DISCUSSIONI ANCORA APERTE

DUE LEADER A CONFRONTO

DUE LEADER A CONFRONTO

DUE LEADER A CONFRONTO : CRAXI E BERLINGUER

 

Declini e ascese di leader politici. I casi Berlinguer e Craxi sono messi al confronto dai loro diretti eredi. Va da sé il pensiero dei socialisti su Craxi, su Berlinguer è cambiato il giudizio dei suoi “nipotini”. Cambiandolo sul leader di Botteghe oscure, in negativo, automaticamente, è cambiato sul segretario di Via del Corso, in positivo

Succede sempre così, in Italia, ti riconoscono meriti e ti rendono l’onore delle armi, post mortem. Il caso Craxi è un classico.

Se Bettino Craxi fosse un titolo azionario in Piazza Affari sarebbe in rialzo. Grazie agli ex comunisti il titolo è rivalutato, mentre il titolo di Enrico Berlinguer è in ribasso. Con il senno del poi, si sono riempite le fosse. Grave sarebbe che non fosse fatto così mutevole il pensiero dell’uomo.  Continua a leggere »

CORSIVO DELLA DOMENICA

Bersani: de gustibus non disputandum est

Bersani: de gustibus non disputandum est

                     Bersani chi? Quello che passa come un grande economista, e che pensa di sbrogliare i nodi della crisi con proverbi emiliani. Un tipo che discetta di mercato, finanza e industria, come Chance il Giardiniere.

Da Ministro dello sviluppo coprì gli italiani con la lenzuolata delle liberalizzazione. Molto fumo e niente arrosto, a ben vedere, solo arrosto per la Lega delle cooperative e per la Confindustria. Non a caso, il presidente dei notai disse che Bersani ha messo a punto le sue “liberalizzazioni” contro i poveri negli uffici di Luca Cordero di Montezemolo, allora numero uno della Confindustria. A conforto di questa affermazione, possiamo dire che buona parte del decreto è stato scritto anche in Via Guattani, laddove c’è la Lega Coop.  

Bersani è il monumento vivente di quanto sia l’esatto contrario che i media abitualmente presentano. E, comunque, verrà ricordato come il Ministro che ha difeso i monopoli. Senz’altro quelli dei servizi pubblici.  Monopoli che non sono altro che delle municipalizzate, insomma, le piccole Iri, residuato di socialismo reale.        

Fino a ieri abbiamo considerato Bersani come una sorta di Principe Carlo d’Inghilterra, sempre secondo che aspettava la sua ora, per salire sul treno che lo portasse fuori dal cono d’ombra in cui lo l’hanno costretto a stare D’Alema, Veltroni e Fassino.

Adesso l’ha spuntata per entrare nel giro politico che conta e dopo tanto batti e ribatti è il candidato alla segreteria del Pd. Sembrerebbe un tappa buchi per il Pd che assomiglia a un formaggio gruviera.

Non è che Franceschini sia un’aquila, ma proviene da un partito, la Dc, che ha praticato la democrazia, il liberalismo e il mercato, al contrario del Pci in cui nasce Bersani. Fino a Berlinguer, in verità fino alla svolta della Bolognina, il Pci era legato all’Urss, oggi Russia, e prendeva i dollari dal Pcus e dal Kgb.

Bersani è figlio del suo tempo: Berlinguer e il compromesso storico e tutto quello che ha comportato, caso Moro incluso, è fa bene a non tradire nulla: dal Pci al Pd, passando dal Pds e Ds.

Naturalmente sta dalla parte di Berlinguer, per il quale si commuove, e non dalla parte di Craxi che ha combattuto il comunismo e le casa madre sovietica.  

De gustibus, ognuno ha sui gusti.

                                        

PER LA SERIE : "MEGLIO TARDI CHE MAI"

VELTRONI AMMETTE CON RITARDO : “PIU’ INNOVATIVO CRAXI DI BERLINGUER”

VELTRONI AMMETTE CON RITARDO : “PIU’ INNOVATIVO CRAXI DI BERLINGUER”

Negli anni a cavallo tra i ‘70 e gli ‘80 Bettino Craxi interpretò il cambiamento della società “meglio di qualunque altro uomo politico”, compreso Enrico Berlinguer che andando davanti ai cancelli di Mirafiori “si immolò” dimostrando di non avere colto appieno ciò che stava accadendo. Walter Veltroni parla alla presentazione di un  libro  ‘Una voce, poco fa’, lavoro dedicato alla politica e alla comunicazione del Psi tra il 1976 e il 1994… Continua a leggere »