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	<title>Socialist - Il socialista clandestino di Bobo Craxi &#187; CRAXI</title>
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		<title>LE BRACHE ALLA STORIA&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 15:51:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Biagio Marzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giovedì scorso,  Annozero mise in onda la Berlusconi story, soffermandosi, in particolare, sul processo All Iberian, il giorno dopo, venerdì,  parlò il mafioso Gaspare Spatuzza nel corso del dibattimento del processo Dell’Utri.
Dunque, i due casi giudiziari sono stati legati, artatamente, tra loro dal filo rosso che fa capo a Silvio Berlusconi, Bettino Craxi e Claudio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giovedì scorso,  Annozero mise in onda la Berlusconi story, soffermandosi, in particolare, sul processo All Iberian, il giorno dopo, venerdì,  parlò il mafioso Gaspare Spatuzza nel corso del dibattimento del processo Dell’Utri.</p>
<p>Dunque, i due casi giudiziari sono stati legati, artatamente, tra loro dal filo rosso che fa capo a Silvio Berlusconi, Bettino Craxi e Claudio Martelli.</p>
<p>Il premier e l’ex premier sono tirati in ballo per il processo All Iberian, il premier e l’ex Ministro di Grazia e giustizia sono, invece, ricordati da Spatuzza per via della del collegamento tra il concepimento di Forza Italia e la stagione delle stragi e  il presunto appoggio elettorale mafioso dato all’ex Ministro socialista, nella  campagna politica del 1987.  Visto che i socialisti erano stati per nulla di parola, “crasti”, sulle questioni giudiziarie a favore dei mafiosi, decisero, parecchi anni dopo, per l’esattezza quando il Psi era già morto e sepolto,  di puntare sul “compaesano” – Dell’Utri- e “su quello di Canale 5”-Berlusconi-. <span id="more-1575"></span></p>
<p>La cosa che stupisce è che ci sia stata la contemporaneità, giovedì e venerdì, tra la trasmissione di Michele Santoro e l’udienza del mafioso. Questo dimostra che Annozero funziona come cassa di risonanza giudiziaria, anche per la presenza del fior fiore del giornalismo giudiziario, megafono delle procure .</p>
<p>Un combinato disposto di politica &amp; affari  e di mafia, &#8211; quello organizzato da Annozero -, che poggia, &#8211; questo almeno ci è apparso di capire- sul teorema secondo cui c’è un continuismo tra il craxismo e il berlusconismo.  Altrimenti nel “C’era una volta…”di Annozero, la storia di Berlusconi non si sarebbe intrecciata con quella di Bettino Craxi.</p>
<p>Seconda la vulgata, dagli anni Ottanta al 2009, attraversando gli anni Novanta del Novecento, il binomio Craxi e Berlusconi è inscindibile, essendo i due antropologicamente simili. Di conseguenza, quando il leader socialista uscì di scena, passò il testimone a Silvio Berlusconi, che ha continuato a fare la politica  del leader socialista. Non rendendosi conto che  Bettino era per la politica con il primato della politica, lungi dal populismo massmediatico e dalla deriva plebiscitaria.  </p>
<p>Una tesi non nuova, sposata anche da alcune èlite radical chic, che è stata rinverdita da Santoro in Annozero e da Spatuzza nell’udienza di Torino, sul conto di Martelli. Con faciloneria affermano questo, non conoscendo i reali rapporti tra Bettino Craxi e Silvio Berlusconi e dei socialisti con la mafia.</p>
<p>Per dirne una,  Berlusconi, in occasione della sentenza sul Lodo Mondandori, per cui la Fininvest dovrebbe pagare 750 milioni di euro alla Cir di Carlo De Benedetti, ha dato a Craxi e ad Andreotti la responsabilità di come andò a finire il Lodo. Una spartizione – secondo il premier-  a suo svantaggio, per cui ha dato ai due ex presidenti del consiglio l’inizio dei suoi guai. Il che sta a significare, tralaltro, che il rapporto tra i due non è stato per nulla idilliaco negli anni, piuttosto a stop and go, sia prima quando Bettino fu al potere, sia dopo quando lasciò l’Italia e andò in Tunisia e, viceversa, Berlusconi salì a Palazzo Chigi.     </p>
<p>Negli anni di Hammamet,  Craxi non fu mai confortato né dalle sue telefonate né dalle sue visite. Comunque sia, il Cavaliere si tenne a debita distanza e nemmeno si fece vivo quando Craxi si ammalò gravemente. Mentre su alcuni esponenti socialisti, De Michelis e Martelli,  lui, &#8211; che al congresso del NPsi affermò che erano parte integrante del suo progetto politico -, espresse un giudizio negativo, che erano “impresentabili”, elettoralmente.</p>
<p>Quello che a Bettino, però, dispiacque di più fu il fatto che Berlusconi al governo non si batté per la istituzione della Commissione parlamentare di inchiesta su Tangentopoli, preferendo il varo di altre commissioni, Telekom Serbia e Mitrokhin, che alla prova dei fatti sono state un insuccesso a tutto tondo.</p>
<p>Quello che Annozero prende a pretesto per accomunare Berlusconi a Craxi è il processo All Iberian: il 12 luglio 1996 Silvio Berlusconi viene rinviato a giudizio per i reati di finanziamento illecito a un partito politico e falso bilancio aggravato. Secondo la prima accusa, Silvio Berlusconi avrebbe versato illecitamente 22 miliardi di lire, tra il gennaio 1991 e il novembre 1992, al Partito Socialista Italiano di Bettino Craxi -coimputato nel processo per il medesimo reato-. Il denaro sarebbe partito – secondo la procura di Milano- da fondi occulti della società berlusconiana Fininvest per finire nei conti svizzeri del PSI.</p>
<p>Ma la storia di quei 22 miliardi è un’altra e la narra per filo e per segno il finanziere franco – tunisino Tarak Ben Ammar nella trasmissione di Santoro. “ Al 31 dicembre del 1994 – racconta -ricevetti tramite la società All Iberian circa 22 miliardi di lire da Fininvest per la vendita  di un pacchetto da 200 miliardi in diritti alle tivù francesi. Successivamente girai 10 miliardi a diverse società off shore di cui l’avv Al Khateeb era il tutor per conto di Arafat, affinché utilizzasse  i fondi per la causa palestinese. Il ruolo di Craxi nella fattispecie fu di adoperarsi per far avere fondi ai palestinesi per lo sviluppo del processo di pace”.</p>
<p>Fondi che arrivarono da più parti, tra cui i 10 miliardi di Ben Ammar, &#8211; per fare un piacere al suo amico Bettino-,  meno da Silvio Berlusconi, perché aveva rapporti con il mondo ebraico di Hollywood.  Chiamato per la testimonianza dalla Procura di Milan, la prima volta, per impegni presi, in precedenza negli Usa, non poté andare, poi resosi disponibile chiese di essere sentito tramite una rogatoria a Parigi con la presenza di un giudice francese. Decise così, per avere maggiori garanzie, sapendo di che pasta erano i Pm di Milano il cui obbiettivo era di far parlare testimoni e indagati a tutti i costi, servendosi delle misure di custodia cautelare. Fatto sta che i Pm non si fecero vivi, dopo l’invio della documentazione tramite gli avvocati e, quindi, non fu più chiamato a testimoniare.</p>
<p>Tararak Ben Ammar ha giganteggiato, rendendo ridicolo il fronte giustizialista di Annozero. “Ma in Italia – ha ironizzato- non avete i Tribunali per fare i processi , perché li fate qua?”. </p>
<p>Infine, i voti della mafia ai socialisti non è una vicenda nuova: Gaspare Spatuzza racconta cose de relato.  E, comunque, è una storia vecchia e stravecchia, una cosa è certa che il Ministro di grazia e giustizia, Claudio Martelli, si batté per l’approvazione dell’art. 41 bis, il cosiddetto carcere duro per i mafiosi, e se li mise contro. Peraltro, provocando la forte opposizione parlamentare e di piazza della sinistra ex comunista e del Partito radicale. Figurarsi che Marco Pannella, coerentemente, ancora in solitudine lo combatte a distanza di anni.  </p>
<p>Di grazia, se Martelli fosse stato compromesso con la mafia, per via del voto di scambio, Giovanni Falcone avrebbe mai messo piede in Via Arenula, collaborando strettamente con il Ministro socialista?</p>
<p>I Pm si battono nel tentativo di scrivere la storia d’Italia, dimenticando che “la giustizia dà a ciascuno il suo”, mentre la storia è ben altra cosa.</p>
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		<title>TARAK BEN AMMAR, ATTACCANO ITALIA PERCHE&#8217; VOGLIONO SIA PAESE TERZO MONDO</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jul 2009 21:16:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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Non leggete i giornali francesi e inglesi che hanno un odio profondo verso l&#8217;Italia&#8221;. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&#8221;E&#8217; un attacco all&#8217;Italia, oggi si tratta di Berlusconi, prima si diceva che Andreotti era mafioso e poi attaccarono Craxi.  Non avete capito che non vogliono che l&#8217;Italia sia un grande Paese ma vogliono che sia un Paese del terzo mondo. <span id="more-590"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Non leggete i giornali francesi e inglesi che hanno un odio profondo verso l&#8217;Italia&#8221;. Cosi&#8217; Tarak Ben Ammar, finanziere franco-tunisino, presente nei consigli di amministrazione di Telecom Italia e di Mediobanca, commenta le polemiche relative alle vicende personali del premier Silvio Berlusconi. Per Ben Ammar &#8216;&#8217;se solo ci fosse un po&#8217; di patriottismo sarebbe meglio, vorrei vedere cosa succederebbe se la stampa francese parlasse del suo presidente come fa certa stampa italiana. Credo che non abbiate bisogno di lezioni dagli stranieri per dirvi come vi dovete comportare&#8221;. &#8221;Chi di noi puo&#8217; giudicare la vita privata degli uomini. Se si comincia con questo &#8211; prosegue Ben Ammar &#8211; allora entriamo nelle case di tutti e non credo che tutti siano santi. Mischiare privato con la politica vuole dire non avere argomenti politici. Non ho lezioni da dare a La Repubblica, ma non so se fa bene all&#8217;Italia che e&#8217; un grande Paese civile e per questo io sono qui in Mediobanca e in Telecom&#8217;.</p>
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		<title>Bersani: de gustibus non disputandum est</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jul 2009 21:01:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Biagio Marzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[                     Bersani chi? Quello che passa come un grande economista, e che pensa di sbrogliare i nodi della crisi con proverbi emiliani. Un tipo che discetta di mercato, finanza e industria, come Chance il Giardiniere.
Da Ministro dello sviluppo coprì gli italiani con la lenzuolata delle liberalizzazione. Molto fumo e niente arrosto, a ben vedere, solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>        <em>             </em><em>Bersani chi? Quello che passa come un grande economista, e che pensa di sbrogliare i nodi della crisi con proverbi emiliani. Un tipo che discetta di mercato, finanza e industria, come Chance il Giardiniere.</em></p>
<p><em>Da Ministro dello sviluppo coprì gli italiani con la lenzuolata delle liberalizzazione. Molto fumo e niente arrosto, a ben vedere, solo arrosto per la Lega delle cooperative e per la Confindustria. Non a caso, il presidente dei notai disse che Bersani ha messo a punto le sue “liberalizzazioni” contro i poveri negli uffici di Luca Cordero di Montezemolo, allora numero uno della Confindustria. A conforto di questa affermazione, possiamo dire che buona parte del decreto è stato scritto anche in Via Guattani, laddove c’è la Lega Coop.  </em></p>
<p><em>Bersani è il monumento vivente di quanto sia l’esatto contrario che i media abitualmente presentano. E, comunque, verrà ricordato come il Ministro che ha difeso i monopoli. Senz’altro quelli dei servizi pubblici.  Monopoli che non sono altro che delle municipalizzate, insomma, le piccole Iri, residuato di socialismo reale.        </em></p>
<p><em>Fino a ieri abbiamo considerato Bersani come una sorta di Principe Carlo d’Inghilterra, sempre secondo che aspettava la sua ora, per salire sul treno che lo portasse fuori dal cono d’ombra in cui lo l’hanno costretto a stare D’Alema, Veltroni e Fassino.</em></p>
<p><em>Adesso l’ha spuntata per entrare nel giro politico che conta e dopo tanto batti e ribatti è il candidato alla segreteria del Pd. Sembrerebbe un tappa buchi per il Pd che assomiglia a un formaggio gruviera.</em></p>
<p><em>Non è che Franceschini sia un’aquila, ma proviene da un partito, la Dc, che ha praticato la democrazia, il liberalismo e il mercato, al contrario del Pci in cui nasce Bersani. Fino a Berlinguer, in verità fino alla svolta della Bolognina, il Pci era legato all’Urss, oggi Russia, e prendeva i dollari dal Pcus e dal Kgb.</em></p>
<p><em>Bersani è figlio del suo tempo: Berlinguer e il compromesso storico e tutto quello che ha comportato, caso Moro incluso, è fa bene a non tradire nulla: dal Pci al Pd, passando dal Pds e Ds.</em></p>
<p><em>Naturalmente sta dalla parte di Berlinguer, per il quale si commuove, e non dalla parte di Craxi che ha combattuto il comunismo e le casa madre sovietica.  </em></p>
<p><em>De gustibus, ognuno ha sui gusti.</em></p>
<p><em>                                         </em></p>
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		<title>Sinistra e libertà gioca d’anticipo sul Pd e va a congresso in settembre.</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 22:29:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’autunno caldo di Vendole le facce mogie fra collaboratori e dirigenti vicini a Nichi Vendola abbondano. Sinistra è libertà, il cartello elettorale fra tutti i soggetti di sinistra non autoproclamati comunisti, si ferma al 3,1 per cento, fallendo di poco la soglia del 4 che le avrebbe consentito di avere dei rappresentanti a Strasburgo. Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’autunno caldo di Vendole le facce mogie fra collaboratori e dirigenti vicini a Nichi Vendola abbondano. Sinistra è libertà, il cartello elettorale fra tutti i soggetti di sinistra non autoproclamati comunisti, si ferma al 3,1 per cento, fallendo di poco la soglia del 4 che le avrebbe consentito di avere dei rappresentanti a Strasburgo. Il timore, quella sera, è che il neonato soggetto possa fare la fine di Sinistra arcobaleno, l’altro assemblamento di sinistra che solo un anno prima, alle politiche, s’era fermato prima dello sbarramento: un destino inglorioso il suo, prima ripudiato e poi perfino spernacchiato.<br />
Invece, ad un mese e mezzo di distanza dalle europee, la formazione che racchiude gli scissionisti di Rifondazione, i Verdi, Sinistra democratica, i Socialisti e i post-comunisti di Guidoni ancora regge. Anzi.<br />
In autunno potrebbe trasformarsi da anatroccolo in cigno ovvero diventare un vero e proprio partito.<br />
Tutto dipende da come andranno la festa e l’assemblea nazionale che si terranno dal 17 al 20 settembre a Napoli, precisamente alla Città della scienza di Bagnoli. <strong>Il doppio appuntamento dovrebbe essere il momento fondativo del nuovo soggetto politico, alternativo al Pd ma anche alla</strong> <strong>sinistra estremista di Ferrero e Diliberto</strong>. Un progetto che, dicono i fondatori, sta già riscuotendo consensi a livello locale. La scelta del luogo non è casuale. Si vuole partire proprio dal Sud, dove Sinistra e libertà s’è mostrata più forte (qui ha preso il 5,2 per cento, distanziando di più di un punto percentuale la concorrente lista comunista). Non solo perché ha potuto contare sul forte traino della Puglia di Vendola ma anche perché è riuscita a sottrarre un bel pacchetto di voti al Partito democratico, che proprio nelle regioni del Mezzogiorno ha fatto registrare l’arretramento più evidente. Insomma, la questione meridionale come uno dei cavalli di battaglia del nascente partito. Ma la quattro giorni partenopea, stando alle intenzioni degli organizzatori, non dovrebbe essere solamente un momento a uso e consumo dei cinque soggetti fondatori. L’ambizione è quella di far diventare la festa (che dovrebbe chiamarsi “Ricomincio da tre”, ma ancora non è ufficiale) una data fissa nell’agenda politica italiana.<br />
L’idea è quella di raccogliere l’eredità della festa dell’Udeur di Ceppaloni: un evento organizzato da una forza piccola ma che diventa un punto di riferimento per il dibattito politico tout court. Non a caso, a Napoli ci saranno incontri che guarderanno al congresso del Partito democratico, che si terrà da lì a un mese, e molto probabilmente verranno invitati i tre candidati alla segreteria Bersani, Marino e Franceschini.<br />
Così come verranno organizzati dibattiti con esponenti dell’Udc. Quindi un vero e proprio cantiere aperto rivolto a tutta l’opposizione, nessuno escluso.<br />
Il programma è ambizioso, non c’è che dire. Tanto che l’autunno di Vendola si presume abbastanza impegnativo.<br />
Anche perché non proprio tutti i dirigenti delle cinque componenti di Sinistra e libertà si sono detti favorevoli al progetto, c’è qualcuno ancora da convincere, seppur in posizione minoritaria. Ad esempio, nei socialisti c’è la fronda guidata da Bobo Craxi, che da settimane sta facendo una battaglia contro la linea della maggioranza e del segretario Nencini della confluenza nel nuovo soggetto. Nei Verdi invece si deve registrare la posizione dell’ex capogruppo Angelo Bonelli, che invece vorrebbe un partito ecologista autonomo sia dalla sinistra che dal Pd. Perdere pezzi, seppur di piccola taglia, non sarebbe un buon viatico per il progetto vendoliano.</p>
<div><a href="http://socialist.clandestinoweb.com/gw/producer/producer.aspx?t=/documenti/author.htm&amp;auth=170"><span>Gianni Del Vecchio </span></a> (EUROPA)</div>
<p> </p>
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		<title>I RITARDI VELTRONIANI</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 15:55:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[il tempo in politica non è una variabile indipendente. veltroni dice cose giuste su craxi ma lo fa in ritardo e questo toglie valore alle sue affermazioni. che craxi sia stato un grande innovatore della politica italiana molto più di berlinguer che si fermò alla perdita di forza propulsiva della rivoluzione di ottobre rifugiandosi prima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>il tempo in politica non è una variabile indipendente. veltroni dice cose giuste su craxi ma lo fa in ritardo e questo toglie valore alle sue affermazioni. che craxi sia stato un grande innovatore della politica italiana molto più di berlinguer che si fermò alla perdita di forza propulsiva della rivoluzione di ottobre rifugiandosi prima nell’ “austerità”, poi nell’eurocomunismo” ed infine nel “compromesso storico”, è cosa nota e più volte ribadita da molti ex pci. per la sinistra italiana il punto non è tanto la rivalutazione tardiva del socialismo craxiano quanto la necessità di darsi una politica. il tema è questo e quello che si vede nella vigilia congressuale del pd non lascia ben sperare. non solo grillo ed i girotondini intenti con di pietro a scardinare, non solo i brogli del tesseramento meridionale e gli scontri fisici di salerno tra giovani(?)&#8221; bassoliniani&#8221; e &#8220;deluchiani&#8221;, non solo le parole fuori luogo del candidato marino sul coordinatore presunto strupatore, o l’inconsistenza del nuovismo franceschiniano e della bocciofila bersaniana,o il pasticcio tra congresso e primarie ecc. ma sopratutto la mancanza di una politica sulla quale costruire una alternativa a berlusconi.si poteva ripartire dal riformismo craxiano ed adattarlo facilmente alle attuali condizioni,ciò che in larga parte ha fatto berlusconi occupando, manipolando, gestendo uno spazio riformista prezioso e costringendo i compagni a sbandare ed a logorarsi. riuscirà il congresso a rimettere il convoglio sul binario di un moderno riformismo di ispirazione socialista, un riformismo, come avrebbe detto bettino,”adatto ai tempi”? ci vuole passione (non opportunismo elettoralistico) coraggio (non buonismo), innovazione (non nuovismo), e discontinuità col passato (appunto quello che fece bettino dal midas in poi). viceversa un &#8220;Sultanato efficiente&#8221; resterà ancora per anni il male minore.</p>
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		<title>VELTRONI AMMETTE CON RITARDO : &#8220;PIU&#8217; INNOVATIVO CRAXI DI BERLINGUER&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 07:53:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Negli anni a cavallo tra i &#8216;70 e gli &#8216;80 Bettino Craxi interpretò il cambiamento della società &#8220;meglio di qualunque altro uomo politico&#8221;, compreso Enrico Berlinguer che andando davanti ai cancelli di Mirafiori &#8220;si immolò&#8221; dimostrando di non avere colto appieno ciò che stava accadendo. Walter Veltroni parla alla presentazione di un  libro  &#8216;Una voce, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Negli anni a cavallo tra i &#8216;70 e gli &#8216;80 Bettino Craxi interpretò il cambiamento della società &#8220;meglio di qualunque altro uomo politico&#8221;, compreso Enrico Berlinguer che andando davanti ai cancelli di Mirafiori &#8220;si immolò&#8221; dimostrando di non avere colto appieno ciò che stava accadendo. Walter Veltroni parla alla presentazione di un  libro  &#8216;Una voce, poco fa&#8217;, lavoro dedicato alla politica e alla comunicazione del Psi tra il 1976 e il 1994&#8230;<span id="more-466"></span> e pronuncia una vera e propria riabilitazione del leader socialista scomparso ad Hammamet, sia pure aggiungendo che dieci anni dopo, nel &#8216;91, Craxi di fronte al referendum per la preferenza unica mostrò lo stesso limite di interpretazione che nel 1980 condizionò la politica del Pci: &#8220;Se anziché dire &#8216;andate al mare&#8217; avesse colto l&#8217;occasione del referendum avrebbe dato vita ad un bipolarismo che avrebbe potuto incardinarsi solo su una leadership riformista, certo non su una leadership postcomunista&#8221;. Veltroni torna a ricordare che Italia era quella della fine degli anni &#8216;70: un Paese colpito dal terrorismo e &#8220;bloccato&#8221; dalla contrapposizione di due &#8220;grandi partiti&#8221; che &#8220;stavano bene come stavano&#8221;, la Dc al Governo e il Pci all&#8217;opposizione. Una mancanza di alternanza che, tra l&#8217;altro, si è accompagnata non a caso al &#8220;più alto debito pubblico&#8221;, secondo Veltroni. In questo quadro, &#8220;Craxi comprese che bisognava cambiare gioco e porre la sinistra di fronte al problema di una nuova leadership&#8221;. Questo accadeva mentre, appunto, Berlinguer &#8220;non capì&#8221; quello che succedeva, cioé che non esisteva il grande movimento operaio si stava esaurendo e che le fabbriche si avviavano a non essere più il luogo dove si formava la coscienza di classe: &#8220;Berlinguer non lo capì e andando ai cancelli di Mirafiori di fatto si immolò&#8221;. L&#8217;ex segretario del Pd tiene a precisare che Berlinguer, nonostante ciò, fu un leader capace di grandi scelte di innovazione, &#8220;dire che si sta meglio sotto l&#8217;ombrello della Nato non era certo cosa da poco e sono tra quelli persuasi che l&#8217;Urss abbia fatto di tutto per togliere di mezzo Berlinguer&#8221;. Craxi, però, seppe in quegli anni essere più innovativo, mise in campo l&#8217;idea della &#8220;Grande riforma&#8221; alla quale Dc e Pci si opposero, &#8220;commettendo un errore&#8221;. Ma lo stesso Craxi, precisa Veltroni, commise un errore nel &#8216;91 davanti al referendum sulla preferenza unica: anziché cogliere l&#8217;occasione per avviare un sistema bipolare che avrebbe certamente dovuto poggiare su &#8220;una leadership riformista&#8221;, invitò gli italiani ad &#8220;andare al mare&#8221;, uscendo sconfitto. Resta il fatto, aggiunge, che anche su un altro fronte Craxi fece qualcosa di &#8220;grande&#8221;. In materia di politica estera, dice l&#8217;ex segretario democratico, &#8220;Craxi fece Sigonella e, al tempo stesso, mantenne l&#8217;Italia nel campo occidentale&#8221;. E ancora, &#8220;Craxi usò un&#8217;espressione, che anch&#8217;io ripresi nel &#8216;96: disse che si sarebbe dovuto arrivare un giorno, in campo internazionale, all&#8217;alleanza dei socialisti e dei democratici&#8221;. Craxi, conclude Veltroni, seppe usare anche con coraggio e innovazione la comunicazione, ammodernò lo stesso simbolo del partito &#8220;senza cesure&#8221;, con gradualità, &#8220;ci mise 8 anni a togliere la falce e martello&#8221;, ma &#8220;questa forma di comunicazione fu utile per cercare di supplire ad una struttura di partito che, essendo basata su logiche diverse, ha finito per mettere piombo nelle ali ad un progetto di modernizzazione del Paese&#8221;.</p>
<p><strong><em>N.d.r. Un socialista presente in sala ha apostrofato l&#8217;ex leader del Pd con un &#8221; Dovevi farlo prima..&#8221; Socialist ritiene che sia sempre meglio &#8220;tardi che mai..&#8221;. nonostante siano stati totalmente sbagliati tempi e modi di questa tardiva riflessione. Ne riparleremo&#8230;</em></strong></p>
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		<title>A ROMA VIA CRAXI</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 15:38:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[CRAXI]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Avviata la procedura per intitolare a Roma una strada a Craxi&#8221;
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