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	<title>Socialist - Il socialista clandestino di Bobo Craxi &#187; Massimo D&#8217;Alema</title>
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		<title>LA QUESTIONE MORALE E L&#8217;EREDITA&#8217; DS AL PD</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 18:19:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Biagio Marzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[FRANCESCHINI]]></category>
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		<description><![CDATA[              Ironicamente parlando, siamo passati dalla sinistra al caviale e champagne a quella relazionale, dove si macina politica e affari e tutti sono amici, oltre ad avere a che fare con l’imprenditore –ruffiano e il mondo di Pretty woman”, nella versione anche del politico – in compenso anche di  destra- rispetto a quella dello speculatore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>              Ironicamente parlando, siamo passati dalla sinistra al caviale e champagne a quella relazionale, dove si macina politica e affari e tutti sono amici, oltre ad avere a che fare con l’imprenditore –ruffiano e il mondo di Pretty woman”, nella versione anche del politico – in compenso anche di  destra- rispetto a quella dello speculatore e divoratore di imprese, della storia del famoso film con Richard Gere.<span id="more-980"></span></p>
<p>Se una volta la questione morale, per la sinistra, era tutto, per cui la politica ha pagato un prezzo altissimo, assumendo un ruolo ancillare, ora, a fine 2009, siamo alla questione immorale. Da questa passaggio non si sfugge e, comunque sia, il Pd se non riuscirà a superare sano e salvo, Scilla e Cariddi, cioè la questione morale e l’immorale, avrà vita grama.</p>
<p>Per lo scandalo della Sanitopoli pugliese è stata presa a pretesto la questione morale dalla mozione di cui è leader Dario Franceschini per lanciarla contro quella di Pier Luigi Bersani. L’accusa di cui questi è colpevole è che tra i suoi sostenitori ci siano dirigenti che non dovrebbero nemmeno essere candidati alle prossime elezioni regionali e amministrative. </p>
<p>A ben vedere, la questione morale è usata come arma per una resa dei conti interna. Se non fosse scoppiato il caso pugliese, della questione morale, portata in eredità dagli ex comunisti all’interno del Pd, non avrebbe parlato alcuno, restando, comunque e sempre, la sua bandiera di combattimento. Questa è stata, talaltro, uno dei motivi che spinse l’ex segretario Walter Veltroni a proporre l’apparentamento, nelle scorse elezioni politiche, ad Antonio di Pietro. Con il risultato che tutti sappiamo: la presa di distanza, subito dopo il voto, dell’Idv dal Pd.</p>
<p>Gli ex Ds l’hanno issata come vessillifero da Enrico Berlinguer, passato poi nelle mani di Achille Occhetto, e, successivamente, ai segretari che l’hanno succeduto. Con successo, l’hanno tenuta alta grazie al forte supporto della magistratura, visto che la Prima repubblica è crollata per i colpi di piccone di questa. Finito l’antico regime, gli ex comunisti sarebbero diventati egemoni e padroni del campo politico- elettorale, se avessero avuto il coraggio di fare sino in fondo la loro autocritica sul passato e su Tangentopoli e, di conseguenza, sulla questione morale. Perché, in verità hanno sempre incassato le tangenti, ma ebbero la fortuna che le Procure fecero come le scimmie dei romanzi gialli nei loro confronti.</p>
<p>Ironia della sorte, la questione morale impugnata come arma per fustigare gli avversari, adesso, per la legge del contrappasso, devono fare i conti con questa, nel loro interno. Non è che questione morale non sia stata presa al volo per lotte interne dentro i Ds e nella coalizione dell’Ulivo, ma come un volo di uccello andò via, senza lasciare alcuna traccia. E non è detto che non accada anche stavolta davanti alla Sanitopoli pugliese e dintorni.</p>
<p>Nel corso della segreteria Fassino, il problema morale venne fuori e fece pure chiasso al momento, perché, a memoria, Giorgio Napolitano, allora non al Quirinale, Cesare Salvi e Massimo Villone – peraltro autori de “Il Costo della democrazia”, un libro in cui si condannano gli sprechi, clientele e privilegi dell’apparato amministrativo e del sistema partitocratico – e alcuni altri dirigenti diessini, lo sollevarono, facendo riferimento pure ai casi Napoli e Campania, ma tutto finì in un amen. Un’altra volta, la questione morale entrò in modo dirompente nei Ds e nella coalizione di centrosinistra e fu ai tempi delle scalate bancarie. Arturo Parisi parlò di questione morale all’interno delle Botteghe oscure, provocando forti risentimenti all’interno del suo gruppo dirigente. Ma fallite le scalate, finì tutto nello spazio di un mattino.   </p>
<p>Da tempo è restata accesa la questione sotto la cenere e, comunque, c’era d’aspettarsi che qualcuno la brandisse per fare repulisti, nel momento, politicamente, più opportuno. La coincidenza è stato il caso sanità pugliese e lo svolgimento del congresso nazionale del Partito democratico.   </p>
<p>Il primo “dinamitardo”- e probabilmente anche l’ultimo visti i chiari di luna- a lanciare la bomba della “questione morale”sul Riformista è stato Giorgio Tonini, che non è un quidam, ma un dirigente con i fiocchi e  controfiocchi della mozione franceschiniano. Ma Tonini non ha bisogno di suggeritori, ma per questa sua uscita, diciamo, non indolore e , &#8211; che la stragrande maggioranza i mass media non l’hanno tenuta abbastanza in conto, anzi l’hanno ridimensionata-  è stata,certamente, concordata con Franceschini e con Veltroni. I quali, di fronte alla levata di scudi dei bersaniani, hanno preferito scegliere lo stile inglese dell’understament, anziché giocare di sponda con Tonini. Con il senno di poi, Tonini, come nel passato Bassanini, Salvi e Parisi, è restato lasciato solo.</p>
<p>Per l’esattezza, cosa ha detto Tonini per creare tanto scalpore:” Bersani e Franceschini non sono sullo stesso piano. Non facciamo finta di nulla, non si può tacere che la componente politica dell’ex ministro è fondata su un modello che va cambiato radicalmente. E’ quello dei Bassolino, dei Loiero, di quelli che amministrano la Puglia degli scandali. Tutti loro, e non a caso, sostengono Bersani nell’ottica di un disegno che rinuncia alle “rotture” necessarie e punta, semmai, solo a sommare un pezzo di sinistra e l’udc di Cuffaro. Aggiungo una cosa: è stato proprio per il prevalere di questo disegno che Veltroni se n’è andato”. Parole come pietre.</p>
<p>Tonini colpisce al cuore la politica della mozione Bersani, proponendo il Pd a vocazione maggioritaria e il rinnovamento di cacicchi e governatori, che hanno fatto la loro storia, alle prossime elezioni di primavera. Ovverosia, il contrario di quello che vorrebbe la mozione Bersani. Ragion per cui, se la questione morale fosse uno temi congressuali si prevede una scontro congressuale al calor bianco, con tutte le con conseguenze possibili ed immaginabili.</p>
<p>Cosa farà la nuova segreteria davanti al giro di valzer che Bassolino vorrà fare: passando dal governatorato campano a sindaco di Napoli, la cui carica l’ha già ricoperta nel passato. Bassolino non è il solo, si trova in compagnia del suo omologo della regione Calabria, Agazio Loiero e del sindaco di Napoli, Rosa Russo Jervolino. E poi ci sono i depurandi tra questi non potevano mancare Alberto Tedesco, protagonista dello scandalo sanitario e Sandro Frisullo, “utilizzatore finale” di escort.         </p>
<p>La questione morale, &#8211; che i dirigenti del Partito democratico non hanno, volutamente, mai affrontare in tempi passati e recenti, per liberarsene -, potrà essere una bomba ad orologeria da far scoppiare, in pieno congresso nazionale d’ottobre, per opera, come detto, della mozione di Dario Franceschini.  Una bomba simile, se scoppiasse, potrebbe mettere in discussione, realmente, la stessa sorte del Pd, perché propone un processo di discontinuità nelle candidature e, comunque, le dimissioni dal partito di tutti coloro che sono coinvolti in inchieste giudiziarie.</p>
<p>Ne vedremo delle belle, insomma, ma, finalmente, si farebbe chiarezza, una volte per tutte: la morale resta come questione principale: o resta così come è stata conosciuta e vissuta, al carro dei Pm, oppure fuoriesce definitivamente dalla cultura politica del Pd, lasciando alla politica la possibilità di potersi scrivere con la P maiuscola.  </p>
<p>In verità, troppo si è praticata, nel Pd, la politica dello struzzo, lasciando, senza proferire verbo, mani libere di fare e disfare alle Procure. Guai a dissentire al loro operato, prova ne sia il caso dell’ex governatore dell’Abruzzo Ottaviano Del Turco, il Pd lo lasciò solo e meno male ebbe la solidarietà e il conforto di leader e dirigenti politici di parte avversa. Ad esempio, ebbe la solidarietà di Marco Pannella edi Silvio Berlusconi, ma no quella di Walter Veltroni e Massimo D’Alema.</p>
<p>Casomai ci fosse stata, è avvenuta a scoppio ritardato.</p>
<p>                                                    <span id="_marker"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 18pt;"><span style="mso-spacerun: yes;">              </span><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">La questione morale l’eredità Ds al Pd</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 18pt;">Ironicamente parlando, siamo passati dalla sinistra al caviale e champagne a quella relazionale, dove si macina politica e affari e tutti sono amici, oltre ad avere a che fare con l’imprenditore –ruffiano e il mondo di Pretty woman”, nella versione anche del politico – in compenso anche di<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>destra- rispetto a quella dello speculatore e divoratore di imprese, della storia del famoso film con Richard Gere. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 18pt;">Se una volta la questione morale, per la sinistra, era tutto, per cui la politica ha pagato un prezzo altissimo, assumendo un ruolo ancillare, ora, a fine 2009, siamo alla questione immorale. Da questa passaggio non si sfugge e, comunque sia, il Pd se non riuscirà a superare sano e salvo, Scilla e Cariddi, cioè la questione morale e l’immorale, avrà vita grama. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 18pt;">Per lo scandalo della Sanitopoli pugliese è stata presa a pretesto la questione morale dalla mozione di cui è leader Dario Franceschini per lanciarla contro quella di Pier Luigi Bersani. L’accusa di cui questi è colpevole è che tra i suoi sostenitori ci siano dirigenti che non dovrebbero nemmeno essere candidati alle prossime elezioni regionali e amministrative.<span style="mso-spacerun: yes;">  </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 18pt;">A ben vedere, la questione morale è usata come arma per una resa dei conti interna. Se non fosse scoppiato il caso pugliese, della questione morale, portata in eredità dagli ex comunisti all’interno del Pd, non avrebbe parlato alcuno, restando, comunque e sempre, la sua bandiera di combattimento. Questa è stata, talaltro, uno dei motivi che spinse l’ex segretario Walter Veltroni a proporre l’apparentamento, nelle scorse elezioni politiche, ad Antonio di Pietro. Con il risultato che tutti sappiamo: la presa di distanza, subito dopo il voto, dell’Idv dal Pd. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 18pt;">Gli ex Ds l’hanno issata come vessillifero da Enrico Berlinguer, passato poi nelle mani di Achille Occhetto, e, successivamente, ai segretari che l’hanno succeduto. Con successo, l’hanno tenuta alta grazie al forte supporto della magistratura, visto che la Prima repubblica è crollata per i colpi di piccone di questa. Finito l’antico regime, gli ex comunisti sarebbero diventati egemoni e padroni del campo politico- elettorale, se avessero avuto il coraggio di fare sino in fondo la loro autocritica sul passato e su Tangentopoli e, di conseguenza, sulla questione morale. Perché, in verità hanno sempre incassato le tangenti, ma ebbero la fortuna che le Procure fecero come le scimmie dei romanzi gialli nei loro confronti.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 18pt;">Ironia della sorte, la questione morale impugnata come arma per fustigare gli avversari, adesso, per la legge del contrappasso, devono fare i conti con questa, nel loro interno. Non è che questione morale non sia stata presa al volo per lotte interne dentro i Ds e nella coalizione dell’Ulivo, ma come un volo di uccello andò via, senza lasciare alcuna traccia. E non è detto che non accada anche stavolta davanti alla Sanitopoli pugliese e dintorni. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 18pt;">Nel corso della segreteria Fassino, il problema morale venne fuori e fece pure chiasso al momento, perché, a memoria, Giorgio Napolitano, allora non al Quirinale, Cesare Salvi e Massimo Villone – peraltro autori de “Il Costo della democrazia”, un libro in cui si condannano gli sprechi, clientele e privilegi dell’apparato amministrativo e del sistema partitocratico – e alcuni altri dirigenti diessini, lo sollevarono, facendo riferimento pure ai casi Napoli e Campania, ma tutto finì in un amen. Un’altra volta, la questione morale entrò in modo dirompente nei Ds e nella coalizione di centrosinistra e fu ai tempi delle scalate bancarie. Arturo Parisi parlò di questione morale all’interno delle Botteghe oscure, provocando forti risentimenti all’interno del suo gruppo dirigente. Ma fallite le scalate, finì tutto nello spazio di un mattino.<span style="mso-spacerun: yes;">    </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 18pt;">Da tempo è restata accesa la questione sotto la cenere e, comunque, c’era d’aspettarsi che qualcuno la brandisse per fare repulisti, nel momento, politicamente, più opportuno. La coincidenza è stato il caso sanità pugliese e lo svolgimento del congresso nazionale del Partito democratico.<span style="mso-spacerun: yes;">    </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 18pt;">Il primo “dinamitardo”- e probabilmente anche l’ultimo visti i chiari di luna- a lanciare la bomba della “questione morale”sul Riformista è stato Giorgio Tonini, che non è un quidam, ma un dirigente con i fiocchi e<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>controfiocchi della mozione franceschiniano. Ma Tonini non ha bisogno di suggeritori, ma per questa sua uscita, diciamo, non indolore e , &#8211; che la stragrande maggioranza i mass media non l’hanno tenuta abbastanza in conto, anzi l’hanno ridimensionata-<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>è stata,certamente, concordata con Franceschini e con Veltroni. I quali, di fronte alla levata di scudi dei bersaniani, hanno preferito scegliere lo stile inglese dell’understament, anziché giocare di sponda con Tonini. Con il senno di poi, Tonini, come nel passato Bassanini, Salvi e Parisi, è restato lasciato solo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 18pt;">Per l’esattezza, cosa ha detto Tonini per creare tanto scalpore:” Bersani e Franceschini non sono sullo stesso piano. Non facciamo finta di nulla, non si può tacere che la componente politica dell’ex ministro è fondata su un modello che va cambiato radicalmente. E’ quello dei Bassolino, dei Loiero, di quelli che amministrano la Puglia degli scandali. Tutti loro, e non a caso, sostengono Bersani nell’ottica di un disegno che rinuncia alle “rotture” necessarie e punta, semmai, solo a sommare un pezzo di sinistra e l’udc di Cuffaro. Aggiungo una cosa: è stato proprio per il prevalere di questo disegno che Veltroni se n’è andato”. Parole come pietre. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 18pt;">Tonini colpisce al cuore la politica della mozione Bersani, proponendo il Pd a vocazione maggioritaria e il rinnovamento di cacicchi e governatori, che hanno fatto la loro storia, alle prossime elezioni di primavera. Ovverosia, il contrario di quello che vorrebbe la mozione Bersani. Ragion per cui, se la questione morale fosse uno temi congressuali si prevede una scontro congressuale al calor bianco, con tutte le con conseguenze possibili ed immaginabili.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 18pt;">Cosa farà la nuova segreteria davanti al giro di valzer che Bassolino vorrà fare: passando dal governatorato campano a sindaco di Napoli, la cui carica l’ha già ricoperta nel passato. Bassolino non è il solo, si trova in compagnia del suo omologo della regione Calabria, Agazio Loiero e del sindaco di Napoli, Rosa Russo Jervolino. E poi ci sono i depurandi tra questi non potevano mancare Alberto Tedesco, protagonista dello scandalo sanitario e Sandro Frisullo, “utilizzatore finale” di escort.<span style="mso-spacerun: yes;">          </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 18pt;">La questione morale, &#8211; che i dirigenti del Partito democratico non hanno, volutamente, mai affrontare in tempi passati e recenti, per liberarsene -, potrà essere una bomba ad orologeria da far scoppiare, in pieno congresso nazionale d’ottobre, per opera, come detto, della mozione di Dario Franceschini.<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>Una bomba simile, se scoppiasse, potrebbe mettere in discussione, realmente, la stessa sorte del Pd, perché propone un processo di discontinuità nelle candidature e, comunque, le dimissioni dal partito di tutti coloro che sono coinvolti in inchieste giudiziarie.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 18pt;">Ne vedremo delle belle, insomma, ma, finalmente, si farebbe chiarezza, una volte per tutte: la morale resta come questione principale: o resta così come è stata conosciuta e vissuta, al carro dei Pm, oppure fuoriesce definitivamente dalla cultura politica del Pd, lasciando alla politica la possibilità di potersi scrivere con la P maiuscola.<span style="mso-spacerun: yes;">   </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 18pt;">In verità, troppo si è praticata, nel Pd, la politica dello struzzo, lasciando, senza proferire verbo, mani libere di fare e disfare alle Procure. Guai a dissentire al loro operato, prova ne sia il caso dell’ex governatore dell’Abruzzo Ottaviano Del Turco, il Pd lo lasciò solo e meno male ebbe la solidarietà e il conforto di leader e dirigenti politici di parte avversa. Ad esempio, ebbe la solidarietà di Marco Pannella edi Silvio Berlusconi, ma no quella di Walter Veltroni e Massimo D’Alema. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 18pt;">Casomai ci fosse stata, è avvenuta a scoppio ritardato. </span></p>
<p><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 18pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: AR-SA; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;"><span style="mso-spacerun: yes;">                                                     </span></span></p>
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		<title>SI ACCENDE IL DIBATTITO NEL PD</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jul 2009 22:26:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[FASSINO]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo D'Alema]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Dico con grande sincerita&#8217; a Massimo che sconcerta il tono delle sue parole, perche&#8217; non favoriscono certo quel clima di confronto e di rispetto che lui stesso rivendica per se&#8217;&#8221;. Cosi&#8217; Piero Fassino replica a Massimo D&#8217;Alema che ieri dalla festa del Pd aveva criticato le parole e il modo con cui Dario Franceschini ha annunciato la sua candidatura. &#8220;Nessuno &#8211; sostiene in una nota il coordinatore della mozione Franceschini &#8211; e tanto meno Dario Franceschini ha mai pensato di fare la guerra a Massimo D&#8217;Alema, ne&#8217; di fare un congresso per cancellare qualcosa o qualcuno. E la mia stessa storia politica e&#8217; li&#8217; a dimostrare che ho sempre lavorato per unire: l&#8217;ho fatto per sette anni da Segretario Ds e sono impegnato a farlo oggi come dirigente del Pd che coordina la mozione di Dario Franceschini&#8221;. &#8220;Peraltro &#8211; prosegue &#8211; l&#8217;azione del segretario del Pd andrebbe valutata con maggiore equilibrio e generosita&#8217; visto che si e&#8217; caricato sulle spalle un partito in crisi guidandolo in questi quattro mesi con obiettivi chiari e impegnativi &#8211; dalla difesa della laicita&#8217; alla collocazione europea del Pd &#8211; perseguiti con grande determinazione. E, infine, e&#8217; utile ricordare che la campagna elettorale ha visto tutti i dirigenti impegnati in uno sforzo corale che giustifica assai poco, oggi, prese di distanza e distinguo&#8221;. &#8220;Mi auguro &#8211; conclude Fassino &#8211; che il dibattito congressuale possa recuperare toni civili e rispettosi dell&#8217;opinione di ciascuno&#8221;.</p>
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		<title>Tutti pazzi per Pier Ferdinando</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 09:20:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Biagio Marzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo D'Alema]]></category>
		<category><![CDATA[Nichi Vendola]]></category>
		<category><![CDATA[Partito democratico]]></category>
		<category><![CDATA[Pier Ferdinando Casini]]></category>
		<category><![CDATA[Popolo della Libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>
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		<category><![CDATA[Udc]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutti lo vogliono e tutti lo cercano, Casini qui Casini là. Parafrasiamo la nota opera rossiniana per dire che Pier Ferdinando Casini è al centro dell’attenzione dei partiti di maggioranza e di opposizione. Nemmeno Marylin Monroe, ai suoi tempi, sarebbe stata corteggiata così come oggi è cercato il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini.

Se al posto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Tutti lo vogliono e tutti lo cercano, Casini qui Casini là</strong>. Parafrasiamo la nota opera rossiniana per dire che Pier Ferdinando Casini è al centro dell’attenzione dei partiti di maggioranza e di opposizione. Nemmeno Marylin Monroe, ai suoi tempi, sarebbe stata corteggiata così come oggi è cercato il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini.</p>
<p><span id="more-106"></span></p>
<p>Se al posto dello sgangherato bipolarismo ci fosse il proporzionalismo, con l’andreottiana politica dei due forni, sarebbe il fornaio più potente d’Italia. <strong>Insomma, tutti pazzi per Pier Ferdinando.</strong></p>
<p>Da sinistra a destra, lo invocano come alleato, ma <strong>lui è troppo furbo per accettare</strong>. Gioca sui tempi lunghi, anche se sta ragionando sul forno da cui può ricavare i maggiori vantaggi, ossia chi può offrirgli di più. A livello nazionale, per intenderci.</p>
<p>Tuttavia, i conti dovrà farli molto prima, con le prossime regionali, che non sono come le amministrative dove ha potuto giocare di qua e di là.</p>
<p><strong>Troppo bello sarebbe per Nichi Vendola, che Pier Ferdinando Casini entrasse nel governo pugliese</strong>, per cavargli le castagne dal fuoco. E, comunque, se lo scordasse che Casini si immedesimi dei travagli vendoliani. Uno come lui che ne ha viste di cotte e di crude, di certo, non si fa ammaliare dall’incantatore di serpenti di Terlizzi.</p>
<p>L’allargamento della maggioranza all’Udc se avvenisse, Vendola farebbe bingo. Gli toglierebbe così il caso rognoso della crisi dovuta alle inchieste giudiziarie sulla sanità, paragonabile a un vaso di Pandora, e tornerebbe in grande spolvero ai lavori di Sinistra e Libertà.</p>
<p><strong>Il Presidente pugliese si poteva aspettare tutto dalla vita politica, meno che scivolasse sulla buccia di banana della sanità</strong>, il settore a cui dedicò la battaglia elettorale nelle scorse Regionali, accusando l’ex governatore Raffaele Fitto di averla gestita malamente.</p>
<p>La legge del contrappasso non risparmia nessuno. Neanche Vendola è scampato la cui bandiera di combattimento è stata la morale e la trasparenza.</p>
<p>Per lui che aveva aperto il cantiere di Sinistra e libertà è un momentaccio, sebbene Piero Sansonetti lo inviti ad entrare nel Pd, in tal modo rompe la schema “walterdemocristano”, sposta l’asse a sinistra e, nel contempo, si propone come futuro segretario.</p>
<p>Più che al Pd, Nichi guarda all’Udc, ma, per come è fatto Pier Ferdinando, diventa un corteggiamento impossibile.</p>
<p>Un <strong>altro corteggiatore di Casini è il Pd:</strong> non interessato, come Vendola, alla soluzione della crisi abbattutasi sulla Regione Puglia, ma interessato alla Puglia come laboratorio politico. In special modo, Massimo D’Alema vorrebbe allargare i modelli Brindisi, elezioni provinciali, e Bari, quelle comunali, sul piano nazionale. Modelli in cui sono incorporate delle alleanze che sono risultate vincenti. Al primo turno, Casini non scelse con chi schierarsi, &#8211; escluso Brindisi che dall’inizio il Pd ha sostenuto il candidato dell’Udc alla presidenza della provincia -, ai ballottaggi, viceversa, a seconda i casi, si è alleato ora con il Pd e ora con il Pdl. A conti fatti, il Pdl ha usufruito di più numerosi apparentamenti.</p>
<p>Se fosse per il presidente di Italianieuropei non ci penserebbe due volte a offrirgli la candidatura alla premiership, ma c’è di mezzo il congresso nazionale e, per di più, bisogna fare i conti con coloro che sono a favore del  partito a vocazione maggioritaria, che guardano altrove, appena sentono il nome di Casini.</p>
<p><strong>D’Alema che conosce il Mezzogiorno meglio delle sue tasche, sa quanto sia indispensabile per vincere l’alleanza con l’Udc</strong>, per cui pratica nei confronti del suo leader un pressing molto forte.  A ben vedere, l’alleanza sarebbe altresì un fronte meridionalista contro la Lega e lo strapotere del Nord.</p>
<p><strong>Ultimo degli innamorati resta Berlusconi</strong>. Il quale Berlusconi, partendo dal lontano feeling, potrebbe fare a Casini nuove avance, Dopotutto, il primo amore non si scorda mai.</p>
<p>Vero è che numerosi dirigenti del Pdl hanno suonato la serenata sotto il bancone di Casini, come è vero pure che altri non sono per nulla convinti di aprire le porte, al figliol prodigo. In particolare, si contraddistinguono alcuni esponenti ex An. Per dirne uno fra tutti: Ignazio La Russa.</p>
<p>Tuttavia, <strong>l‘alleanza con l’Udc è basilare per il Pdl e di questo Berlusconi si è convinto</strong>, dopo le ultime amministrative. Un partito indispensabile per fare en plein alle Regionali prossime.</p>
<p>Basterebbe una telefonata tra i due per incontrarsi. Per ora piange il telefono.</p>
<p>Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/80709272@N00/2649875385">Richard Holden</a></p>
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		<title>Il degrado della classe dirigente pugliese</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 07:45:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Biagio Marzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Aldo Moro]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo D'Alema]]></category>
		<category><![CDATA[Nichi Vendola]]></category>
		<category><![CDATA[Partito democratico]]></category>
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		<description><![CDATA[ll racconto noir della sanità pugliese ha avuto una svolta: le dimissioni del governo regionale. Sanità e sesso sono due facce della stessa medaglia. Comunque, due vicende legate tra loro su cui sta indagando la magistratura barese.
Tornato dal Canada a Bari, il Presidente, Nichi Vendola, ha riunito la giunta e ha imposto agli assessori di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ll <strong>racconto noir della sanità pugliese ha avuto una svolta: le dimissioni del governo regionale</strong>. Sanità e sesso sono due facce della stessa medaglia. Comunque, due vicende legate tra loro su cui sta indagando la magistratura barese.</p>
<p><span id="more-91"></span>Tornato dal Canada a Bari, il Presidente, <strong>Nichi Vendola, ha riunito la giunta e ha imposto agli assessori di rimettere il mandato nelle sue mani</strong>, prima di andare dai Pm della Procura del capoluogo pugliese come persona informata dei fatti. Fatti di corruzione nel settore sanitario, in primo luogo. Al che, i Pdl ha ripiegato sulla proposta dirompente del voto anticipato, a cui il governatore ha risposto, naturalmente, con un no secco. Invece avrebbe dovuto lanciargli una sfida sul buco sanitario e sulla malasanità che è roba raccapricciante.</p>
<p>Ciò dimostra lo stato in cui si trova la classe dirigente e, di conseguenza, la politica, in Puglia. Regione la cui classe dirigente, nei tempi passati, ha avuto un alto profilo e ha, per di più, giocato la partita nazionale senza pari, oggi, si trova ad avere scarse qualità politiche e di governo e, peraltro, di vivere in una condizione di subalternità rispetto all’establishment propriamente detto. <strong>Seppure ci sia D’Alema, da una parte, e Fitto, dall’altra,</strong> questo non significa che ci sia, complessivamente, una classe dirigente di rango e all’altezza della situazione pugliese.</p>
<p>Vendola ha <strong>motivato la decisione a fatti politici nuovi</strong>, scaturiti dagli ultimi risultati elettorali, e da fatti indirettamente politici, le inchieste giudiziarie sulla sanità.</p>
<p>A ben vedere,<strong> un alibi</strong>. Davanti alla rilevanza assunta dalla inchiesta giudiziaria, ha voluto anteporre il fatto politico dell’azzeramento della giunta, per diminuirla di importanza. Una mossa che è stato un vero e proprio colpo di teatro. Che ha lasciato, peraltro, gli assessori di stucco, dato che non si aspettavano di essere dimissionati tramite l’ukase.</p>
<p>Ragion per cui, il governatore si è giustificato, dicendo che vuole  “riformulare la giunta”, espressione eufemistica che, piaccia o no, sta per <strong>rimpasto di stampo ancien règime</strong>. Epperò, il suo lessico ricercato e forbito, nasconde la verità: il suo governo sta affondando nel malaffare sanitario e quant’altro, e lui è costretto a metterla in politica.</p>
<p>E da imbonitore qual è, ha aperto ai partiti di opposizione, Idv e Udc, e finanche a “Io Sud” di Adriana Poli Bortone.  Ma i partiti chiamati in causa si guardano bene di dargli una mano, per tirarlo fuori dalla palude in cui è immerso.</p>
<p>Gira e rigira, <strong>Vendola toglierà dal governo il più compromesso degli assessori</strong> nelle vicende sanità e sesso e andrà avanti come prima, anzi, peggio di prima. C’è anche da aspettarsi che l’inchiesta dei Pm riserverà altri particolari di malasanità e malaffare, con nuovi indagati eccellenti.</p>
<p><strong>Secondo Aldo Moro, l’Acquedotto pugliese  ha dato più da mangiare che  bere,</strong> mentre, ora, è la sanità che dà da mangiare,  bere e festini a base di stupefacenti e donne a pagamento. La chiamano “Bari da bere”, facendo il verso alla “Milano da bere”, che era ben altra cosa: benessere diffuso, fashion e competizione in tutti i sensi.</p>
<p>Nel frattempo, l’ex assessore Pd alla sanità, primo dei non eletti al Senato, indagato, dovrebbe prendere il posto a Palazzo Madama del parlamentare eletto a Strasburgo. <strong>Un giro di poltrone parlamentari che lascia perplessa l’opinione pubblica.</strong> Per Vendola, l’affaire sanitario pugliese è un brutto colpo. Lui che ha predicato il moralismo più che la moralità e praticato, quando ha potuto, il giustizialismo, si trova alle prese con l‘affaire sanitario attorno al quale sono implicati un gruppo di avventurieri di pessima risma e lobby affaristiche di ogni tipo. Nonostante che lui non c’entri nulla, &#8211; di questo ne siamo certi &#8211; ha perso molta della sua credibilità e, comunque, sarà difficile che la recuperi, a meno di un anno dalla campagna elettorale.</p>
<p>Per questa ragione<strong> nel Pd si sta ragionando sull’eventuale candidato che potrebbe sostituirlo</strong>. Michele Emiliano aspirava, ma è stato rieletto di sindaco di Bari, Francesco Boccia, lo sconfitto da Vendola nelle primarie della volta scorsa, potrebbe ritornare sul luogo del delitto, anche se i dalemiani e i lettiani lo vedrebbero meglio alla segreteria regionale al posto di Emiliano. Alla fine potrebbe spuntare il solito imprenditore, con buona pace di D’Alema.</p>
<p>Sul versante <strong>Pdl, il nome che circola, vero o no, è quello di Gaetano Quagliarello</strong>, Raffaele Fitto permettendo.</p>
<p>A dire il vero, Vendola non si aspettava di trovarsi tra le mani questa brutta gatta da pelare, &#8211; sebbene tutti parlassero e sparlassero della malasanità pugliese -, proprio nel momento in cui ha aperto il cantiere di Sinistra e  Libertà di cui dovrebbe essere il leader indiscusso. Per domani, venerdì 3 luglio, lo stato maggiore si incontrerà per gettare le basi del nuovo soggetto di natura federale o meno, transitorio o permanente. Decisioni che scaturiranno senz’altro in corso d’opera.</p>
<p><strong>La Puglia felix non c’è più</strong>, viceversa, c’è il triste declino di un territorio che, a suo tempo, veniva indicato come la “California del Sud”.</p>
<p>Comunque vada la vicenda giudiziaria, <strong>Vendola ha le sue responsabilità</strong> e non può prendersela solo con la malasorte.</p>
<p>Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/83082494@N00/3226903716">Ciocci</a></p>
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