ALLA GUIDA DELLA CGIL

CAMUSSO IL CORAGGIO DELLA VERITA’

Nella cosiddetta Seconda repubblica, alla guida della Cgil, si sono succeduti due segretari generali di origine socialista, con tessera Psi, Guglielmo Epifani e Susanna Camusso.

Il segretario uscente ha iniziato a fare politica sulla nave scuola della Federazione giovanile socialista, dopodiché passò da Via del Corso a Corso Italia, conservando forti legami con il partito, la neo segretaria non ha fatto esperienze di partito, essendosi tuffata direttamente nel lavoro sindacale. Continua a leggere »

 

I DOLORI DEL GIOVANE PIERFERDI

Tra i due litiganti, il terzo gode. I litiganti sono Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, ma il terzo, di là come recita il detto popolare, non gode, bensì soffre. E’ Pier Ferdinando Casini che si trova in queste condizioni, avendo il partito in subbuglio. Colpa di Berlusconi che sta dando la caccia ai parlamentari che possano sostenere la maggioranza, senza l’apporto del gruppo finiano, evitando la crisi di governo e le eventuali elezioni anticipate.

I parlamentari siciliani dell’Udc sono la spina al fianco di Casini che contestano la linea politica ondivaga di Casini, compreso il terzo polo e la denominazione: Partito della nazione, che dovrebbe sostituire l’acronimo Udc.  

Precisiamo che non fanno parte di quella nave appoggio: “Responsabilità nazionale”,  al comando di Francesco Nucara, che dovrebbe rafforzare la maggioranza indebolita dalla scissione del gruppo di Futuro e libertà. Sebbene quest’ultimo giuri e spergiuri che sarà leale nei confronti della maggioranza di governo.

Finora l’equipaggio non ha un volto e un nome e lo stesso l’ammiraglio ha ammesso che non ha imbarcato alcun marinaio. C’è di più. Alcuni parlamentari interpellati se fossero stati imbarcati,  hanno negato decisamente di far parte dell’equipaggio e, per di più, di non conoscere Nucara. Così come Nucara ha escluso di aver reclutato parlamentari.

I personaggi in questione si comportano come i balenieri di Herman Melville, che non parlano più, avendo già detto tutto, a chi di dovere, cioè a Silvio Berlusconi.

L’operazione è un mistero nel vero senso della parola e tiene il mondo politico e l’opinione pubblica con il fiato sospeso. Anche perché, una crisi di governo metterebbe in ginocchio il sistema economico non in buona salute. Cosicché, le elezioni anticipate avrebbero un’accelerazione, con gli italiani dichiaratamente contrari.  Di questo è consapevole Berlusconi e sa quanto è rischioso, in un momento in cui il Pdl e il governo non hanno il vento in poppa.    

Fino al 28 settembre, giorno in cui il Presidente del consiglio farà il suo intervento a Montecitorio, la sorte del governo è nelle mani di Dio, non essendoci alcuna certezza su quanti parlamentari di Responsabilità nazionale e di altri gruppi, non facenti parte  della colazione,  potrà contare la maggioranza.    

Del resto, i parlamentari, i cui nomi che sono circolati come disponibili a votare a favore della maggioranza, e che sono stati chiamati in mille modi dalla stampa avversa alla destra, non vogliono votare a scatola vuota, ma dopo aver ascoltato l’intervento, incentrato sui noti 5 punti programmatici. Questo è quanto.

Nell’Udc, intanto, il dibattito apertosi sul governo Berlusconi ha prodotto un dissenso che lascerà tracce indelebili, in un momento in cui Casini stava assumendo un ruolo inedito: corteggiato dal Pd di Bersani e inseguito da Berlusconi e inviato da questi a tornare nel schieramento di cui è stato uno dei padri fondatori.  Casini a una condizione può cambiare la sua politica dei due forni: se il Pd o il Pdl gli offrissero su un piatto d’argento la candidatura alla premiership alle prossime elezioni politiche. Con questi chiari di luna né Bersani né Berlusconi possono prometterla. Ragion per cui, il pendolo Casini oscilla di continuo tra i due poli e questo modo di fare trova contraria la componente moderata , innanzitutto quella siciliana, che vede la sinistra come se fosse il diavolo. Non ha tutti i torti e Calogero Mannino ha spiegato le ragioni, ricordando la “storia della Dc assassinata”, per mano della sinistra giustizialista.

Casini non naviga per nulla in acque tranquille,avendo l’opposizione di questa componente pro destra che conta più della metà dei voti che prende l’Udc su scala nazionale. Comunque sia, non accetta un eventuale passaggio dell’Udc sul versante di sinistra, anche se in cambio il suo leader fosse incoronato candidato alla presidenza del consiglio.

A ben vedere, accetta di più la linea dell’autonomia, fuori dai due poli come nelle scorse politiche, anziché stare con gli aguzzini dello scudocrociato.

Al contrario di Casini, i cui sintomi sono visibili, non soffrono della  sindrome di Stoccolma.

INDIGNAZIONE COLLETTIVA PER I FATTI ROMANI

LA DICHIARAZIONE DEL SEGRETARIO DEI SOCIALISTI ABRUZZESI

E’ assolutamente vergognoso che il Governo, a Roma, abbia fatto accogliere i manifestanti Aquilani dalla polizia in assetto antisommossa e abbia fatto caricare i manifestanti.
Si tratta di persone per bene e disperate che, appena un anno fa, hanno vissuto una tragedia immane, dalla quale ancora rimarginano le loro ferite, che sono andate a Roma per manifestare, con civiltà, la loro disperazione per le enormi mancanze del Governo nel porre in essere i meccanismi della ricostruzione.
Era ed è evidente che il primo intervento fornito dal Governo, nella immediatezza dell’evento e nella realizzazione della case parcheggio, non è stato sufficiente a risolvere i problemi di TUTTI gli Aquilani, ma soprattutto a non risolvere TUTTI i problemi dell’Aquila.
Questo atteggiamento vergognoso del Premier e del Governo nel respingere i manifestanti con violenza, invece di scendere tra loro per dare solidarietà, dà il senso che tutto quello fatto all’Aquila, e di cui Berlusconi si è per molto tempo pavoneggiato, è stato forse più per assolvere a propaganda di regime che reale volontà di solidarietà.
Sulmona 7 luglio 2010

 

Bobo Craxi (Psi): “Non è come nel ’92 – ’94, ma le conseguenze saranno peggiori”

Bobo Craxi (Psi): “Non è come nel ’92 – ’94, ma le conseguenze saranno peggiori”
Bobo Craxi (Psi): “Non è come nel ’92 – ’94, ma le conseguenze saranno peggiori”

“L’inchiesta sul G8 non sarà simile alla crisi di sistema del ’92 – ’94, ma le conseguenze politiche saranno, in ogni caso, peggiori”.
E’ quanto afferma Bobo Craxi, esponente del Partito socialista italiano, in merito alle polemiche di questi giorni sulla lista di indagati eccellenti coinvolti nell’inchiesta sugli appalti per il vertice del G8 alla Maddalena.
“E’ ormai diffusa la sensazione”, aggiunge Craxi, “che i protagonisti della Seconda Repubblica, i quali hanno costruito le proprie fortune politiche sulla distruzione dei Partiti della Prima, abbiano perseguito esclusivamente tornaconti di carattere personale, con eccessiva disinvoltura ed un senso dell’impunità generalizzato”.

 

VARATA LA GIUNTA REGIONALE TOSCANA. AI SOCIALISTI UN ASSESSORE

 La sanita’, l’assessorato che da solo vale il 75% del bilancio regionale, alla ‘tecnica’ Daniela Scaramuccia; le infrastrutture e la mobilita’ a Luca Ceccobao (Pd); Annarita Bramerini (Pd) confermata all’ambiente e energia, e Stella Targetti alla vicepresidenza, con delega a scuola, universita’ e ricerca. Sono alcuni dei rappresentanti della ’squadra’ di governo della Toscana annunciati oggi dal neo governatore Enrico Rossi (Pd), che questo pomeriggio ha presentato i suoi assessori nel corso della prima seduta del Consiglio regionale. La nomina formale, con il decreto del presidente, sara’ fatta lunedi’ prossimo dopo che il Consiglio tornera’ a riunirsi per votare il programma di governo. lla docente universitaria Anna Marson, in quota Idv, gia’ assessore della

Provincia di Venezia alla fine degli anni Novanta, va l’urbanistica e la pianificazione del territorio.

Sempre in quota Idv Cristina Scaletti ottiene la cultura e il turismo. Gianfranco Simoncini (Pd), gia’ assessore al lavoro e formazione nella giunta Martini, viene riconfermato da Rossi e mantiene la stessa delega spuntando anche le attivita’ produttive. Confermato anche Gianni Salvadori (Pd) che dalle politiche sociali passa all’agricoltura.

L’ex presidente del Consiglio regionale Riccardo Nencini (Psi) ottiene il bilancio e i rapporti istituzionali, mentre a Salvatore Allocca (Federazione della Sinistra – Verdi)