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	<title>Socialist - Il socialista clandestino di Bobo Craxi &#187; Politica</title>
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		<title>LA SFIDA DELLA NUOVA TUNISIA</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 18:45:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bobo Craxi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Da &#8220;IL RIFORMISTA&#8221;
Ha vinto come era largamente prevedibile il partito degli islamici H&#8217;nada , ma ha vinto soprattutto un popolo , quello tunisino che ha dato una prova democratica straordinaria, un segnale di maturità per molti , ma non per tutti inatteso.
La verità e&#8217; che il piccolo paese magrebino si e&#8217; risvegliato da un torpore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><a href="http://socialist.clandestinoweb.com/wp-content/uploads/tunisi.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-2491" title="tunisi" src="http://socialist.clandestinoweb.com/wp-content/uploads/tunisi-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Da &#8220;IL RIFORMISTA&#8221;</em></strong></p>
<p>Ha vinto come era largamente prevedibile il partito degli islamici H&#8217;nada , ma ha vinto soprattutto un popolo , quello tunisino che ha dato una prova democratica straordinaria, un segnale di maturità per molti , ma non per tutti inatteso.</p>
<p>La verità e&#8217; che il piccolo paese magrebino si e&#8217; risvegliato da un torpore politico, da una passiva accettazione della democrazia guidata durante gli anni di regime , ma non e&#8217; mai apparso neanche all&#8217;epoca di Bourguiba e Ben Ali un paese privo di risorse aggiuntive insite nella loro cultura antica e nella straordinaria laboriosità che continuano a fare della Tunisia  uno dei più dinamici del Mondo arabo e che l&#8217; avvenire non farà che confermare.</p>
<p>Ci si interroga naturalmente sulla scelta fatta dalla Maggioranza relativa della popolazione verso il  Movimento H&#8217;nada la cui forza risiede nella conservazione dei dettami religiosi, la verità e&#8217; che , al di la&#8217; delle divisioni tecniche e politiche del fronte laico che gli si opponeva ( ma neanche troppo), la scelta Tunisina e&#8217; stata nel segno di un rinnovamento nella continuità, nella rassicurazione e nella certezza che l&#8217;impianto compassionevole del welfare garantito dai partiti unici che hanno guidato la nazione per diversi lustri non sarebbe stato intaccato, che l&#8217;unita identitaria della nazione avrebbe saputo interpretare in forme innovative il rinascimento islamico  incarnato  dall&#8217;affine popolo turco. I nuovi capi hanno &#8221; facce serene&#8221; e rassicuranti, il loro linguaggio e&#8217; sempre stato attento a vellicare gli istinti anti totalitari e non oscurantisti , fondando la ragione della rinascita tunisina attraverso le radici profonde di un IslAm che si fa stato senza prevaricare sulle conquiste sociali ed economiche .</p>
<p>Il voto agli islamici tunisini sta nella sintonia degli orientamenti politici del mondo globalizzato, e&#8217; un voto intriso di populismo e demagogia, e &#8216; la conferma della debolezza delle ideologie d&#8217;importazione come quella socialdemocratica o post comunista democraticista peraltro interpretate in qualche caso da una vecchia opposizione di sua maestà. Molti si sentono scippati del significato della Rivoluzione dei gelsomini interpretando il voto come un arretramento dei presupposti e dei fini del cambiamento Tunisino, vero si e&#8217; che lo sbocco di ogni Rivoluzione senza ceto rivoluzionario e&#8217; sempre agli antipodi dei suoi primordi. Una rivoluzione nata a sinistra non poteva non finire per ingrossare il populismo e la destra religiosa che erroneamente e&#8217; sempre stata giudicata estranea od assente dalla rivoluzione , un osservazione quest&#8217;ultima completamente errata perché i veri ed ostinati oppositori interni ed esterni alle autocrazie del Nord Africa e&#8217; sempre stato il movimento islamico politico ed economico che mal digerivano il non assoggettarsi dei rais del Magreb , sono state le Televisioni satellitari, la gioventù colta e moderna urbana islamizzata a piegare il Regime,</p>
<p>settori ampi della sicurezza interna in collegamento  con forze della reazione occidentali  stanche  di sostenere questi Regimi logorati e corrotti. Questa doppia  tenaglia ha accelerato la  fine ma certamente non ne ha previsto gli esiti e gli sbocchi futuri. Io credo non si debba avere &#8220;paura dei pericoli&#8221;, nasce sulla sponda mediterranea una &#8220;Democrazia Islamica&#8221;, vivendo in un paese dove si invoca la rinascita di una &#8221; Democrazia Cristiana&#8221; non possiamo non rilevarne le curiose analogie e trarne le ovvie conseguenze. Ai tunisini il compito di riscrivere i principi ed valori della nuova Carta Costituente, tenere insieme conquiste laiche e principi religiosi non sara&#8217; semplice ma il Compromesso politico e sociale e il solo modo per mantenere in vita popoli e Comunità, ed al popolo tunisino non manca lo spirito nazionale perché ciò possa essere fatto. Saranno piuttosto le ricette economiche ed il rilancio dello sviluppo e della crescita il vero banco di prova della giovane democrazia Tunisina, e il terreno della sfida sposteranno inevitabilmente verso l&#8217;est islamico e l&#8217;oriente cinese questi nostri vicini di casa, salvo rendersi conto che l&#8217;esaltazione delle Primavere del mediterraneo non sia da parte nostra soltanto un esercizio retorico , ma un programma di rilancio e di sviluppo comune. Per questo che la vicenda tunisina e magrebina ci riguarda. Eccome.</p>
<p>Ha vinto come era largamente prevedibile il partito degli islamici H&#8217;nada , ma ha vinto soprattutto un popolo , quello tunisino che ha dato una prova democratica straordinaria, un segnale di maturità per molti , ma non per tutti inatteso.</p>
<p>La verità e&#8217; che il piccolo paese magrebino si e&#8217; risvegliato da un torpore politico, da una passiva accettazione della democrazia guidata durante gli anni di regime , ma non e&#8217; mai apparso neanche all&#8217;epoca di Bourguiba e Ben Ali un paese privo di risorse aggiuntive insite nella loro cultura antica e nella straordinaria laboriosità che continuano a fare della Tunisia  uno dei più dinamici del Mondo arabo e che l&#8217; avvenire non farà che confermare.</p>
<p>Ci si interroga naturalmente sulla scelta fatta dalla Maggioranza relativa della popolazione verso il  Movimento H&#8217;nada la cui forza risiede nella conservazione dei dettami religiosi, la verità e&#8217; che , al di la&#8217; delle divisioni tecniche e politiche del fronte laico che gli si opponeva ( ma neanche troppo), la scelta Tunisina e&#8217; stata nel segno di un rinnovamento nella continuità, nella rassicurazione e nella certezza che l&#8217;impianto compassionevole del welfare garantito dai partiti unici che hanno guidato la nazione per diversi lustri non sarebbe stato intaccato, che l&#8217;unita identitaria della nazione avrebbe saputo interpretare in forme innovative il rinascimento islamico  incarnato  dall&#8217;affine popolo turco. I nuovi capi hanno &#8221; facce serene&#8221; e rassicuranti, il loro linguaggio e&#8217; sempre stato attento a vellicare gli istinti anti totalitari e non oscurantisti , fondando la ragione della rinascita tunisina attraverso le radici profonde di un IslAm che si fa stato senza prevaricare sulle conquiste sociali ed economiche .</p>
<p>Il voto agli islamici tunisini sta nella sintonia degli orientamenti politici del mondo globalizzato, e&#8217; un voto intriso di populismo e demagogia, e &#8216; la conferma della debolezza delle ideologie d&#8217;importazione come quella socialdemocratica o post comunista democraticista peraltro interpretate in qualche caso da una vecchia opposizione di sua maestà. Molti si sentono scippati del significato della Rivoluzione dei gelsomini interpretando il voto come un arretramento dei presupposti e dei fini del cambiamento Tunisino, vero si e&#8217; che lo sbocco di ogni Rivoluzione senza ceto rivoluzionario e&#8217; sempre agli antipodi dei suoi primordi. Una rivoluzione nata a sinistra non poteva non finire per ingrossare il populismo e la destra religiosa che erroneamente e&#8217; sempre stata giudicata estranea od assente dalla rivoluzione , un osservazione quest&#8217;ultima completamente errata perché i veri ed ostinati oppositori interni ed esterni alle autocrazie del Nord Africa e&#8217; sempre stato il movimento islamico politico ed economico che mal digerivano il non assoggettarsi dei rais del Magreb , sono state le Televisioni satellitari, la gioventù colta e moderna urbana islamizzata a piegare il Regime,</p>
<p>settori ampi della sicurezza interna in collegamento  con forze della reazione occidentali  stanche  di sostenere questi Regimi logorati e corrotti. Questa doppia  tenaglia ha accelerato la  fine ma certamente non ne ha previsto gli esiti e gli sbocchi futuri. Io credo non si debba avere &#8220;paura dei pericoli&#8221;, nasce sulla sponda mediterranea una &#8220;Democrazia Islamica&#8221;, vivendo in un paese dove si invoca la rinascita di una &#8221; Democrazia Cristiana&#8221; non possiamo non rilevarne le curiose analogie e trarne le ovvie conseguenze. Ai tunisini il compito di riscrivere i principi ed valori della nuova Carta Costituente, tenere insieme conquiste laiche e principi religiosi non sara&#8217; semplice ma il Compromesso politico e sociale e il solo modo per mantenere in vita popoli e Comunità, ed al popolo tunisino non manca lo spirito nazionale perché ciò possa essere fatto. Saranno piuttosto le ricette economiche ed il rilancio dello sviluppo e della crescita il vero banco di prova della giovane democrazia Tunisina, e il terreno della sfida sposteranno inevitabilmente verso l&#8217;est islamico e l&#8217;oriente cinese questi nostri vicini di casa, salvo rendersi conto che l&#8217;esaltazione delle Primavere del mediterraneo non sia da parte nostra soltanto un esercizio retorico , ma un programma di rilancio e di sviluppo comune. Per questo che la vicenda tunisina e magrebina ci riguarda. Eccome.</p>
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		<title>L&#8217;OCCHIO DI BUE..</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 14:49:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Mauro del Bue comincia la sua collaborazione settimanale con &#8220;SOCIALIST&#8221;
Faccio una premessa doverosa. Considero il movimento dei giovani una risposta giusta ad una società costruita all’incontrario, dove sono gli anziani a dover mantenere i più giovani e non viceversa. E penso che alla crisi finanziaria mondiale occorra dare anche una risposta politica e non solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><a href="http://socialist.clandestinoweb.com/wp-content/uploads/OCCHIO-DI-BUE.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-2488" title="OCCHIO DI BUE" src="http://socialist.clandestinoweb.com/wp-content/uploads/OCCHIO-DI-BUE-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Mauro del Bue comincia la sua collaborazione settimanale con &#8220;SOCIALIST&#8221;</em></strong></p>
<p>Faccio una premessa doverosa. Considero il movimento dei giovani una risposta giusta ad una società costruita all’incontrario, dove sono gli anziani a dover mantenere i più giovani e non viceversa. E penso che alla crisi finanziaria mondiale occorra dare anche una risposta politica e non solo monetaria, direi anche culturale sul modello di società e di sistema economico verso il quale ci dobbiamo orientare. Peraltro, rispetto al primo problema, vedo limiti ed errori non solo a destra, ma anche a sinistra. Clamoroso quello del governo Prodi e del sindacato sull’eliminazione dello scalone previdenziale, che costò allo Stato 10 miliardi di euro che potevano invece essere utilizzati per gli amortizzatori sociali per i giovani. Però resto di stucco di fronte, non solo agli atti di violenza perpetrati dal corteo di sabato a Roma, dagli incendi, dalle aggressioni fisiche, della devastazione dei negozi, dall’assalto ai ministeri e alle banche, ma resto di stucco anche rispetto all’aggressione  di un uomo come Marco Pannella, che potrà anche avere sbagliato tattica parlamentare per i suoi sei deputati, ma che resta certo un esempio di pratica non violenta e di pensiero liberalsocialista. A Pannella  e ai socialisti, in primis Loris Fortuna, sono storicamente legate le più belle lotte per l’affermazione dei diritti civili in Italia e in questo momento a lui e ai radicali si deve la sensibilizzazione sulla drammatica e insopportabile situazione delle carceri italiane. Ebbene, Marco Pannella è stato aggredito a suon di offese e di sputi in faccia. Qualcuno gli ha perfino voluto ricordare, come una colpa, la sua amicizia con Craxi. Costoro, e sono persone generalmente adulte più che giovani arrabbiati, assiepati dietro simboli con falce e martello, non si accorgono che finiscono per dare motivi a chi, pur sentendosi intimamente di sinistra e di cultura liberalsocialista, continua a votare a destra. Magari a questi personaggi così carichi di odio non interessa. Anzi costoro sono più che mai contenti che i socialisti e i radicali si allontanino dalla sinistra. Io spero che si allontanino loro, perchè è ben difficile che il settarismo sia un buon viatico per convincere gli italiani che il governo di domani, per parafrasare il vecchio venditore di almanacchi leopardiano, sia meglio di quello di ieri…</p>
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		<title>IL CARO ESTINTore</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 16:02:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Biagio Marzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Non avevamo alcun dubbio: all’interno dei Black Bloc c’è un’area dialogante con dirigenti della sinistra massimalista. Non è una novità, anche all’interno delle Brigate rosse vi erano due posizioni: i movimentisti ( le colombe) e i militaristi( i falchi), che presero il sopravvento e decisero di uccidere Moro.
Quella sinistra, per intenderci, &#8211; chiamata in causa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://socialist.clandestinoweb.com/wp-content/uploads/VENDOLA1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2485" title="VENDOLA" src="http://socialist.clandestinoweb.com/wp-content/uploads/VENDOLA1.jpg" alt="" width="250" height="162" /></a>Non avevamo alcun dubbio: all’interno dei Black Bloc c’è un’area dialogante con dirigenti della sinistra massimalista. Non è una novità, anche all’interno delle Brigate rosse vi erano due posizioni: i movimentisti ( le colombe) e i militaristi( i falchi), che presero il sopravvento e decisero di uccidere Moro.</p>
<p>Quella sinistra, per intenderci, &#8211; chiamata in causa dal Corsera &#8211; ha come referente Sel di Vendola, che avrebbe stretto un patto con l’ala dialogante degli incappucciati in nero, per portare in Parlamento alcuni di loro.</p>
<p>Sel non può vivere nella doppiezza: stare al fianco dell’ala più estremista e violenta della sinistra e, nello stesso tempo, governare regioni, provincie e comuni e, per di più, proporre il proprio leader alle primarie, per candidarlo alla premiership delle prossime politiche.</p>
<p>Al dunque, i Black Bloc non erano isolati dal resto degli Indignados, ma dentro questi c’era chi teneva loro bordone.</p>
<p>Che poi sono quelli che hanno in modo spudorato insultato e sputato Marco Pannella. Una scena indimenticabile, (come quella vista all’Hotel Raphael, quando la gente della medesime pasta degli “Indignados” gettava monetine e ululava contro Craxi), che non fa onore agli “italiani brava gente”.</p>
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		<title>A VOLTE RITORNANO.. DI PIETRO: LO SBIRRO</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 14:15:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Biagio Marzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Siamo al colmo dei colmi, Di Pietro dopo aver invocato la piazza per mesi e partecipato alla manifestazione degli Indignados di sabato scorso, ora, per salvarsi l&#8217;anima e la faccia, vorrebbe che il Parlamento approvasse la legge Reale bis: &#8220;arresti e fermi obbligatori e riti direttissimi con pene esemplari&#8221;, perché bisogna rispondere con provvedimenti di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://socialist.clandestinoweb.com/wp-content/uploads/Di_Pietro__il_duce_di_piazza_farnese3.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2482" title="Di_Pietro__il_duce_di_piazza_farnese" src="http://socialist.clandestinoweb.com/wp-content/uploads/Di_Pietro__il_duce_di_piazza_farnese3-300x220.jpg" alt="" width="300" height="220" /></a>Siamo al colmo dei colmi, Di Pietro dopo aver invocato la piazza per mesi e partecipato alla manifestazione degli Indignados di sabato scorso, ora, per salvarsi l&#8217;anima e la faccia, vorrebbe che il Parlamento approvasse la legge Reale bis: &#8220;arresti e fermi obbligatori e riti direttissimi con pene esemplari&#8221;, perché bisogna rispondere con provvedimenti di questo tipo quando si sta in uno &#8220;Stato d&#8217;emergenza&#8221;. A segue a ruota, i Ministro degli Interni, Roberto Maroni,che solo ex post manifestazione si sta facendo vivo per recuperare il salvabile.</p>
<p>La nostra posizione non è per nulla giustificazionista e perdonista nei confronti dei violenti e dei vandali incappucciati, anzi, ma non vorremmo che la nuova legge Reale, &#8211; come la chiama Di Pietro &#8211; fosse estesa per colpire degli innocenti e fosse il pretesto per creare una sorta di stato di polizia</p>
<p>Non è prima volta che si approvano leggi per perseguitare i delinquenti e poi ci vanno di mezzo i cittadini innocenti. Per esempio, nel periodo di Tangentopoli i Pm presero al volo le leggi contro la mafia per usare, nei confronti degli indagati, la custodia cautelare, che oramai è provvedimento diffusissimo.</p>
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		<title>ROMA IN FIAMME MA..</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Oct 2011 12:29:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Fatto sta che il primato della politica non c&#8217;è più e la finanza ha preso il suo posto. Condivido che la violenza bisogna condannarla, perché non ha mai risolto i problemi, ma bisogna andare oltre: il sommovimento mondiale dei popoli non è nato per caso, per questo bisogna condannare anche le banche di tutti i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://socialist.clandestinoweb.com/wp-content/uploads/fiamme_26_672-458_resize1.jpg"></a><a href="http://socialist.clandestinoweb.com/wp-content/uploads/fiamme_26_672-458_resize.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2477" title="fiamme_26_672-458_resize" src="http://socialist.clandestinoweb.com/wp-content/uploads/fiamme_26_672-458_resize-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Fatto sta che il primato della politica non c&#8217;è più e la finanza ha preso il suo posto. Condivido che la violenza bisogna condannarla, perché non ha mai risolto i problemi, ma bisogna andare oltre: il sommovimento mondiale dei popoli non è nato per caso, per questo bisogna condannare anche le banche di tutti i tipi che ci hanno portato a questa realtà. Ma per fare questo deve tornare al centro la politica che deve imporre nuove regole e un Dew deal di rilancio economico e industriale,  non permettendo che gli errori dei gruppi economico &#8211; finanziari devono pagarli i cittadini in carne e ossa.</p>
<p>Il mercato lasciato in mano ai banchieri, può produrre di tutto e di più, in peggio, per questo occorre il primato della politica, per limitare guasti e danni. </p>
<p>Per i fatti di Roma di sabato, il Ministro degli Interni, Maroni, come è successo con il G8 di Genova e i fatti di Roma sulla riforma della scuola dei mesi scorsi si è trovato impreparato. Non ha studiato, in base alle lezioni del passato, una politica di prevennzione. Ha lasciato tutto nelle mani delle forze dell&#8217;ordine che hanno fatto solo il loro dovere, intervenendo per non far sì che i disordini non si allarghissino come una macchia d&#8217;olio. Invece di starsene a Varese doveva stare a Roma. Ciò, non è una inezia, ma è senso dello Stato.</p>
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		<title>LETTERA ALL&#8217;AVANTI DI BIAGIO MARZO</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 16:32:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Biagio Marzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Caro compagno Correr,
                                  solo oggi ho potuto leggere il tuo articolo:”La gloriosa storia dell’Avanti! e la verità dimenticata”, pubblicato il 17 settembre us, e mi ha meravigliato che un giornalista attento come te, fa una ricostruzione  falsata della storia del quotidiano di Via del Corso, diretto da Valter Lavitola fino alle sue disavventure giudiziarie, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro compagno Correr,</p>
<p>                                  solo oggi ho potuto leggere il tuo articolo:”La gloriosa storia dell’Avanti! e la verità dimenticata”, pubblicato il 17 settembre us, e mi ha meravigliato che un giornalista attento come te, fa una ricostruzione  falsata della storia del quotidiano di Via del Corso, diretto da Valter Lavitola fino alle sue disavventure giudiziarie, in cui mi tiri in ballo assieme ad alcuni ex compagni che militano ora nel centrodestra. </p>
<p>Quando si fanno le ricostruzioni “storiche” o si fanno con le carte in regola  oppure è meglio evitare di scriverle, perché puoi andare incontro a degli inconvenienti spiacevoli che creano solo e soltanto confusione e, nello stesso tempo, si mettono in circolazione nomi che è meglio non citarli, per carità di partito.</p>
<p>Sulla storia dell’Avanti!, dopo le dimissioni di Bettino Craxi da segretario nazionale, è meglio stendere un velo pietoso e non parlarne nel tentativo di commuovere il lettore come se fosse una storia deamicisiana, perché si scoprirebbero tanti altarini dietro i quali si sono consumati fatti e misfatti.</p>
<p>Dico questo, perché dopo la morte di Vincenzo Balsamo, dirigendo la Sezione nazionale di Organizzazione, mi fu affidato, mio malgrado, anche l’incarico di seguire le vicende amministrative del Partito, tra cui quella dell’Avanti! Ma di ciò è meglio tacere, perché molti dovrebbero arrossire per la vergogna, come altri dovrebbero farsi mea culpa sulle vicende legate alla proprietà immobiliare del Psi.  Oltretutto, parlare oggi del compagno liquidatore  Zoppo non è giusto, è meglio lasciarlo riposare in pace, lì dove è sepolto. Ma questa è un’altra storia.</p>
<p>Tornando all’Avanti! ex post Psi, dal primo giorno che il giornale fu pubblicato, fino al suo passaggio nelle mani del centrodestra, ho scritto tutti i santi giorni, con il sole e con la neve, senza mai ricevere un centesimo.</p>
<p>Per quanto mi riguarda, fu Bettino da Hammamet che mi pregò di collaborare e continuai a farlo fino alla sua morte.  Poiché non “sostenni” alcun “golpe” interno organizzato dall’allora Casa delle Libertà  e non condividendo le scelte politiche e l’entrata in scena di alcuni ex socialisti con i quali non avevo molta affinità umana e politica, lasciai baracca e burattini e insalutato ospite andai via con un grande rimpianto, perché  come socialisti avevamo perso l’ennesima occasione, per dire la nostra.</p>
<p>                                               Fraternamente, Biagio Marzo</p>
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		<title>AVENTINO 89 ANNI DOPO, MA NON E&#8217;LA STESSA COSA</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 15:30:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Biagio Marzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Talvolta, la storia si ripete, in peggio.
Il fantasma dell’Aventino è ricomparso, dopo ottantasette anni, nella vita politica italiana. Non sappiamo quale mente inventiva abbia scelto questo tipo di politica, oramai considerata morta e sepolta.
Aver fatto ricomparire il fantasma, è stato un atto deprecabile che non rafforza la democrazia e lascia isolato il capo dello Stato, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://socialist.clandestinoweb.com/wp-content/uploads/aventiniani1.bmp"><img class="alignleft size-full wp-image-2469" title="aventiniani" src="http://socialist.clandestinoweb.com/wp-content/uploads/aventiniani1.bmp" alt="" /></a>Talvolta, la storia si ripete, in peggio.</p>
<p>Il fantasma dell’Aventino è ricomparso, dopo ottantasette anni, nella vita politica italiana. Non sappiamo quale mente inventiva abbia scelto questo tipo di politica, oramai considerata morta e sepolta.</p>
<p>Aver fatto ricomparire il fantasma, è stato un atto deprecabile che non rafforza la democrazia e lascia isolato il capo dello Stato, in un momento in cui le istituzioni avrebbero dovuto coralmente ricompattarsi di fronte a una grave crisi di governo dai contorni non definiti, visto che si colloca, tra l’altro, in un quadro di crisi economica &#8211; finanziaria mondiale. Sotto questo aspetto, il sistema Italia non gode per nulla di buona salute per cui rischia di imitare la Grecia, per la forte esposizione al debito sovrano. Per questa ragione, il Paese, per non peggiorare la situazione, è sottoposto a una cura da cavallo, per mantenere il pareggio di bilancio.       </p>
<p>Le opposizioni parlamentari hanno scelto di salire sull’Aventino, come fecero le omologhe antifasciste, nel giugno del 1924, che uscirono da Montecitorio, abbandonando i lavori parlamentari, dopo il rapimento di Giacomo Matteotti, per denunziare i crimini delle milizie fasciste. Un dèjà vu, insomma.</p>
<p>Gli aventiniani  chiesero, inutilmente, che le milizie fossero sciolte e fosse ripristinata l’autorità della legge. Né furono sciolte le milizie, anzi, né l’autorità della legge fu ripristinata, ragion per cui, l’atto di dissenso degli aventiniani non ha lasciato, storicamente, un buon ricordo. A ben pensarci, fu una sorta di prima resa delle forze democratiche al fascismo, perché svuotarono quel che restava di democrazia parlamentare. Per di più, non coinvolsero le masse popolari, che avrebbero potuto contrastare, già allora, l’ascesa al potere di Benito Mussolini.    </p>
<p>Non era proprio il caso che, in piena crisi di governo, con le istituzioni che solo grazie al Presidente della repubblica restano in piedi, le opposizioni vestissero i panni di aventiniani post litteram.</p>
<p>Ad onor del vero, solamente i Radicali di Pannella, pur facendo parte dell’opposizione, sono stati presenti, alla Camera, al momento dell’intervento del presidente Berlusconi, volendo così rispettare, unicamente, la carica che lui ricopre.</p>
<p>Se la maggioranza di governo ha dimostrato, in questi anni, poco cultura delle istituzioni, le opposizioni che, peraltro, hanno sempre menato vanto di essere i garanti della Costituzione e delle istituzioni democratiche e, quindi, della democrazia parlamentare, hanno sbagliato doppiamente nello scegliere, come atto politico di dissenso, di salire sullo storico Colle romano. A ben vedere, anche in questo, come in tanti altri atteggiamenti politici, la maggioranza e l’opposizione sono speculari.</p>
<p>Agli occhi della gente, con questa fuga dal Parlamento, &#8211; il cuore della democrazia -, le opposizioni non hanno fatto una bella figura, perché, loro malgrado, si sono messe sulla medesima stregua della maggioranza.</p>
<p>Con la bocciatura della legge sul Rendiconto generale dello Stato, su cui si fonda l’impianto della stabilità economica e finanziaria del Paese, la maggioranza ha scelto di seguire, dopo “l’incidente di percorso”, un percorso inedito, forzando le regole,presentando un nuovo provvedimento, per salvare il salvabile.</p>
<p>Tuttavia, al governo non basta,- secondo il Quirinale -, la fiducia, deve sottoporsi alle sette fatiche d’Ercole, nel senso che deve operare in modo coeso, per affrontare gli urgenti problemi del Paese.</p>
<p>Nemmeno leggendo nella sfera di cristallo sapremmo se la Legislatura durerà fino al 2013, oppure si andrà a votare anticipatamente nel 2012, ma di una cosa siamo certi: le opposizioni aventiniane non sono di una pasta diversa da quella dell’attuale maggioranza.</p>
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		<title>LIBERI E MISTIFICATORI</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Sep 2011 10:51:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Biagio Marzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Noi socialisti siamo oramai abituati a tutto, ma per ogni cosa c&#8217;è un limite, nella fattispecie insopportabile e, peraltro calunniosa. Leggendo il pezzo di Gianluca Veneziani su Libero ( domenica 11 settembre), abbiamo la netta sensazione che l&#8217;autore è preso da un antisocialismo fegatoso e fagatale, che lo porta a fare pipì fuori dal vasino.
 Veneziani, falsificando e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Noi socialisti siamo oramai abituati a tutto, ma per ogni cosa c&#8217;è un limite, nella fattispecie insopportabile e, peraltro calunniosa. Leggendo il pezzo di Gianluca Veneziani su Libero ( domenica 11 settembre), abbiamo la netta sensazione che l&#8217;autore è preso da un antisocialismo fegatoso e fagatale, che lo porta a fare pipì fuori dal vasino.</p>
<p> Veneziani, falsificando e banalizzando la storia dell&#8217;Avanti, accomuna Valter Lavitola ad alcuni direttori del quotidiano socialista che, per un verso e per l&#8217;altro, sono stati costretti per l&#8217;idea rivoluzionaria ( Mussolini socialista), per il fascismo, (Treves, Nenni ) e per il giustizialismo catto comunista e fascista (Craxi) a lasciare l&#8217;Italia di cui hanno fatto la storia e, per di più, rendendola un Paese democratico, libero, civile e sviluppato. Escluso Mussolini, per intenderci. </p>
<p>Dopo aver fatto una ricostruzione della storia de l&#8217;Avanti!,&#8221;il pennivendolo&#8221; di Libero tira le sue personali conclusioni che l&#8217;Avanti! è un giornale di latitanti. L&#8217;ultimo della serie sarebbe Valter Lavitola.  </p>
<p> I socialisti nei confronti del quotidiano Libero dovrebbero comportarsi come gli uomini del Risorgimento lombardo che per boicottare l&#8217;occupazione austriaca, non compravano più i sigari di Stato, pur avendoli stretti tra i denti.</p>
<p>Per Libero, non vale un gesto simile, ma basterebbe non comprarlo e non leggerlo nemmeno se fosse sul banchetto del vostro barbiere.</p>
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		<title>UN EURO PER L&#8217;AVANTI! e un invito&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Sep 2011 10:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Biagio Marzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
Il nome del quotidiano l&#8217;Avanti! l&#8217;ho sempre declinato, per  una specie di riflesso condizionato, con il quadro del &#8220;Quarto stato&#8221; di Pelizza de Volpedo&#8221;: la marcia della masse contadine ed operai verso il sol dell&#8217;avvenire, ora, quando sento parlare de L&#8217;Avanti!, per notizie tristemente giudiziarie, penso in quali mani è capitato
A Stella, il 25 settembre pv, i compagni del &#8220;Garofano giallo&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p>Il nome del quotidiano l&#8217;Avanti! l&#8217;ho sempre declinato, per  una specie di riflesso condizionato, con il quadro del &#8220;Quarto stato&#8221; di Pelizza de Volpedo&#8221;: la marcia della masse contadine ed operai verso il sol dell&#8217;avvenire, ora, quando sento parlare de L&#8217;Avanti!, per notizie tristemente giudiziarie, penso in quali mani è capitato</p>
<p>A Stella, il 25 settembre pv, i compagni del &#8220;Garofano giallo&#8221; hanno convocato una manifestazione di base per tentare di gettare le fondamenta per costruire un vero soggetto socialista. In questa occasione i compagni potrebbero lanciare la campagna per l&#8217;acquisto del quotidiano socialista: &#8220;Un euro per salvare L&#8217;Avanti&#8221;.</p>
<p>L&#8217;invito è rivolto anche alle tante organizzazioni della diaspora. Chi ha a cuore le sorti del socialismo e del suo giornale: Avanti compagni! Ora o mai più.</p>
<p>                     Biagio Marzo</p>
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		<title>RIFLESSIONI DI INIZIO MESE</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Sep 2011 08:27:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Da Tangentopoli al mazzettificio rosso, dal rito ambrosiano al direttorio finanziario democratico,il Pci &#8211; Pds &#8211; Ds fu sempre nella greppia del finanziamento illegale dei partiti. Non venne fuori il sistema di corruzione ai tempi di Mani pulite, perché i Pm furono strabici: guardarono solo da una parte, in particolare verso il Psi. Avendo avuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da Tangentopoli al mazzettificio rosso, dal rito ambrosiano al direttorio finanziario democratico,il Pci &#8211; Pds &#8211; Ds fu sempre nella greppia del finanziamento illegale dei partiti. Non venne fuori il sistema di corruzione ai tempi di Mani pulite, perché i Pm furono strabici: guardarono solo da una parte, in particolare verso il Psi. Avendo avuto forti coperture fu salvato e premiato a spese di chi ebbe il coraggio, in Parlamento, di denunziare il fatto che tutti i partiti, chi in un modo chi nell&#8217;altro, usufruirono del finanziamento illecito</p>
<p>Walter Veltroni dovrebbe studiare la storia della sinistra storica italiana così eviterebbe delle magre figure, in particolar modo quando disserta sul riformismo. Duole dirlo, ma mette assieme le mele e le pere, (nella sua lunga lettera pubblicata su la Repubblica di venerdì scorso), per confezionare il riformismo alla matriciana.</p>
<p>Menziona il Partito d&#8217;azione, e nulla quaestio, cita De Gasperi, Di Vittorio, Berlinguer, Napolitano, Occhetto, (e con qualche nostro forte maldipancia diaciamo che vanno bene pure questi leader, sebbene alcuni di questi abbiano deriso il socialismo riformista per il sol fatto che il Welfare forniva le dentiere gratis ai cittadini che ne avevano bisogno) ,ma benedetto Iddio, caro Walter, vuoi mettere nei tuoi discorsi e scritti quelli che sono i veri padri putativi del riformismo italiano: Pietro Nenni, Giuseppe Saragat, Riccardo Lombardi, Francesco De Martino, Sandro Pertini, Fernado Santi e Bettino Craxi. Per non parlate dei contributi di pensiero del fratelli Rosselli, Calogero, Colorni,Mondolfo, Bobbio&#8230;</p>
<p>Fatto sta che Veltroni  non si smentisce e come tutti quelli della tradizione comunista hanno verso il socialismo italiano una sorta di damnatio memoriae che è dura a morire;come se ci fosse dentro di loro un riflesso condizionato, dimenticano il riformismo, per essere dei massimalisti, quelli che storicamente sono stati.</p>
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