’è che gli articoli sono a guisa di francobollo.    </p>
<p>Tuttavia, i due casi Penati e Pronzano non sono gli unici, ma ce ne sono un sacco e una sporta in cui il Pd è dentro fino al collo. E, comunque, per le cariche che ricoprivano, erano entrambi vicino al segretario nonché ad alcuni leader dei democratici.</p>
<p>“La storia e’ la scienza delle cose che non si ripetono”, ma, in Italia, alcuni fatti smentiscono Paul Valéry.  Tra il 1992, inzio di Tangentopoli,  e il 2011 in cui sono venuti alla luce casi di malaffare politico attraverso le inchieste giudiziarie,ci sono molte analogie. Ad esempio, l’intreccio tra politica e affari, le inchieste debordanti dei Pm, (con un uso eccessivo delle misure di custodia cautelare), le cui casse di risonanza sono i mezzi di informazione. Insomma, come prima, più di prima.</p>
<p>La Seconda repubblica nata sotto il segno dell’etica pubblica, è scivolata nel giro di pochi anni in una situazione, diciamo, peggiore della Prima, crollata dal combinato disposto di magistratura e dei mass media.</p>
<p>Il centro di corruzione fu il finanziamento illecito dei partiti, salvo casi di corruzione personali che le Procure fecero bene ad indagare e i Tribunali a condannare.</p>
<p>Come detto, ci sono analogie tra i due periodi, ma quel personale politico, che fu salvaguardato dai Pm ai tempi di Tangentopoli, allora Pds ora Pd, dopo l’unificazione della stragrande maggioranza degli ex comunisti con gli ex democristiani, sta pagando prezzi altissimi sul versante della questione morale, sbandierata come se fosse un copyright della tradizione comunista. A tal proposito, fu Enrico Berlinguer a sollevarla , con altri intenti e fini. Qualcuno era comunista, perché credeva in modo fideistico nella questione morale, seppure  in chiave giacobina, ora, alla domanda, ricordando un brano di Giorgio Gaber, “che cos’è la destra, cos’è la sinistra”, nessuno sa rispondere per il fatto che entrambe sono identificate  con gli affari sporchi e l’arricchimento personale spudorato. Non essendoci più i partiti, ma come ripete Marco Pannella, bensì delle oligarchie, c’è una degenerazione delle istituzioni e della politica che nemmeno il Capo dello stato, con i suoi interventi riesce a mettere riparo. Per questo, trovano terreno fertile chi spara sulla casta, ossia sul cento politico, come se non facessero parte della casta, per gli alti stipendi e per i benefit, i giornalisti, i direttori generali dei Ministeri, i direttori di banca, i manager di aziende pubbliche e private. Fino a ieri che c’era una pressione fiscale all’acqua di rose sui bonus e sulle stock option, i dirigenti  e manager di banche  e altri intermediari finanziari  si sono arricchiti a dismisura.</p>
<p>Dall’altro lato, gli alti costi della politica bisogna tagliarli e portarli a livello europeo. Nella fattispecie, è intervenuto Napolitano che ha precisato che  è “giusto e doveroso alleggerirli, dal momento che nell&#8217;opinione pubblica possono generare &#8220;comprensibili insofferenze&#8221;, ma occorre stare attenti perché il vento dell&#8217;antipolitica può portare a &#8220;pericolosi umori anti democratici&#8221;.</p>
<p>Il problema vero è con questo ceto politico non si va da alcuna parte, giacché ha la coscienza sporca.</p>
<p>Per questo il Pd, per salvarsi, è a rimorchio del partito dei Pm.</p>
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		<title>LUGLIO META&#8217; GIARDINO E META&#8217; GALERA</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jul 2011 19:28:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Biagio Marzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Il giorno dopo l’arresto del deputato Papa e il salvataggio del senatore Tedesco, le polemiche  infiammano la vita politica a causa del fatto che &#8211; secondo il Pdl &#8211; il voto a Montecitorio non è stato segreto. Nel frattempo, il Capo dello Stato tenta di gettare acqua sul fuoco, stigmatizzando “l&#8217;intollerabile scontro tra politica e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il giorno dopo l’arresto del deputato Papa e il salvataggio del senatore Tedesco, le polemiche  infiammano la vita politica a causa del fatto che &#8211; secondo il Pdl &#8211; il voto a Montecitorio non è stato segreto. Nel frattempo, il Capo dello Stato tenta di gettare acqua sul fuoco, stigmatizzando “l&#8217;intollerabile scontro tra politica e magistratura e aggiungendo che “le intercettazioni cui non sempre si fa ricorso &#8211; come invece insegna la Corte di Cassazione &#8211; solo nei casi di assoluta indispensabilità per le specifiche indagine e delle quali viene poi spesso divulgato il contenuto pur quando esso è privo di rilievo processuale”. Ciò, peraltro, è lesivo della”privatezza dell&#8217;indagato, o ancor di più, di soggetti estranei al giudizio”.</p>
<p>Tuttavia problema è politico, si diceva una volta, e riguarda innanzitutto l’alleanza tra Pdl e Lega.</p>
<p>Dopo il voto del Parlamento, tra Berlusconi e gli alleati leghisti occorre un chiarimento politico di fondo per uscire da gorgo in cui si sono cacciati.</p>
<p>Alla luce del mercoledì nero di Berlusconi le cene del lunedì, ad Arcore, che tanto facevano inquietare Gianfranco Fini, quando militava nel Pdl, sono risultate, alla prova dei fatti, una presa in giro. Anche perché,  proprio la Lega ha contribuito, con le opposizioni, a fare arrestare Papa e la medesima linea giustizialista ha tenuto sul caso Tedesco. Però,il senatore barese è stato salvato dalla atteggiamento garantista del Pdl e il soccorso rosso arrivato da un gruppo di senatori  del Pd.</p>
<p>Bisognerebbe capire se tra Umberto Bossi e Roberto Maroni ci sia stato un gioco delle parti, Bossi garantista e Maroni giustizialista, oppure sono cambiati i rapporti di forza e il Ministro degli Interni ha il controllo pieno del partito. In effetti, sembra che sia proprio così, con Bossi ormai fuori gioco.   </p>
<p>In verità,Maroni è un personaggio, diciamo, controverso sul decreto Biondi ( luglio 1994), che vietava la custodia preventiva in carcere per i reati contro la Pubblica amministrazione, prima diede il via libera e poi nel Consiglio dei ministri votò contro, scusandosi col dire che non l’aveva letto. Non è tutto. Quando la Lega uscì dal governo Berlusconi 1 e si formò l’esecutivo guidato da Lamberto Dini, Roberto Maroni entrò in rotta di collisione con il capo del Carroccio, perché era contrario alla rottura dell’alleanza con Forza Italia e Alleanza nazionale. Al dunque, era per il proseguimento della prima esperienza del governo Berlusconi e dopo un periodo di rapporti freddi con Bossi, Maroni recuperò il legame senza creare altre situazioni imbarazzanti, fino a mercoledì 21 luglio 2011.</p>
<p>Fatto sta che l&#8217;ultima volta che l&#8217;aula di Montecitorio aveva accolto la richiesta della Giunta per le autorizzazioni a procedere era stata nel 1984 nei confronti dell&#8217;allora deputato missino Massimo Abbatangelo, per violazione delle disposizioni sulle armi, in seguito all&#8217;attentato del &#8216;70 contro la sezione del Pci di Fuorigrotta, a Napoli.<br />
Nel 1983, a inizio di legislatura, la Camera aveva votato l&#8217;autorizzazione all&#8217;arresto di Toni Negri chiesta dalla magistratura per reati connessi al terrorismo. Negri, che era stato eletto due mesi prima con i Radicali, mentre era in carcere, era però intanto fuggito a Parigi, rientrò poi in Italia, nel 1997, e finì di scontare la sua pena. Per la cronaca, Negri confessa che fu Bettino Craxi a dirgli di mettersi in salvo, visto che per lui si stava mettendo male, mentre il partito che lo aveva fatto eleggere, il Partito Radicale, era per l’arresto. Anche su Papa, un personaggio, che non è uno stinco di santo, per cui è, nel contempo, molto discusso e discutibile, i Radicali hanno votato per l’arresto. Ma questa dei Radicali sulla giustizia è un’altra storia.</p>
<p>Per Papa, come per tanti altri detenuti, si è usata la misura medievale della custodia cautelare, inaugurata da Mani pulite, forzando soverchio la legge.</p>
<p>A ben vedere,in Italia è consentita la carcerazione preventiva solo in tre casi, cioè pericolo di fuga e conseguente sottrazione al processo ed alla eventuale pena, pericolo di reiterazione del reato e pericolo di turbamento delle indagini, ma arrestare Papa, per questi tre casi di cui sopra,ce ne passa.</p>
<p>Sembra che il passato in Italia non passa mai, prova ne sia che siamo piombati negli anni delle tricoteuse e del tintinnare delle manette di Tangentopoli. Un giorno sì e l’altro pure si arrestano e si avvisano di reato esponenti di destra e di sinistra. Adesso pure Penati, per problemi di tangenti, è entrato nel tritacarne giudiziario.</p>
<p>Insomma, si è dato via libera, per colpa di un ceto politico imbelle, al partito delle procure di decidere sulla sorte dei governi. La politica è senza più vis e il vero potere ce l’hanno in mano i Pm. Sicché, la Seconda repubblica sta facendo la fine della Prima.</p>
<p>Ragion per cui, è necessario un chiarimento del Pdl con la Lega made Maroni che dovrà decidere: se continuare l’esperienza del governo Berlusconi, o che questi faccia un passo indietro passando il testimone ad un altro per un nuovo governo con l’attuale maggioranza, cosa assai improbabile, o un governo tecnico o politico in chiave di larghe intese che metta le mani sulla crisi economia e faccia una nuova legge elettorale, oppure, arrivare addirittura allo scioglimento delle Camere, infischiandosene delle crisi in cui versa il Paese.</p>
<p>Una cosa è certa così non si può andare avanti, pena di finire come la Grecia sotto l’aspetto economico e, per di più, con governi approvati con l’imprimatur delle procure.</p>
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