E’ stato cambiato il bambino dalla culla. In silenzio e con un atto unilaterale.
Un “bambino”, nato a Montecatini, che, strada facendo, ha già cambiato altre volte culla, fino a trovare dimora elettorale in Sinistra e Libertà. Figurarsi che era sorto il dubbio che stesse cambiando persino casa, ma abbiamo sbagliato di grosso.
Ragion per cui, la discussione sul tema Sinistra e Libertà c’è o non c’è, è una discussione ormai datata e oziosa, di fatto, superata. Si potrebbe archiviare definitivamente, tanto Nencini non pensa neanche a morire di finire sotto l’egemonia dell’affabulatore di Terlizzi, Nichi Vendola, mettendo a repentaglio, per di più, il suo seggio al consiglio regionale toscano.
Pensava di candidarsi alle europee, per non trovarsi nell’inghippo toscano, ma per cause di forza maggiore, cambiò parere. Decise, quindi, di ritornare sul luogo del delitto. In senso metaforico si intende.
Contrordine compagni!
La prova provata della svolta è stato il voto che il consigliere regionale, Riccardo Nencini, ha espresso a favore della riforma elettorale della Regione Toscana, voluta a tutti i costi dal Pd, avente un uno sbarramento del 4%. Se il Ps toscano avesse una percentuale superiore al 4%, il voto di Nencini sarebbe comprensibile, ma giacché ha una percentuale molto inferiore, significa che ci sarebbe un accordo a monte con il Pd. Che prevedrebbe un cadeau, per il Ps, meritato, visto che si è schierato a favore della riforma leonina.
Di grazia, vorremmo sapere se è un compromesso locale oppure c’è sotto un qualcosa che va di là da Firenze. Cioè a Roma, per l’appunto. Cosa bolle in pentola, pertanto?
Riccardo Nencini non è Carneade qualunque, bensì il segretario del Partito socialista, quindi, ogni sua mossa viene letta in chiave puramente politica, dando a questa significati e valutazioni politiche. Non può passare anche stavolta, questa scelta, – che stravolge la linea politica infischiandosene degli atti politici votati in segreteria, in direzione e nel consiglio nazionale-, senza una spiegazione.
In che mani siamo capitati? Senza ombra di dubbio, in quelle maldestre di Ricardo Nencini che cambia spalla al suo fucile a seconda le sue convenienze personali. In solitudine.
Siamo al si salvi chi può. Per cui, lanciamo un messaggio chiaro e forte: salviamo il salvabile e il buon nome del socialismo italiano.
Sindband il Marinaio
