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	<title>Socialist - Il socialista clandestino di Bobo Craxi &#187; Barack Obama</title>
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		<title>Quel ponte tra Obama e il socialismo europeo</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 09:43:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Orlando Sacchelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Mazzei]]></category>
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		<description><![CDATA[Tentarono di stroncare le velleità di Obama dandogli del “socialist”. Lo staff di McCain ce la mise tutta per demolire le speranze del candidato democratico senza però riuscirvi. Era enorme la voglia degli americani di voltare pagina. E in modo sin troppo evidente il vecchio senatore repubblicano rappresentava la continuità rispetto a Bush.

Con Obama vinse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tentarono di <strong>stroncare le velleità di Obama dandogli del “socialist”</strong>. Lo staff di McCain ce la mise tutta per demolire le speranze del candidato democratico senza però riuscirvi. Era enorme la voglia degli americani di voltare pagina. E in modo sin troppo evidente il vecchio senatore repubblicano rappresentava la continuità rispetto a Bush.</p>
<p><span id="more-97"></span></p>
<p>Con Obama vinse la speranza, quella voglia di cambiamento che l&#8217;uomo delle Hawaii aveva saputo accendere nell&#8217;animo dei cittadini. Sin dalle primarie era stato il suo slogan: &#8220;Yes we can&#8221;. Gli americani gli hanno creduto e, a dire il vero, <strong>lui ha saputo conquistare la fiducia di tantissime persone anche al di fuori degli Usa</strong>. Sembrerà retorica ma con Obama ha vinto davvero il &#8220;sogno americano&#8221;. Basta leggersi la sua biografia per comprendere quanti passi in avanti abbia saputo fare la democrazia a stelle e a strisce dal punto di vista multirazziale e multiculturale. Per questo l&#8217;ingresso del primo afroamericano alla Casa Bianca rappresenta la speranza che si fa realtà. Come nei film, quelli che noi europei chiameremmo &#8211; un po&#8217; da snob &#8211; americanate. Invece è tutto vero.</p>
<p>Dopo il sogno fattosi realtà <strong>per Obama è arrivato il momento della verità</strong>. L&#8217;agenda politica del presidente era &#8211; ed è -  ricca: dal ritorno al multilateralismo in politica estera, alla riduzione delle tasse per chi guadagna meno di 250mila dollari con conseguente aumento per chi è più benestante, dalla riforma della sanità (il grande sogno democratico di garantire a tutti l&#8217;assistenza di base) fino al rilancio di un&#8217;economia sempre più in crisi. Ridare sicurezza e fiducia a risparmiatori e puntellare uno dei settori economici più in crisi, quello dell&#8217;auto. E&#8217; partito da questi due capisaldi l&#8217;azione politica di Obama. Con un occhio sempre rivolto al cambiamento. Non a caso l&#8217;aiuto ai colossi auto è stato concesso in cambio della loro adesione alla linea “verde” voluta da Washington, con l&#8217;obiettivo della riduzione dell&#8217;inquinamento. Per qualcuno sarà anche retorica ma abituare gli americani a rinunciare a Suv e Hammer, o ad altri mezzi a quattro ruote a benzina da tremila cc e passa di cilindrata, è stata una rivoluzione copernicana.</p>
<p>Contrariamente a quanto sostenuto dai repubblicani <strong>Obama non si è mai sognato di mettere in discussione l&#8217;iniziativa privata in economia</strong>. Per lui, come per i socialisti in Europa, lo Stato ha il diritto-dovere di intervenire per “governare” lo sviluppo della società cercando di porre rimedio ai limiti del capitalismo. Non si tratta di sostituirsi ad esso ma di <strong>restituire il primato che spetta alla politica</strong>, secondo una concezione nomocratica che contempla una pluralità di fini, in antitesi a quella teleocratico-finalistica che pone invece, all&#8217;uomo – o allo Stato – un solo ed unico fine da raggiungere, sia esso il profitto o la giustizia sociale. E&#8217; stato, il sogno di Obama, una riedizione riveduta e corretta del “socialismo liberale”. In America si potrebbe definire “liberal”, termine che non coincide esattamente con “socialist” ma, di certo, contempla un ruolo dello Stato più forte rispetto alla concezione della destra liberista. Tra l&#8217;altro l&#8217;ortodossia non interventista repubblicana è stata più volte rinnegata dallo stesso George W. Bush, coi salvataggi di Stato messi in atto per fronteggiare l&#8217;ultima gravissima crisi finanziaria. E l&#8217;aumento dell&#8217;imposizione fiscale, nonostante le promesse elettorali e le continue campagne del Gop a difesa dello “Stato minimo”.</p>
<p>L&#8217;America cambia, l&#8217;America volta pagina. Non si tratta solo di un sogno che diventà realtà. Non si tratta solo del riscatto epocale di una minoranza. <strong>Obama ha portato a votare moltissimi giovani &#8211; bianchi e neri &#8211; avvicinando una generazione che si sentiva distante, sfiduciata, tenuta in disparte</strong>. Questo forse sarà il compito più difficile per Obama: evitare di far affievolire, com&#8217;è nella natura delle cose, la speranza che molti giovani hanno riposto in lui. <strong>E da noi in Italia? Quante differenze tra la politica nostrana e quella a stelle e strisce</strong>. Ma, al contempo, quante analogie  in quella voglia di cambiamento.</p>
<p>Nel discorso d&#8217;insediamento di Obama c&#8217;era anche un pezzo della nostra cultura. In un passaggio il presidente ha citato, indirettamente, l&#8217;illuminista toscano Filippo Mazzei: &#8220;&#8230; il tempo è venuto di riaffermare il nostro spirito durevole; di scegliere la nostra storia migliore; di riportare a nuovo quel prezioso regalo, quella nobile idea, passata di generazione in generazione: la promessa mandata del cielo che tutti sono uguali, tutti sono liberi, e tutti meritano una possibilità per conseguire pienamente la loro felicità&#8221;. <strong>La ricerca della felicità (&#8220;the pursuit of happiness&#8221;) è uno dei principi cardine della carta costituzionale americana</strong>, alla base dell&#8217;american dream. Fu proprio Filippo Mazzei, grande amico di Thomas Jefferson, a suggerire di accostare questo diritto all&#8217;uguaglianza e alla libertà. Ed è proprio da qui, dalla ricerca della felicità figlia dell&#8217;illuminismo italiano, che si può trovare il punto ideale d&#8217;incontro tra la rinascita del socialismo italiano &#8211; ed europeo – e la nuova frontiera della sinistra americana. Una sfida che guarda al futuro ma ha radici solide nel passato.</p>
<p>Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/51035583134@N01/2236022136">Tonx</a></p>
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		<title>Perché Socialist</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 09:10:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bobo Craxi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
		<category><![CDATA[Bobo Craxi]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[socialdemocrazia]]></category>
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		<category><![CDATA[socialisti]]></category>

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		<description><![CDATA[La testata “Socialist” che appare oggi per la prima volta sul  Web risponde ad un’esigenza politica, ad un bisogno crescente di pluralismo nella circolazione delle idee e alla concreta necessità di non disperdere il valore fondamentale che è rappresentato dalla cultura socialista del nostro paese disperso nei rivoli della lotta politica e cacciato nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La testata “Socialist” che appare oggi per la prima volta sul  Web risponde ad un’esigenza politica, ad un bisogno crescente di pluralismo nella circolazione delle idee e alla concreta necessità di non disperdere il valore fondamentale che è rappresentato dalla cultura socialista del nostro paese disperso nei rivoli della lotta politica e cacciato nel dimenticatoio della storia come fosse un oggetto vecchio, antico e desueto da cancellare o da archiviare.</p>
<p><span id="more-10"></span></p>
<p>La pagina di commenti ed informazioni che ho  promosso  assieme alla responsabile direzione di Biagio Marzo ha l’obiettivo di sviluppare analisi politiche quotidiane, di riflessione sui temi e problemi della nostra società e del mondo che ci circonda sapendo raccogliere nell’insieme dell’area che si definisce sul piano politico e cultura socialista, riformista, democratica gli spunti le idee e le riflessioni più idonee per alimentare una nuova stagione di dibattito politico e sociale che investe innanzitutto la parte più politica ed ideologica  del paese che resta la Sinistra e che appare sempre di più in affanno circondata da uno straordinario attivismo ed efficace capacità di iniziativa culturale e politica da una nuova destra moderata e conservatrice nella forma ma che appare interpretare meglio il dinamismo economico e politico della società europea ed offrire risposte più adatte ad affrontare le insicurezze e le paure che pervadono il vecchio continente.</p>
<p>Non si è spenta l’eco della straordinaria vittoria politica di Barack Obama e dell’enorme significato simbolico che ha accompagnato la sua vittoria alla Casa Bianca, ma quella eco politica non risponde soltanto ad una generica domanda di cambiamento, essa è stata in realtà una grande e comprovata riaffermazione di valori politici, culturali e morali che risiedono nell’antica storia della più affascinante vicenda politica del xx secolo che risponde alla tradizione della Socialdemocrazia mondiale.</p>
<p>Essa è in crisi in Europa è vero, è scomparsa in italia, ma vive e rivive attraverso le vicende e le storie di altri protagonisti politici ai quali necessariamente intendiamo ispirarci e rapportarci al fine di riguadagnare anche nel nostro paese il posto di onore che spetta alla grande tradizione Socialista.</p>
<p>Faremo rivivere i nostri grandi protagonisti, che “continueranno a parlare” attraverso di noi. Non abbiamo smarrito, né intendiamo smarrire la nostra identità, non ci piacciono i trasformismi ed i genericismi della politica per questa ragione, senza alcuna esitazione abbiamo scelto il modo più semplici per definirci e per orientare il lettore della nostra attuale pagina telematica e presto la nostra pagina di carta quotidiana.</p>
<p>Ogni giorno ci si può svegliare la mattina e sapere cosa pensa “Socialist”,  è qualcosa di nuovo ed è un di più che intendiamo offrire alla nostra politica, alla nostra informazione, alla nostra democrazia.</p>
<p>Questo intendiamo essere, non resta che augurarvi buona lettura ed attendere anche da voi contributi e suggerimenti, Socialist è un luogo aperto a tutti, il socialista non può che continuare ad essere questo.</p>
<p>Foto di <a href="www.flickr.com/photos/39112316@N00/481952125">destempsanciens</a></p>
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