BRUTTO CLIMA.

Brutto clima. E non si tratta solo di terremoti terrestri e finanziari, l’idea di poter affrontare una crisi di ordine epocale con le formulette e le alchimie della politica o della finanza dà la misura dell’insensibilità della classe dirigente italiana che pare al di sotto delle necessità.

L’offensiva nei confronti della Politica certo appare un singolare deja vu con la crisi della Prima Repubblica, ma costruire delle analogie senza considerare i gravi guasti operati dalla breve Seconda repubblica significa tentare di rifugiarsi nel bunker senza osservare che da allora oggi le cose non sono solo cambiate ma sono di gran lunga peggiorate, quelle nel nostro paese e tuttò ciò che si muove lontano e vicino a noi, basti pensare alle incognite prodotte dalle Rivoluzioni arabe e dal conflitto irrisolto in Libia.

Se si alimenta la sfiducia e si utilizza il metodo “Murdoch” per violentare e distorcere l’opinione pubblica il rischio è quello di ritrovarci direttamente a Weimar.

Poche sono le personalità politiche che hanno mantenuto testa sulle spalle e barra a dritta.  Spicca quella del Capo dello Stato a cui non fa difetto né saggezza né antica cultura politica. Si tratta di sostenerne l’azione non in virtù e generico appoggio all’istituzione, ma nella convinta ragione di chi pensa che Egli rappresenti un punto di riferimento. Anche per il futuro.

LA STORIA SI RIPETE

PRIVATIZZAZIONI ANCORA, PERCHE??

Il fantasma del panfilo del Britannia sta ritornando a solcare i cavalloni dell’economia italiana, come nel 1992. Allora, 2 giugno 1992,il panfilo della regina d’Inghilterra era in rada nel porto di Civitavecchia e salirono a bordo personaggi della politica, della finanza e manager pubblici italiani, invitati da una strana organizzazione interessata alla promozione di “servizi immateriali”, la British Invisible. Continua a leggere »

GOVERNISSIMO : ARIECCOLO

SPECULAZIONI FINANZIARIE, SPECULAZIONI POLITICHE

Il passato che non passa, è il caso di dire. In special mondo, nella vita politica italiana, nonostante il cambio di regime, l’establishment gerontocratico, l’intreccio tra politica  e affari, l’andazzo trasformistico e il revival delle medesime formule politiche sono una costante.

Nella fattispecie, la formula politica del governissimo sopratutto sembra sempiterna. Camaleonticamente parlando,  prende le sembianze di governo di emergenza, di salute pubblica,di larghe intese, di unità nazionale, di grande coalizione e via dicendo, ma è sempre quella colazione, ossia il governissimo, che imbarca tutti i partiti, nessuno escluso, a cui il Pd è molto legato, quando un esponente di questo partito non è inquilino di Palazzo Chigi. Continua a leggere »

FRA DELUSIONE E ASPETTATIVE

LA MANOVRA CHE ACCONTENTA (QUASI) TUTTI

Chi si aspettava il catafascio del governo, è rimasto deluso.In special modo, Pier Ferdinando Casini credeva che la maggioranza sarebbe andata verso il patatrac e, di conseguenza, si sarebbe costituito un nuovo governo chiamato di emergenza, guidato da Tremonti. Una operazioni simil governo Dini di cui Bersani non era per nulla d’accordo, mentre D’Alema senz’altro l’avrebbe accettata, perché si sarebbero aperti degli spazi per lui sull’orizzonte quirinalizio. Continua a leggere »

 

LO PSICHIATRA A VIA XX SETTEMBRE

LO PSICHIATRA A VIA XX SETTEMBRE

Nella maggioranza duro attacco a Tremonti: lo firma, con una lunga dichiarazione all’Ansa, Guido Crosetto, ex responsabile economico di Forza Italia, ora sottosegretario alla Difesa.  “Le bozze della manovra di Giulio Tremonti andrebbero analizzate da uno psichiatra” e dimostrano che il ministro dell’Economia vuole solo “trovare il modo di far saltare banco e governo”. Crosetto si dice “stufo” di “sentire pontificare una persona che predica benissimo e razzola malissimo” visto che “l’unico ministero che non ha subito tagli alla spesa corrente, ma anzi l’ha aumentata, è il suo!”. Continua a leggere »