<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Socialist - Il socialista clandestino di Bobo Craxi &#187; Redazione</title>
	<atom:link href="http://socialist.clandestinoweb.com/author/redazione/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://socialist.clandestinoweb.com</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Thu, 27 Oct 2011 18:45:22 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>L&#8217;OCCHIO DI BUE..</title>
		<link>http://socialist.clandestinoweb.com/2011/10/19/locchio-di-bue/</link>
		<comments>http://socialist.clandestinoweb.com/2011/10/19/locchio-di-bue/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 14:49:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://socialist.clandestinoweb.com/?p=2487</guid>
		<description><![CDATA[Mauro del Bue comincia la sua collaborazione settimanale con &#8220;SOCIALIST&#8221;
Faccio una premessa doverosa. Considero il movimento dei giovani una risposta giusta ad una società costruita all’incontrario, dove sono gli anziani a dover mantenere i più giovani e non viceversa. E penso che alla crisi finanziaria mondiale occorra dare anche una risposta politica e non solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><a href="http://socialist.clandestinoweb.com/wp-content/uploads/OCCHIO-DI-BUE.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-2488" title="OCCHIO DI BUE" src="http://socialist.clandestinoweb.com/wp-content/uploads/OCCHIO-DI-BUE-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Mauro del Bue comincia la sua collaborazione settimanale con &#8220;SOCIALIST&#8221;</em></strong></p>
<p>Faccio una premessa doverosa. Considero il movimento dei giovani una risposta giusta ad una società costruita all’incontrario, dove sono gli anziani a dover mantenere i più giovani e non viceversa. E penso che alla crisi finanziaria mondiale occorra dare anche una risposta politica e non solo monetaria, direi anche culturale sul modello di società e di sistema economico verso il quale ci dobbiamo orientare. Peraltro, rispetto al primo problema, vedo limiti ed errori non solo a destra, ma anche a sinistra. Clamoroso quello del governo Prodi e del sindacato sull’eliminazione dello scalone previdenziale, che costò allo Stato 10 miliardi di euro che potevano invece essere utilizzati per gli amortizzatori sociali per i giovani. Però resto di stucco di fronte, non solo agli atti di violenza perpetrati dal corteo di sabato a Roma, dagli incendi, dalle aggressioni fisiche, della devastazione dei negozi, dall’assalto ai ministeri e alle banche, ma resto di stucco anche rispetto all’aggressione  di un uomo come Marco Pannella, che potrà anche avere sbagliato tattica parlamentare per i suoi sei deputati, ma che resta certo un esempio di pratica non violenta e di pensiero liberalsocialista. A Pannella  e ai socialisti, in primis Loris Fortuna, sono storicamente legate le più belle lotte per l’affermazione dei diritti civili in Italia e in questo momento a lui e ai radicali si deve la sensibilizzazione sulla drammatica e insopportabile situazione delle carceri italiane. Ebbene, Marco Pannella è stato aggredito a suon di offese e di sputi in faccia. Qualcuno gli ha perfino voluto ricordare, come una colpa, la sua amicizia con Craxi. Costoro, e sono persone generalmente adulte più che giovani arrabbiati, assiepati dietro simboli con falce e martello, non si accorgono che finiscono per dare motivi a chi, pur sentendosi intimamente di sinistra e di cultura liberalsocialista, continua a votare a destra. Magari a questi personaggi così carichi di odio non interessa. Anzi costoro sono più che mai contenti che i socialisti e i radicali si allontanino dalla sinistra. Io spero che si allontanino loro, perchè è ben difficile che il settarismo sia un buon viatico per convincere gli italiani che il governo di domani, per parafrasare il vecchio venditore di almanacchi leopardiano, sia meglio di quello di ieri…</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://socialist.clandestinoweb.com/2011/10/19/locchio-di-bue/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>ROMA IN FIAMME MA..</title>
		<link>http://socialist.clandestinoweb.com/2011/10/16/roma-in-fiamme-ma/</link>
		<comments>http://socialist.clandestinoweb.com/2011/10/16/roma-in-fiamme-ma/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 16 Oct 2011 12:29:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://socialist.clandestinoweb.com/?p=2476</guid>
		<description><![CDATA[Fatto sta che il primato della politica non c&#8217;è più e la finanza ha preso il suo posto. Condivido che la violenza bisogna condannarla, perché non ha mai risolto i problemi, ma bisogna andare oltre: il sommovimento mondiale dei popoli non è nato per caso, per questo bisogna condannare anche le banche di tutti i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://socialist.clandestinoweb.com/wp-content/uploads/fiamme_26_672-458_resize1.jpg"></a><a href="http://socialist.clandestinoweb.com/wp-content/uploads/fiamme_26_672-458_resize.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2477" title="fiamme_26_672-458_resize" src="http://socialist.clandestinoweb.com/wp-content/uploads/fiamme_26_672-458_resize-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Fatto sta che il primato della politica non c&#8217;è più e la finanza ha preso il suo posto. Condivido che la violenza bisogna condannarla, perché non ha mai risolto i problemi, ma bisogna andare oltre: il sommovimento mondiale dei popoli non è nato per caso, per questo bisogna condannare anche le banche di tutti i tipi che ci hanno portato a questa realtà. Ma per fare questo deve tornare al centro la politica che deve imporre nuove regole e un Dew deal di rilancio economico e industriale,  non permettendo che gli errori dei gruppi economico &#8211; finanziari devono pagarli i cittadini in carne e ossa.</p>
<p>Il mercato lasciato in mano ai banchieri, può produrre di tutto e di più, in peggio, per questo occorre il primato della politica, per limitare guasti e danni. </p>
<p>Per i fatti di Roma di sabato, il Ministro degli Interni, Maroni, come è successo con il G8 di Genova e i fatti di Roma sulla riforma della scuola dei mesi scorsi si è trovato impreparato. Non ha studiato, in base alle lezioni del passato, una politica di prevennzione. Ha lasciato tutto nelle mani delle forze dell&#8217;ordine che hanno fatto solo il loro dovere, intervenendo per non far sì che i disordini non si allarghissino come una macchia d&#8217;olio. Invece di starsene a Varese doveva stare a Roma. Ciò, non è una inezia, ma è senso dello Stato.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://socialist.clandestinoweb.com/2011/10/16/roma-in-fiamme-ma/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>RIFLESSIONI DI INIZIO MESE</title>
		<link>http://socialist.clandestinoweb.com/2011/09/01/riflessioni-di-inizio-mese/</link>
		<comments>http://socialist.clandestinoweb.com/2011/09/01/riflessioni-di-inizio-mese/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 01 Sep 2011 08:27:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://socialist.clandestinoweb.com/?p=2458</guid>
		<description><![CDATA[Da Tangentopoli al mazzettificio rosso, dal rito ambrosiano al direttorio finanziario democratico,il Pci &#8211; Pds &#8211; Ds fu sempre nella greppia del finanziamento illegale dei partiti. Non venne fuori il sistema di corruzione ai tempi di Mani pulite, perché i Pm furono strabici: guardarono solo da una parte, in particolare verso il Psi. Avendo avuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da Tangentopoli al mazzettificio rosso, dal rito ambrosiano al direttorio finanziario democratico,il Pci &#8211; Pds &#8211; Ds fu sempre nella greppia del finanziamento illegale dei partiti. Non venne fuori il sistema di corruzione ai tempi di Mani pulite, perché i Pm furono strabici: guardarono solo da una parte, in particolare verso il Psi. Avendo avuto forti coperture fu salvato e premiato a spese di chi ebbe il coraggio, in Parlamento, di denunziare il fatto che tutti i partiti, chi in un modo chi nell&#8217;altro, usufruirono del finanziamento illecito</p>
<p>Walter Veltroni dovrebbe studiare la storia della sinistra storica italiana così eviterebbe delle magre figure, in particolar modo quando disserta sul riformismo. Duole dirlo, ma mette assieme le mele e le pere, (nella sua lunga lettera pubblicata su la Repubblica di venerdì scorso), per confezionare il riformismo alla matriciana.</p>
<p>Menziona il Partito d&#8217;azione, e nulla quaestio, cita De Gasperi, Di Vittorio, Berlinguer, Napolitano, Occhetto, (e con qualche nostro forte maldipancia diaciamo che vanno bene pure questi leader, sebbene alcuni di questi abbiano deriso il socialismo riformista per il sol fatto che il Welfare forniva le dentiere gratis ai cittadini che ne avevano bisogno) ,ma benedetto Iddio, caro Walter, vuoi mettere nei tuoi discorsi e scritti quelli che sono i veri padri putativi del riformismo italiano: Pietro Nenni, Giuseppe Saragat, Riccardo Lombardi, Francesco De Martino, Sandro Pertini, Fernado Santi e Bettino Craxi. Per non parlate dei contributi di pensiero del fratelli Rosselli, Calogero, Colorni,Mondolfo, Bobbio&#8230;</p>
<p>Fatto sta che Veltroni  non si smentisce e come tutti quelli della tradizione comunista hanno verso il socialismo italiano una sorta di damnatio memoriae che è dura a morire;come se ci fosse dentro di loro un riflesso condizionato, dimenticano il riformismo, per essere dei massimalisti, quelli che storicamente sono stati.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://socialist.clandestinoweb.com/2011/09/01/riflessioni-di-inizio-mese/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>12</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;PEGGIO CHE NEL 92&#8242;&#8221;</title>
		<link>http://socialist.clandestinoweb.com/2011/07/21/peggio-che-nel-92/</link>
		<comments>http://socialist.clandestinoweb.com/2011/07/21/peggio-che-nel-92/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 21 Jul 2011 21:13:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://socialist.clandestinoweb.com/?p=2453</guid>
		<description><![CDATA[da TISCALI NEWS
La lista di indagati nel mondo della politica si allunga ogni giorno che passa. Dopo ventisette anni il Parlamento concede l’autorizzazione per l’arresto di un deputato. Il premier Berlusconi parla di un ritorno al 1992 ovvero agli anni di Tangentopoli. Tutto questo avviene mentre i cittadini sempre più indignati chiedono ad alta voce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="pos1"><strong><em>da TISCALI NEWS</em></strong></div>
<div>La lista di indagati nel mondo della politica si allunga ogni giorno che passa. Dopo ventisette anni il Parlamento concede l’autorizzazione per l’arresto di un deputato. Il premier Berlusconi parla di un ritorno al 1992 ovvero agli anni di Tangentopoli. Tutto questo avviene mentre i cittadini sempre più indignati chiedono ad alta voce tagli ai privilegi della casta. Cosa sta succedendo alla classe politica italiana? Lo abbiamo chiesto a Bobo Craxi, esponente di spicco del frastagliato mondo dei socialisti italiani.</div>
<div id="pos2"><strong>Onorevole cosa è cambiato rispetto alla stagione che ha travolto la prima Repubblica? </strong><br />
&#8220;Se facciamo riferimento all’assalto di alcune procure al Parlamento non è cambiato niente, se invece ci riferiamo alla classe politica allora la situazione è ancora più preoccupante e peggiore di prima.&#8221;</div>
<div id="pos3"><strong>Cos&#8217;è peggiorato? </strong><br />
&#8220;L’elemento determinante dell’inchiesta di mani pulite fu il finanziamento ai partiti. Oggi il punto determinante è invece l’utilizzo del denaro per finanziare singole persone. La disinvoltura di questa nuova classe dirigente raggiunge ormai limiti parossistici.&#8221;</div>
<div id="pos4"><strong>Come mai si è arrivati a questi livelli di indecenza?</strong><br />
&#8220;Perchè la politica nella seconda repubblica si è ulteriormente indebolita. L’autonomia dei partiti si è ridotta a vantaggio di influenti clan economici, editoriali e di alcuni poteri dello stato. Bisogna difendere l’autonomia della politica, la demagogia dominante in questa fase è molto pericolosa.&#8221;</div>
<div id="pos5"><strong>A cosa si riferisce? </strong><br />
&#8220;Mi riferisco per esempio alle richieste sempre più forti di un taglio ai costi e ai privilegi della casta. E’ evidente che bisogna fare dei risparmi ma, dietro la riduzione dei costi della politica, c’è il rischio che il fine vero sia quello di ridurre la politica, di ridimensionarla e in definitiva di limitare la sua capacità di influenza. E’ una vicenda già vista all’inizio del secolo scorso. La grande demagogia sulla riduzione del numero dei parlamentari e dei costi veniva fatta dai notabili. Bisogna evitare che possano fare politica soltanto coloro che detengono mezzi finanziari.&#8221;<span id="more-2453"></span></div>
<div id="pos6"><strong>Altri rischi per l’autonomia della politica? </strong><br />
&#8220;Sicuramente la tentazione di uscire dalla crisi attraverso l’utilizzo sul piano politico delle vicende giudiziarie. Non dobbiamo dimenticare che il governo Prodi è caduto su una vicenda giudiziaria e il governo Berlusconi sta crollando sotto i colpi delle inchieste della magistratura.&#8221;</div>
<div id="pos7"><strong>L’autorizzazione della Camera all’arresto di Papa rientra in questo quadro? </strong><br />
&#8220;Si. Considero qualsiasi cedimento delle istituzioni parlamentari nei confronti di altri poteri dello stato un cedimento grave e considero un errore dare in pasto alle patrie galere un parlamentare della Repubblica.&#8221;</div>
<div id="pos8"><strong>Sta dicendo che un parlamentare non deve pagare? </strong><br />
&#8220;Assolutamente no. Sto solo dicendo che non si utilizza la carcerazione preventiva con disinvoltura. Se dopo un processo un tribunale stabilisce la colpevolezza di un parlamentare allora è giusto che paghi. C’è un codice penale che tutti devono rispettare.&#8221;</div>
<div id="pos9"><strong>Come è il clima nel Paese? </strong><br />
&#8220;La gente è stanca della cattiva politica. E’ stanca di questo governo che non è in grado di affrontare i problemi che abbiamo di fronte. Il Paese, per respirare, avrebbe bisogno di una nuova compagine governativa supportata da una ampia maggioranza.&#8221;</div>
<div id="pos10"><strong>Pensa ad un governo tecnico?</strong><br />
&#8220;No sono contrario ai governi tecnici. Penso ad un governo guidato da un esponente dell’attuale maggioranza e appoggiato da una parte dell’opposizione. Ci sono diverse figure che sarebbero in grado di fare questo&#8221;</div>
<div id="pos11"><strong>Perché la sinistra italiana rimane spaccata? </strong><br />
&#8220;Le ragioni sono storiche e anche presenti. La sinistra italiana purtroppo ha una crisi di identità. Le sinistre degli altri paesi europei sono di orientamento socialista, la nostra invece è di stampo variopinto e spesso cede a tentazioni populiste.&#8221;</div>
<div id="pos12"><strong>Ma il centro sinistra è in grado di vincere le prossime elezioni? </strong><br />
&#8220;Io penso di si ma a patto che si presenti in forme e modi diversi da quelli che ha oggi. Nei prossimi mesi bisogna fare uno sforzo per fare questo cambiamento.&#8221;</div>
<div id="pos13"><strong>Quale sarà il ruolo di voi socialisti?<br />
</strong>&#8220;Se i nostri “alleati” ce lo consentiranno noi avremo un ruolo decisivo in particolare per riportare dentro il centro sinistra molti elettori che hanno votato per l’area di Berlusconi. Questo è il compito che il partito socialista deve assolvere.&#8221;</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://socialist.clandestinoweb.com/2011/07/21/peggio-che-nel-92/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>60</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>LO PSICHIATRA A VIA XX SETTEMBRE</title>
		<link>http://socialist.clandestinoweb.com/2011/06/26/lo-psichiatra-a-via-xx-settembre/</link>
		<comments>http://socialist.clandestinoweb.com/2011/06/26/lo-psichiatra-a-via-xx-settembre/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 26 Jun 2011 19:04:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://socialist.clandestinoweb.com/?p=2436</guid>
		<description><![CDATA[Nella maggioranza duro attacco a Tremonti: lo firma, con una lunga dichiarazione all&#8217;Ansa, Guido Crosetto, ex responsabile economico di Forza Italia, ora sottosegretario alla Difesa.  &#8220;Le bozze della manovra di Giulio Tremonti andrebbero analizzate da uno psichiatra&#8221; e dimostrano che il ministro dell&#8217;Economia vuole solo &#8220;trovare il modo di far saltare banco e governo&#8221;. Crosetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella maggioranza duro attacco a Tremonti: lo firma, con una lunga dichiarazione all&#8217;Ansa, Guido Crosetto, ex responsabile economico di Forza Italia, ora sottosegretario alla Difesa.  &#8220;Le bozze della manovra di Giulio Tremonti andrebbero analizzate da uno psichiatra&#8221; e dimostrano che il ministro dell&#8217;Economia vuole solo &#8220;trovare il modo di far saltare banco e governo&#8221;. Crosetto si dice &#8220;stufo&#8221; di &#8220;sentire pontificare una persona che predica benissimo e razzola malissimo&#8221; visto che &#8220;l&#8217;unico ministero che non ha subito tagli alla spesa corrente, ma anzi l&#8217;ha aumentata, è il suo!&#8221;.<span id="more-2436"></span> &#8217;Le bozze che sono filtrate sulla manovra &#8211; dice il sottosegretario che, fino a tre anni fa, era responsabile economico di Forza Italia -, più che connotate dal punto di vista economico, finanziario e di bilancio andrebbero analizzate da uno psichiatra. E evidente che il ministro dell&#8217;Economia vuole trovare esclusivamente il modo di far saltare banco e governo. In questi tre anni ha fatto di tutto per tenere in vita il malato Paese, ma l&#8217;ha fatto tenendolo in coma farmacologico. Ha dimostrato di non volere andare nel dettaglio della spesa pubblica, ma di preferire tagli senza razionalità. Non ha capito che l&#8217;economia reale andava aiutata ed anzi l&#8217;ha bloccata con regole di oppressione fiscale uniche al mondo che hanno distrutto lo statuto del contribuente&#8221;.</p>
<p>Crosetto imputa a Tremonti anche altro: &#8220;Ha promesso un aiuto alla piccola e media impresa &#8211; sottolinea il deputato del Pdl, da</p>
<div><script src="http://www.repubblica.it/static/js/common/jx_speciale.js" type="text/javascript"></script><script src="http://oas.repubblica.it/RealMedia/ads/adstream_jx.ads/repubblica.it/nz/economia/interna/1773170178@Middle"></script></div>
<p>sempre molto in sintonia con le idee economiche dell&#8217;ex ministro Antonio Martino -, ma in realtà ha flirtato con le grandi banche ed i grandi gruppi. Visto che è una persona di cultura ed intelligenza non comune, lo dimostri proponendo un progetto serio per il Paese al consiglio dei ministri ed alle Camere&#8221;. Ma, avverte il sottosegretario, nel farlo &#8220;sia aperto ai miglioramenti&#8221; perchè &#8220;lui non è il depositario del verbo e della verità; e non sono più i tempi nei quali il governo potrà permettersi di approvare in Consiglio una cartellina vuota che verrà riempita in seguito a via XX settembre, da un uomo solo e dai suoi pretoriani&#8221;. Insomma, aggiunge, &#8220;non è più il momento di tacere per rispetto anche perché mi sono stufato di sentire pontificare una persona che predica benissimo e razzola malissimo: l&#8217;unico ministero che non ha subito tagli alla spesa corrente, ma anzi l&#8217;ha aumentata, è il suo! Il ministero nei quali i dirigenti sono più pagati è il suo!&#8221;.</p>
<p>Infine, un&#8217;ultima stoccata sui tagli alla politica: &#8220;Se adesso l&#8217;ultima crociata di Tremonti, sullo stile di De Magistris, è quella di lanciarsi contro i privilegi &#8211; attacca Crosetto -, gli ricordo che ci sono privilegi ben maggiori delle auto blu e degli aerei di Stato che, tra l&#8217;altro, se vengono utilizzati nell&#8217;interesse del Paese non sono privilegi. Parlo, ad esempio, dei privilegi di poter disporre di migliaia di nomine all&#8217;interno dello stato o altre cose meno evidenti sulle quali il Tesoro non ha mai coinvolto nessuno&#8221;.</p>
<p>Ce n&#8217;è abbastanza per far esplodere il caso. &#8220;Un&#8217;uscita a titolo personale. Fa testo la <a href="http://www.repubblica.it/politica/2011/06/26/news/berlusconi_26_giugno-18237574/?ref=HREA-1">dichiarazione del presidente del Consiglio ai Promotori della Libertà <sup>1</sup></a>&#8220;, tenta di correre ai ripari il sottosegretario alla Presidenza e Portavoce del premier, Paolo Bonaiuti.  E Gasparri minimizza: &#8220;Sulla manovra serve certamente<br />
collegialità, è giusto tagliare gli sprechi della politica, ma non è questo l&#8217;unico settore dove vengono spesi soldi inutilmente&#8221;. In serata Crosetto, dopo aver forse ricevuto qualche strigliata, chiarisce ma non ritratta nulla, anzi tira in ballo Berlusconi: &#8220;Ho espresso il mio pensiero, dopo tre anni di silenzio, senza mandato di nessuno: non so quanti nel governo, dal presidente del Consiglio in giù, la pensino come me, ma visto che siamo in un paese democratico, quando devo dire qualcosa la dico rispondendo solo alla mia coscienza e sono capace di assumermi personalmente le mie responsabilità politiche&#8221;.</p>
<p>L&#8217;opposizione in ogni caso parla di &#8220;implosione&#8221; del governo:  &#8220;Si potrebbe anche fare finta di nulla sulle parole usate in conversazioni private dai ministri Frattini, Prestigiacomo e Gelmini sul ministro Tremonti, ma non si può fare finta di niente davanti alla presa di posizione del sottosegretario Crosetto che ha apertamente sfiduciato Tremonti&#8221;, dice Francesco Boccia, coordinatore delle commissioni economiche alla Camera per il Pd. &#8220;Alla vigilia della manovra economica più importante della storia recente del paese &#8211; aggiunge &#8211; una delle persone più influenti del partito e più vicine al presidente del Consiglio, il sottosegretario Guido Crosetto, sfiducia apertamente il ministro dell&#8217;economia. Prendano atto nella maggioranza &#8211; conclude &#8211; che il paese non è in grado di sopportare un giorno di più queste vere e proprie guerre tribali in un centrodestra oramai imploso&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://socialist.clandestinoweb.com/2011/06/26/lo-psichiatra-a-via-xx-settembre/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>BISIGNANEIDE</title>
		<link>http://socialist.clandestinoweb.com/2011/06/23/bisignaneide/</link>
		<comments>http://socialist.clandestinoweb.com/2011/06/23/bisignaneide/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 13:49:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://socialist.clandestinoweb.com/?p=2427</guid>
		<description><![CDATA[Non gliene andava bene una. Sembrava l’Erodiani, quello del calcioscommesse. Quando Bisignani ti dava un consiglio, finiva male. Disse alla Santanchè nel 2008 di andare con Storace, che sarebbe stata la sua fortuna. E’ finita come sappiamo con La Destra fuori dal Parlamento. Sponsorizzò Papa per un posto di sottosegretario che non si nega nemmeno a Catone, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non gliene andava bene una. Sembrava l’Erodiani, quello del calcioscommesse. Quando Bisignani ti dava un consiglio, finiva male. Disse alla Santanchè nel 2008 di andare con Storace, che sarebbe stata la sua fortuna. E’ finita come sappiamo con La Destra fuori dal Parlamento. Sponsorizzò Papa per un posto di sottosegretario che non si nega nemmeno a Catone, e invece niente. Volle sincerarsi dall’amico Ronchi che non sarebbe nato un governo Tremonti e Ronchi lo rassicurò:  ”O il Berlusconi bis o le urne”. E infatti restò il Berlusconi uno. Superbo anche il consiglio a Mauro Masi: “Manda via Santoro o dimetitti dalla Rai”. Restarono entrambi per mesi. Ma il capolavoro massimo è la nomina della Santanchè a sottosegretario. Commenta Briatore, che dovrebbe essere amicissimo della guerrigliera di Arcore: “Quel che mi fa strano è che il presidente l’ha messa lì”. E Bisignani confessa che ce l’ha messa lui. Pronta per l’uso delle dèbacles milanese e napoletane. Dopo questi ottimi risultati bisognerebbe anche porre uno sbarramento ai mandati di Bisignani. Non più di due legislature. Bis-ignani e poi a casa</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://socialist.clandestinoweb.com/2011/06/23/bisignaneide/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>IL SOGNO DI ROMANO</title>
		<link>http://socialist.clandestinoweb.com/2011/06/21/il-sogno-di-romano/</link>
		<comments>http://socialist.clandestinoweb.com/2011/06/21/il-sogno-di-romano/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Jun 2011 13:31:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://socialist.clandestinoweb.com/?p=2425</guid>
		<description><![CDATA[Probabilmente sarà stata galeotta l’Emilia, regione a cui Romano Prodi e Pier Luigi Bersani sono legati come la cozza allo scoglio, oppure, per il fatto che il vento soffia a favore del loro schieramento politico e lo stanno sfruttando per giocare una nuova partita, con una divisone di ruoli istituzionali tra di loro, fatto sta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Probabilmente sarà stata galeotta l’Emilia, regione a cui Romano Prodi e Pier Luigi Bersani sono legati come la cozza allo scoglio, oppure, per il fatto che il vento soffia a favore del loro schieramento politico e lo stanno sfruttando per giocare una nuova partita, con una divisone di ruoli istituzionali tra di loro, fatto sta che si sono messi assieme.  </p>
<p>Una coppia che, in questi ultimi tempi, si è fortemente rafforzata, avendo il medesimo comune sentire e i medesimi interessi politici a stare uniti e compatti. Entrambi non sono di primo pelo, ma rispetto ad altri esponenti del Pd credono di avere più chance per giocare una partita ambiziosa tutta incentrata su di loro. Però, hanno avuto due destini diversi, mentre Bersani saliva al vertice del Pd, Prodi entrò in un cono d’ombra, dopo essere stato fatto fuori malamente dalla Presidenza del consiglio.</p>
<p>Dopo un lungo periodo di letargo, il professore bolognese è uscito allo scoperto ed è presente nelle manifestazioni pubbliche del Pd.</p>
<p>In quel lasso di tempo di vita solitaria a Bologna e talvolta in giro per il mondo a tenere conferenze, fece alcune interviste al vetriolo sulla conduzione del Pd, che furono criticate aspramente dal gruppo dirigente, tant’è che con il passare del tempo era finito nel dimenticatoio. Dopo le scorse amministrative e i referendum vittoriose ha rotto il silenzio ed è uscito  “a riveder le stelle”, ossia ha deciso di farsi rivedere in pubblico e nelle assemblee di partito.  </p>
<p>Con l’arrivo della primavera, dunque, è risuscitato e giacché è la stagione dei progetti e dei propositi, ha deciso di impegnarsi al fianco del segretario del Pd, per dargli una mano e, nello stesso tempo, come dire, per la propria causa. In latinorum, Prodi pro domo sua.   </p>
<p>I tempi sono tali che chi vuole organizzarsi per le battaglie future non può vivere in solitudine, aspettando  che scenda la manna dal cielo. Per questo,Prodi ha capito che il vento soffia contro Berlusconi e ha preso la palla al balzo e ha stretto un feeling con Bersani, il quale sotto sotto sta lavorando per avere un Pd a sua immagine e somiglianza, senza i condizionamenti del vecchio notabilato ex comunista. In particolare, si è reso autonomo da Massimo D’Alema.</p>
<p>A ben pensarci, il professore e il segretario hanno l’obiettivo di liberarsi da coloro che possano mettere il bastone tra le ruote per bloccarli nella loro corsa verso il Colle e Palazzo Chigi. Forti anche del fatto che il Pd dopo mesi di crisi sta risalendo la china, più per demeriti della maggioranza che per meriti propri.</p>
<p>In questo clima, Prodi sogna il Quirinale e Bersani Palazzo Chigi.</p>
<p>Non è detto che finirà così, nel centrosinistra ci sono tanti che aspirano a quelle due prestigiose poltrone e potrebbe succedere  come nei conclavi vaticani, si entra Papa e si esce cardinale.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://socialist.clandestinoweb.com/2011/06/21/il-sogno-di-romano/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>MOODY&#8217;S DECLASSA L&#8217;ITALIA</title>
		<link>http://socialist.clandestinoweb.com/2011/06/18/moodys-declassa-litalia/</link>
		<comments>http://socialist.clandestinoweb.com/2011/06/18/moodys-declassa-litalia/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 Jun 2011 22:08:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://socialist.clandestinoweb.com/?p=2419</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;agenzia statunitense Moody&#8217;s ha collocato il rating Aa2 dell&#8217;Italia sotto revisione in vista di un possibile downgrade. Lo fa sapere l&#8217;agenzia statunitense in una nota. Moody&#8217;s ha anche riaffermato il rating di breve termine al livello prime -1. Una nuova tegola sull&#8217;economia italiana dopo l&#8217;outlook negativo assegnato al rating italiano da Standard &#38; Poor&#8217;s.
Meno di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;agenzia statunitense Moody&#8217;s ha collocato il rating Aa2 dell&#8217;Italia sotto revisione in vista di un possibile downgrade. Lo fa sapere l&#8217;agenzia statunitense in una nota. Moody&#8217;s ha anche riaffermato il rating di breve termine al livello prime -1. Una nuova tegola sull&#8217;economia italiana dopo l&#8217;outlook negativo assegnato al rating italiano da Standard &amp; Poor&#8217;s.</p>
<p>Meno di un mese fa, infatti, S&amp;P aveva tagliato l&#8217;outlook citando le deboli prospettive di crescita e l&#8217;incerto impegno politico per attuare riforme che stimolino la produttività. E di sviluppo torna a parlare anche Moody&#8217;s, citandolo come primo fattore dietro alla messa sotto revisione del rating: sotto accusa i rischi per la crescita economica dovuti alla &#8220;debolezza macroeconomica strutturale e alla probabile risalita dei tassi d&#8217;interesse nel tempo&#8221;. Debolezza strutturale che per Moody&#8217;s ha a che fare con &#8220;bassa produttività e importanti rigidità nel mercato del lavoro e dei prodotti&#8221;. L&#8217;Italia ha recuperato finora &#8220;solo una frazione dei sette punti di prodotto interno lordo che ha perso durante la crisi globale&#8221;.</p>
<p>Al secondo punto tra i motivi della messa sotto revisione i rischi legati alla messa in pratica dei &#8220;piani di consolidamento fiscale richiesti per ridurre il debito pubblico e tenerlo a livelli gestibili&#8221;. Potrebbe rivelarsi difficile generare l&#8217;avanzo primario di bilancio necessario a dare inizio a &#8220;una solida tendenza al ribasso&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://socialist.clandestinoweb.com/2011/06/18/moodys-declassa-litalia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>RINO FORMICA : TREMONTI PER IL RISVEGLIO ISTITUZIONALE</title>
		<link>http://socialist.clandestinoweb.com/2011/06/07/rino-formica-tremonti-per-il-risveglio-istituzionale/</link>
		<comments>http://socialist.clandestinoweb.com/2011/06/07/rino-formica-tremonti-per-il-risveglio-istituzionale/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 07 Jun 2011 10:40:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://socialist.clandestinoweb.com/?p=2407</guid>
		<description><![CDATA[da &#8220;IL RIFORMISTA&#8221;
Le transizioni abortite riproducono altre transizioni.
La lunga transizione (20 anni) ha messo in luce la sua vera debolezza: negare il conflitto dei poteri, ignorare lo spessore materiale della dialettica sociale e restringere il proprio orizzonte con una chiusura provinciale per non vedere la caotica unificazione globale.
Si ritenne sufficiente eliminare i più fastidiosi ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>da &#8220;IL RIFORMISTA&#8221;</h4>
<h4>Le transizioni abortite riproducono altre transizioni.<br />
La lunga transizione (20 anni) ha messo in luce la sua vera debolezza: negare il conflitto dei poteri, ignorare lo spessore materiale della dialettica sociale e restringere il proprio orizzonte con una chiusura provinciale per non vedere la caotica unificazione globale.<br />
Si ritenne sufficiente eliminare i più fastidiosi ed inorganici pezzi del ceto politico ed esaltare il potere salvifico e liberatorio di una ipocrita evocazione del primato della morale su la politica.<br />
Un’ abile manipolazione delle leggi elettorali completò il quadro: la rappresentanza non fu lo specchio del paese reale perché trasformò le minoranze in maggioranza e travolse le regole di garanzia che la Costituzione aveva fissato.<br />
Fu così che la democrazia organizzata perse solidità e forza e si ridusse ad un gioco alternativo tra due campi fluidi.<br />
Erano fluidi perché simili nell’affermare l’interclassismo sociale ed il rifiuto della storia.<br />
u segue dalla prima pagina<br />
Inoltre la mistica del superamento delle ideologie lasciò alla competizione nei due campi il confronto amministrativo tra un fare “pulito” ed un fare “interessato”.<br />
Cosa ci dice il voto amministrativo al di là della sconfitta personale di Berlusconi: ci dice che la politica torna ad essere solida perché la condizione liquida non può governare una società attraversata da mille paure.<br />
Quale è la difficoltà che impedisce ai due campi di passare rapidamente dallo stato fluido alla densità della politica? La risposta è semplice: le due forze motrici sono sorelle gemelle nate imperfette da un parto difficile e senza assistenza clinica.<br />
Milano e Napoli sono due risposte diverse allo stesso problema: potrà lo spontaneismo riformista o il movimentismo magrebino trasformarsi in democrazia organizzata per l’alternativa che metta a confronto visioni diverse della riorganizzazione della società e che possa reggere alle competizioni internazionale in atto per scrivere le nuove regole disciplinari dei conflitti globali?<br />
Se la politica solidificandosi perde la condizione di liquido mette in evidenza i corpi estranei e la diversità dei materiali. Il caso Tremonti è emblematico.<br />
Tremonti viene da studi ben basati: il diritto gli aveva dato le coordinate, l’apertura libertaria lo aveva guidato nelle scelte politiche, una sana esperienza di potere lo aveva indotto ad affinare una cultura di governo fuori dagli schemi tradizionali.<br />
Nella democrazia organizzata del ‘900 il binomio comando ed obbedienza aveva le radici nel dominio delle ideologie.<br />
Nella democrazia disarticolata della politica fluida il comando e l’obbedienza hanno perso il carattere nobile dell’adesione ad una visione per assumere l’aspetto volgare della fedeltà ad un capo.<br />
Tremonti ha ritenuto che nel campo fluido del centro-destra si potesse operare meglio e si è ritagliato uno spazio con abilità ed intelligenza: ha assunto il comando con la forza di un valore individuale e ha scelto di obbedire non alla gerarchia ma ad un progetto di rigore per evitare la fuoriuscita dall’Europa.<br />
Tremonti capisce cosa avviene nel mondo dopo l’11 settembre del 2001 e sprovincializza la gestione domestica del “fare”.<br />
Questa scelta provoca il rispetto nel centro-destra e l’incomprensione del centro-sinistra. Il paradosso di Tremonti è tutto qui: nella politica fluida è a suo agio nel centro-destra perché è superiore al suo capoufficio, ma, nella politica forte il suo posto nel centro-destra è innaturale perché la politica di progetto è visione del cambiamento che è per sua natura politica di sinistra. Ma la sinistra di oggi non lo ama perché preferisce la politica fluida che dà spazio e forza alla irrazionalità movimentista. È l’antiberlusconismo che finisce per essere berlusconismo.<br />
Tremonti sa che la politica del rigore ha salvato i risparmiatori ed il sistema bancario, e sa, anche, che la politica del rigore non agevola una rapida crescita.<br />
Tremonti sa che una politica di rigore e di crescita richiede un progetto di riforma contro gli sprechi e l’evasione fiscale che sono saldamente difesi dalle corporazioni, guidate da potenti apparati burocratici.<br />
Questi poteri dopo la fine dei partiti sono diventati i bracci operativi del notabilato politico per controllare il consenso.<br />
Ecco il nuovo cancro che minaccia il corpo malato del sistema -paese: il potere dispotico dei boiardi degli apparati tecnoburocratici che ricevono forza dalla assenza di politica forte.<br />
Io non so se Tremonti ha la voglia e la forza per mettere le carte in tavola: il passaggio dalla fluidità della politica alla solidità di uno scontro politico e sociale di sistema richiede una soluzione di sistema.<br />
Queste soluzioni hanno bisogno di un alto garante istituzionale e di un largo consenso di forze anche nell’attuale Parlamento.<br />
Alla rivolta degli elettori deve seguire una reazione dei parlamentari.<br />
Può nascere in Parlamento il movimento art. 67 : «Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato»!<br />
Nessuno lo sa. Sappiamo, però, che la crisi 90/92 nacque in Parlamento ed è in Parlamento che dovrà ricomporsi se vogliamo che la politica forte non cada nelle mani delle voraci corporazioni. Nessuna esclusa. È durato a lungo il sonno del Parlamento, oltre c’è il default istituzionale.</h4>
<h4>Le transizioni abortite riproducono altre transizioni.<br />
La lunga transizione (20 anni) ha messo in luce la sua vera debolezza: negare il conflitto dei poteri, ignorare lo spessore materiale della dialettica sociale e restringere il proprio orizzonte con una chiusura provinciale per non vedere la caotica unificazione globale.<br />
Si ritenne sufficiente eliminare i più fastidiosi ed inorganici pezzi del ceto politico ed esaltare il potere salvifico e liberatorio di una ipocrita evocazione del primato della morale su la politica.<br />
Un’ abile manipolazione delle leggi elettorali completò il quadro: la rappresentanza non fu lo specchio del paese reale perché trasformò le minoranze in maggioranza e travolse le regole di garanzia che la Costituzione aveva fissato.<br />
Fu così che la democrazia organizzata perse solidità e forza e si ridusse ad un gioco alternativo tra due campi fluidi.<br />
Erano fluidi perché simili nell’affermare l’interclassismo sociale ed il rifiuto della storia.<br />
u segue dalla prima pagina<br />
Inoltre la mistica del superamento delle ideologie lasciò alla competizione nei due campi il confronto amministrativo tra un fare “pulito” ed un fare “interessato”.<br />
Cosa ci dice il voto amministrativo al di là della sconfitta personale di Berlusconi: ci dice che la politica torna ad essere solida perché la condizione liquida non può governare una società attraversata da mille paure.<br />
Quale è la difficoltà che impedisce ai due campi di passare rapidamente dallo stato fluido alla densità della politica? La risposta è semplice: le due forze motrici sono sorelle gemelle nate imperfette da un parto difficile e senza assistenza clinica.<br />
Milano e Napoli sono due risposte diverse allo stesso problema: potrà lo spontaneismo riformista o il movimentismo magrebino trasformarsi in democrazia organizzata per l’alternativa che metta a confronto visioni diverse della riorganizzazione della società e che possa reggere alle competizioni internazionale in atto per scrivere le nuove regole disciplinari dei conflitti globali?<br />
Se la politica solidificandosi perde la condizione di liquido mette in evidenza i corpi estranei e la diversità dei materiali. Il caso Tremonti è emblematico.<br />
Tremonti viene da studi ben basati: il diritto gli aveva dato le coordinate, l’apertura libertaria lo aveva guidato nelle scelte politiche, una sana esperienza di potere lo aveva indotto ad affinare una cultura di governo fuori dagli schemi tradizionali.<br />
Nella democrazia organizzata del ‘900 il binomio comando ed obbedienza aveva le radici nel dominio delle ideologie.<br />
Nella democrazia disarticolata della politica fluida il comando e l’obbedienza hanno perso il carattere nobile dell’adesione ad una visione per assumere l’aspetto volgare della fedeltà ad un capo.<br />
Tremonti ha ritenuto che nel campo fluido del centro-destra si potesse operare meglio e si è ritagliato uno spazio con abilità ed intelligenza: ha assunto il comando con la forza di un valore individuale e ha scelto di obbedire non alla gerarchia ma ad un progetto di rigore per evitare la fuoriuscita dall’Europa.<br />
Tremonti capisce cosa avviene nel mondo dopo l’11 settembre del 2001 e sprovincializza la gestione domestica del “fare”.<br />
Questa scelta provoca il rispetto nel centro-destra e l’incomprensione del centro-sinistra. Il paradosso di Tremonti è tutto qui: nella politica fluida è a suo agio nel centro-destra perché è superiore al suo capoufficio, ma, nella politica forte il suo posto nel centro-destra è innaturale perché la politica di progetto è visione del cambiamento che è per sua natura politica di sinistra. Ma la sinistra di oggi non lo ama perché preferisce la politica fluida che dà spazio e forza alla irrazionalità movimentista. È l’antiberlusconismo che finisce per essere berlusconismo.<br />
Tremonti sa che la politica del rigore ha salvato i risparmiatori ed il sistema bancario, e sa, anche, che la politica del rigore non agevola una rapida crescita.<br />
Tremonti sa che una politica di rigore e di crescita richiede un progetto di riforma contro gli sprechi e l’evasione fiscale che sono saldamente difesi dalle corporazioni, guidate da potenti apparati burocratici.<br />
Questi poteri dopo la fine dei partiti sono diventati i bracci operativi del notabilato politico per controllare il consenso.<br />
Ecco il nuovo cancro che minaccia il corpo malato del sistema -paese: il potere dispotico dei boiardi degli apparati tecnoburocratici che ricevono forza dalla assenza di politica forte.<br />
Io non so se Tremonti ha la voglia e la forza per mettere le carte in tavola: il passaggio dalla fluidità della politica alla solidità di uno scontro politico e sociale di sistema richiede una soluzione di sistema.<br />
Queste soluzioni hanno bisogno di un alto garante istituzionale e di un largo consenso di forze anche nell’attuale Parlamento.<br />
Alla rivolta degli elettori deve seguire una reazione dei parlamentari.<br />
Può nascere in Parlamento il movimento art. 67 : «Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato»!<br />
Nessuno lo sa. Sappiamo, però, che la crisi 90/92 nacque in Parlamento ed è in Parlamento che dovrà ricomporsi se vogliamo che la politica forte non cada nelle mani delle voraci corporazioni. Nessuna esclusa. È durato a lungo il sonno del Parlamento, oltre c’è il default istituzionale.</h4>
<h4>Le transizioni abortite riproducono altre transizioni.<br />
La lunga transizione (20 anni) ha messo in luce la sua vera debolezza: negare il conflitto dei poteri, ignorare lo spessore materiale della dialettica sociale e restringere il proprio orizzonte con una chiusura provinciale per non vedere la caotica unificazione globale.<br />
Si ritenne sufficiente eliminare i più fastidiosi ed inorganici pezzi del ceto politico ed esaltare il potere salvifico e liberatorio di una ipocrita evocazione del primato della morale su la politica.<br />
Un’ abile manipolazione delle leggi elettorali completò il quadro: la rappresentanza non fu lo specchio del paese reale perché trasformò le minoranze in maggioranza e travolse le regole di garanzia che la Costituzione aveva fissato.<br />
Fu così che la democrazia organizzata perse solidità e forza e si ridusse ad un gioco alternativo tra due campi fluidi.<br />
Erano fluidi perché simili nell’affermare l’interclassismo sociale ed il rifiuto della storia.<br />
u segue dalla prima pagina<br />
Inoltre la mistica del superamento delle ideologie lasciò alla competizione nei due campi il confronto amministrativo tra un fare “pulito” ed un fare “interessato”.<br />
Cosa ci dice il voto amministrativo al di là della sconfitta personale di Berlusconi: ci dice che la politica torna ad essere solida perché la condizione liquida non può governare una società attraversata da mille paure.<br />
Quale è la difficoltà che impedisce ai due campi di passare rapidamente dallo stato fluido alla densità della politica? La risposta è semplice: le due forze motrici sono sorelle gemelle nate imperfette da un parto difficile e senza assistenza clinica.<br />
Milano e Napoli sono due risposte diverse allo stesso problema: potrà lo spontaneismo riformista o il movimentismo magrebino trasformarsi in democrazia organizzata per l’alternativa che metta a confronto visioni diverse della riorganizzazione della società e che possa reggere alle competizioni internazionale in atto per scrivere le nuove regole disciplinari dei conflitti globali?<br />
Se la politica solidificandosi perde la condizione di liquido mette in evidenza i corpi estranei e la diversità dei materiali. Il caso Tremonti è emblematico.<br />
Tremonti viene da studi ben basati: il diritto gli aveva dato le coordinate, l’apertura libertaria lo aveva guidato nelle scelte politiche, una sana esperienza di potere lo aveva indotto ad affinare una cultura di governo fuori dagli schemi tradizionali.<br />
Nella democrazia organizzata del ‘900 il binomio comando ed obbedienza aveva le radici nel dominio delle ideologie.<br />
Nella democrazia disarticolata della politica fluida il comando e l’obbedienza hanno perso il carattere nobile dell’adesione ad una visione per assumere l’aspetto volgare della fedeltà ad un capo.<br />
Tremonti ha ritenuto che nel campo fluido del centro-destra si potesse operare meglio e si è ritagliato uno spazio con abilità ed intelligenza: ha assunto il comando con la forza di un valore individuale e ha scelto di obbedire non alla gerarchia ma ad un progetto di rigore per evitare la fuoriuscita dall’Europa.<br />
Tremonti capisce cosa avviene nel mondo dopo l’11 settembre del 2001 e sprovincializza la gestione domestica del “fare”.<br />
Questa scelta provoca il rispetto nel centro-destra e l’incomprensione del centro-sinistra. Il paradosso di Tremonti è tutto qui: nella politica fluida è a suo agio nel centro-destra perché è superiore al suo capoufficio, ma, nella politica forte il suo posto nel centro-destra è innaturale perché la politica di progetto è visione del cambiamento che è per sua natura politica di sinistra. Ma la sinistra di oggi non lo ama perché preferisce la politica fluida che dà spazio e forza alla irrazionalità movimentista. È l’antiberlusconismo che finisce per essere berlusconismo.<br />
Tremonti sa che la politica del rigore ha salvato i risparmiatori ed il sistema bancario, e sa, anche, che la politica del rigore non agevola una rapida crescita.<br />
Tremonti sa che una politica di rigore e di crescita richiede un progetto di riforma contro gli sprechi e l’evasione fiscale che sono saldamente difesi dalle corporazioni, guidate da potenti apparati burocratici.<br />
Questi poteri dopo la fine dei partiti sono diventati i bracci operativi del notabilato politico per controllare il consenso.<br />
Ecco il nuovo cancro che minaccia il corpo malato del sistema -paese: il potere dispotico dei boiardi degli apparati tecnoburocratici che ricevono forza dalla assenza di politica forte.<br />
Io non so se Tremonti ha la voglia e la forza per mettere le carte in tavola: il passaggio dalla fluidità della politica alla solidità di uno scontro politico e sociale di sistema richiede una soluzione di sistema.<br />
Queste soluzioni hanno bisogno di un alto garante istituzionale e di un largo consenso di forze anche nell’attuale Parlamento.<br />
Alla rivolta degli elettori deve seguire una reazione dei parlamentari.<br />
Può nascere in Parlamento il movimento art. 67 : «Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato»!<br />
Nessuno lo sa. Sappiamo, però, che la crisi 90/92 nacque in Parlamento ed è in Parlamento che dovrà ricomporsi se vogliamo che la politica forte non cada nelle mani delle voraci corporazioni. Nessuna esclusa. È durato a lungo il sonno del Parlamento, oltre c’è il default istituzionale.</h4>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://socialist.clandestinoweb.com/2011/06/07/rino-formica-tremonti-per-il-risveglio-istituzionale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>6</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>LA CRISI SCONFIGGE I SOCIALISTI PORTOGHESI</title>
		<link>http://socialist.clandestinoweb.com/2011/06/06/la-crisi-sconfigge-i-socialisti-portoghesi/</link>
		<comments>http://socialist.clandestinoweb.com/2011/06/06/la-crisi-sconfigge-i-socialisti-portoghesi/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 13:40:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://socialist.clandestinoweb.com/?p=2405</guid>
		<description><![CDATA[ Le elezioni politiche di ieri in Portogallo hanno provocato l&#8217;uscita di scena di un altro grande protagonista del socialismo dell&#8217;ultimo decennio, Josè Socrates, capo del governo portoghese dal 2005. Accade a due settimane dalla debacle subita alle amministrative spagnole del 22 maggio dal Psoe di Josè Luis Zapatero.
Il Ps è stato nettamente battuto nelle urne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Le elezioni politiche di ieri in Portogallo hanno provocato l&#8217;uscita di scena di un altro grande protagonista del socialismo dell&#8217;ultimo decennio, Josè Socrates, capo del governo portoghese dal 2005. Accade a due settimane dalla debacle subita alle <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=150184&amp;sez=HOME_NELMONDO" target="_blank">amministrative spagnole del 22 maggio</a> dal Psoe di Josè Luis Zapatero.</p>
<p><strong>Il Ps è stato nettamente battuto nelle urne dal Psd, (il partito socialdemocratico)</strong> del leader dell&#8217;opposizione di centrodestra Pedro Passos Coelho che sarà il nuovo primo ministro. Il Psd ha ottenuto il 38,6% che, sommato all&#8217;11,7% dei suoi alleati del Cds-Pp (il Centro democratico sociale con il Partito popolare), significa la maggioranza assoluta dei seggi, 129 su 230. I socialisti si fermano al 28,1% e a 73 poltrone. Nel conteggio mancano i 4 deputati eletti dai portoghesi all&#8217;estero, che saranno ripartiti il 15 giugno dopo lo scrutinio del voto per corrispondenza.<br />
<strong><br />
Socrates si è assunto la responsabilità della disfatta </strong>e ha annunciato le dimissioni da leader del partito. Il premier uscente lascerà ogni incarico pubblico nel partito per «non condizionare le scelte della nuova direzione», che sarà eletta da un congresso straordinario.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://socialist.clandestinoweb.com/2011/06/06/la-crisi-sconfigge-i-socialisti-portoghesi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

