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	<title>Socialist - Il socialista clandestino di Bobo Craxi &#187; Partito Socialista</title>
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		<title>GIOVANI SOCIALISTI: RALLENTARE S&amp;L</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jul 2009 12:26:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[giovani soclialisti]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Sinistra e Libertà al momento non può diventare un nuovo partito&#8221;, questo è il commento di Luigi Iorio Segretario dei Giovani Socialisti. Ad oggi &#8211; continua il giovane dirigente socialista &#8211; ci sono solo le condizioni per un patto federativo in vista delle regionali, poiché ancora non vi è una piattaforma politica di stampo riformista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Sinistra e Libertà al momento non può diventare un nuovo partito&#8221;, questo è il commento di Luigi Iorio Segretario dei Giovani Socialisti. Ad oggi &#8211; continua il giovane dirigente socialista &#8211; ci sono solo le condizioni per un patto federativo in vista delle regionali, poiché ancora non vi è una piattaforma politica di stampo riformista da presentare al paese. Come giovani socialisti &#8211; conclude Iorio &#8211; continueremo a lavorare a questo progetto come soggetto autonomo, non vergognandoci di essere gli eredi di una cultura che da sempre si rivede in uomini come Fortuna, Tobagi, Biagi, Brodolini, Rosselli e Giugni.</p>
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		<title>I furbetti</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jul 2009 09:04:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sindbad il marinaio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[cerchiobottismo]]></category>
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		<description><![CDATA[Il cerchiobottismo &#8211; espressione gergale il cui il copyright sarebbe di Indro Montanelli &#8211; è penetrato in modo oramai irreversibile nella coscienza di alcuni dirigenti socialisti.

Sciaguratamente, è diventato una delle principali cause della essiccazione della dialettica interna di partito. Per cui, predomina l’unanismo fine a se stesso, una sorta di marmellata da cui non c’è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il cerchiobottismo</strong> &#8211; espressione gergale il cui il copyright sarebbe di Indro Montanelli &#8211; è penetrato in modo oramai irreversibile nella coscienza di alcuni dirigenti socialisti.</p>
<p><span id="more-146"></span></p>
<p>Sciaguratamente, <strong>è diventato una delle principali cause della essiccazione della dialettica interna di partito</strong>. Per cui, predomina l’unanismo fine a se stesso, una sorta di marmellata da cui non c’è molto da sperare. Non essendoci la dialettica, la maggioranza sopravvive in se stessa e su stessa, come sta accadendo nel Partito socialista guidato da Riccardo Nencini a cui avevamo dato tanta fiducia che lui non ha saputo fare tesoro.</p>
<p>Invece di dire come stanno le cose liberamente, pane pane e vino vino,<strong> i cerchiobottisti tentano di non sbilanciarsi</strong>, per non tenere scontento alcuno e, nel contempo, di acquisire il massimo di consenso e successo personale. Insomma, al meglio, navigazione a vista.</p>
<p>Negli interventi scritti e parlati di questi dirigenti della scuola emiliana sopratutto, il “cerchiobottismo”  è il loro mantra. <strong>Un modo insopportabile di fare politica</strong>, volendo conciliare l’incociliabile, insomma, il diavolo e l’acqua santa.</p>
<p>Vediamo alcuni esempi.</p>
<p>Dicono che <strong>Sinistra e Libertà è contronatura per i socialisti</strong>, ma, nello stesso tempo, alzano le mani dispiaciuti, affermando che a questa politica non c’ alternativa.</p>
<p>Ancora. Dicono che <strong>è finita l’idea socialista</strong>, di conseguenza bisogna contaminarsi con le altre culture politiche affini, ma, nel contempo, predicano il rilancio della iniziativa politica, attraverso la convocazione del congresso.</p>
<p>E ancora. <strong>Dicono che è stato un errore di grammatica politica la sospensione dal partito di Gianni De Michelis e Valdo Spini</strong>, ma entrambi sono rei di aver avuto un comportamento scorretto nell’appoggiare altre liste socialiste, e non quella di partito.</p>
<p>Con ciò danno loro il benservito: <strong>se non vi va di stare ancora nel Ps potreste andar via. </strong></p>
<p>Basta e avanza.</p>
<p>Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/18846826@N06/2541274670">Picsel</a></p>
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		<title>E&#8217; inutile cercare il coraggio da altri</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 10:38:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[lettera aperta]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Socialista]]></category>
		<category><![CDATA[Riccardo Nencini]]></category>
		<category><![CDATA[Rino Formica]]></category>
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		<description><![CDATA[Caro Riccardo,
si può andare in seminario con chiunque, purché siano chiare le nostre ragioni immediate e siano marcate le nostre prospettive.

Le ragioni immediate sono almeno tre:
1. Ricostituire una base socialista che si riappropri del  prestigio  morale della tradizione socialista e sia il  titolare unico e riconosciuto per poter aprire un confronto aperto con le nuove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Riccardo,</p>
<p>si può andare in seminario con chiunque, purché <strong>siano chiare le nostre ragioni immediate e siano marcate le nostre prospettive.</strong></p>
<p><span id="more-116"></span></p>
<p>Le ragioni immediate sono almeno tre:</p>
<p>1. <strong>Ricostituire una base socialista</strong> che si riappropri del  prestigio  morale della tradizione socialista e sia il  titolare unico e riconosciuto per poter aprire un confronto aperto con le nuove tendenze nella riflessione politica avanzate dalle  nuove generazioni (vuol dire riaprire la questione del non avvenuto scioglimento del Psi).</p>
<p>2. <strong>Capire le ragioni </strong>che spingono tutto il tradizionale elettorato socialista ad essere nel centro destra (vuol dire ricercare i motivi per sollecitare una linea di frattura tra popolo cosciente e populismo plebeo).</p>
<p>3. <strong>Fissare i confini ideologici</strong> tra nuovo riformismo socialista e vecchio social comunismo anticapitalista ed illiberale (questo vuol dire rigettare  l’unionismo  del centro-sinistra di oggi che non è altro che il neo-frontismo di ieri.</p>
<p>Il nostro orizzonte può essere visibile se partiamo da una esatta valutazione delle vere difficoltà di sistema che ci bloccano. <strong>Deve cadere il tabù dell’intoccabilità della  Carta Costituzionale</strong> perché essa si fonda sul ruolo egemone dei partiti, unici garanti dello sviluppo e della tenuta dell’assetto democratico della Repubblica.</p>
<p>E’ <strong>da 30 anni che i partiti rifiutano questo ostacolo e la crisi di  tutti gli organi costituzionali  è davanti agli occhi di  tutti.</strong> Resta solo che Coty consegni le chiavi del Palazzo ad un De Gaulle di  strada. (questo vuol dire Assemblea Costituente altro che leggi di iniziativa popolari!).</p>
<p>So bene che ciò richiede molta forza e molti mezzi. Ma questa potenza per formarsi richiede un <strong>primo elemento costitutivo: molto coraggio</strong>.  Se non l’abbiamo è inutile pensare che qualcuno ce lo possa prestare.</p>
<p>Fraternamente<br />
Rino</p>
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		<title>Come i dieci piccoli indiani</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 08:50:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sindbad il marinaio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Congresso di Montecatini]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Socialista]]></category>

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		<description><![CDATA[Sempre più il bunker di Piazza San Lorenzo in Lucina assomiglia alla “camera chiusa”, dove Agatha Christie descrive il piccolo campionario di varia umanità, dieci protagonisti rinchiusi lì, che, a uno a uno, viene ucciso.

Fuor di metafora, sono stati dieci socialisti che il segretario del Ps &#8211; eletto al Congresso di Montecatini, grazie anche all’endorsement [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sempre più il bunker di Piazza San Lorenzo in Lucina assomiglia alla “camera chiusa”</strong>, dove Agatha Christie descrive il piccolo campionario di varia umanità, dieci protagonisti rinchiusi lì, che, a uno a uno, viene ucciso.</p>
<p><span id="more-136"></span></p>
<p>Fuor di metafora, sono stati dieci socialisti che il segretario del Ps &#8211; eletto al Congresso di Montecatini, grazie anche all’endorsement di Gianni, Bobo, Ada e Biagio, che dovrebbero farsi almeno il mea culpa -  ha lasciato andar via senza sprecare una parola, oppure, l’ha voluti escludere dalla vita interna di partito.</p>
<p>Vediamo a una a una chi sono state le sue vittime: Gavino Angius, Franco Grillini, Cinzia Dato e Alberto Nigra, le prime 4. In più, Enrico Boselli, Roberto Villetti, Rapisardo Antinucci e Giacomo Mancini, e sono 8. Per fare 10, Gianni De Michelis e Valdo Spini, gli ultimi della serie.</p>
<p>Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/95572727@N00/3547299315">Stuck in Customs</a></p>
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		<title>Il partito si scioglie verso Sinistra e Libertà</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 08:39:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bobo Craxi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Fava]]></category>
		<category><![CDATA[Nichi Vendola]]></category>
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		<category><![CDATA[Rifondazione Comunista]]></category>
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		<category><![CDATA[socialdemocrazia]]></category>
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		<category><![CDATA[verdi]]></category>

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		<description><![CDATA[Ad un anno distanza dal Congresso di Montecatini, il Partito Socialista lentamente scivola verso la costruzione di un nuovo soggetto della politica italiana: Sinistra e Libertà.

Abbandonata l’idea e la linea dell’autonomia politica corsara, della ricostruzione di un rapporto politico con l’area maggioritaria del centro sinistra con la quale si era governato, abbandonata l’ambizione di recuperare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ad un anno distanza dal Congresso di Montecatini, il <strong>Partito Socialista lentamente scivola</strong> verso la costruzione di un nuovo soggetto della politica italiana: Sinistra e Libertà.</p>
<p><span id="more-60"></span></p>
<p><strong>Abbandonata l’idea e la linea dell’autonomia politica corsara</strong>, della ricostruzione di un rapporto politico con l’area maggioritaria del centro sinistra con la quale si era governato, abbandonata l’ambizione di recuperare in termini elettorali o di sviluppare sul piano storico e ideologico un’offensiva nei confronti dei milioni di elettori di origine e radice socialista che stazionano nell’area moderata del paese, esaurita insomma l’ambizione che fu per un tratto l’obiettivo della ritrovata unità organizzativa e politica nel seno della diaspora socialista <strong>la strategia politica del Ps si è sviluppata in modo frenetico e casuale</strong> complice lo sbarramento elettorale che ha condotto forze anche vistosamente dissimili a convergere prima su una lista elettorale e poi nel tentare di dare vita ad un progetto politico comune.</p>
<p>Il Partito, perché sullo sfondo inevitabilmente il progetto di federazione non potrà che svilupparsi conseguentemente in un Partito, consta di quattro anime distinte: quella più rappresentativa e consistente è quella rappresentata da <strong>Nichi Vendola  l’uomo politico cresciuto a “pane, chiesa e comunismo”</strong>, alle prese con la difficile gestione della crisi della regione pugliese esplosa negli ultimi mesi ha sviluppato da leader una campagna elettorale concentrandosi sui miasmi dell’ultima scissione della sinistra italiana avvenuta qualche mese fa fra i nipotini di Bertinotti, un serrato scontro fra l’area della sinistra di governo e fra i nostalgici del partito di lotta guidati curiosamente dall’unico ex ministro di Rifondazione Comunista.</p>
<p>Vi fa parte <strong>l’area della sinistra democratica guidata da Fava</strong>, uno spezzone ds che ha rifiutato la svolta democratica in nome di una coerente attaccamento al suffisso “sinistra” che rappresenta l’area irriducibile del comunismo democratico e giustizialista che non ha trovato spazio nella nuova formazione di Veltroni né si è resa disponibile per una confluenza nel partito di Di Pietro ritenuto non sufficientemente in sintonia con la storia del movimento operaio, anche se va detto, l’Idv ha dilagato elettoralmente proprio nei settori legati alla storia ed alle radici più giustizialiste e berlingueriane del vecchio Pci.</p>
<p>Vi partecipa <strong>il movimento verde</strong> rappresentato dalla sua area più europeista ma anche da quella più anti-sviluppista, il partito dei verdi italiani è quello che ha avuto meno fortuna in tutta Europa proprio perché ha mantenuto una radice ideologica di partenza che lo ha relegato nei settori più radicali della sinistra, mentre, al contrario avanza in tutto il vecchio Continente una richiesta di maggiore capacità di dare risposte politiche e sociali alla questione ambientale che è ormai trasversale alle categorie della politica classica, d’altronde i partiti settoriali nella semplificazione della politica e delle leggi elettorali rischiano di venire assorbiti e di perdere la propria identità, questione questa alla quale, non senza ragione, i verdi mantengono una riserva potendo contare nel vecchio continente su una grande famiglia politica oggi addirittura in crescita in tanti paesi.</p>
<p>Poi ci siamo <strong>noi, ciò che resta della esperienza più recente del socialismo italiano</strong>, un saldo elettorale tragico alle ultime elezioni politiche, una diaspora nella diaspora di tanti militanti e dirigenti, un&#8217;anomalia nell’Europa continentale dove le socialdemocrazie pur essendo entrate sul piano elettorale e strategico mantengono tuttavia saldo il loro ruolo politico nelle società moderne ed avanzate nonostante sul piano ideologico cresce in modo costante l’esigenza di sviluppare un robusto revisionismo socialista che determini ad oltre un secolo dalla nascita del movimento internazionale una capacità di svolta programmatica ed ideologica sapendo che non è più il socialismo democratico il motore del mondo del progresso e che inevitabilmente la contaminazione con altre esperienze si renderà inevitabile, come dimostra la brillante ascesa al potere di Barack Obama negli Stati uniti in America che ha adottato tanta parte, non tutta, della vulgata politica maturata nel vecchio continente dentro le famiglie progressiste.</p>
<p>Chi pensa di <strong>mescolare in un cocktail queste vistose differenze e latenti incompatibilità rischia di non vedere tutte le ovvie  anomalie del caso italiano</strong>, anzi  ne vuole perpetuare gli effetti rendendosi complice non comprendendo quanto sia il bisogno inespresso di una nuova forza progressista Socialista e Democratica che si riappropri della sua funzione in tempi d crisi della democrazia politica, in tempi di crisi economica.</p>
<p>Non rendendosi conto che<strong> la Storia non si può stravolgere a proprio consumo</strong> si invoca il paragone con Epinay non sapendo che all’epoca fu chiara la linea di demarcazione e la frattura dal mondo comunista, come altrettanto chiara fu la scelta e l’indirizzo verso un orizzonte di un socialismo possibile assemblando tutte le aree politiche progressiste del Socialismo Francese, ma Vendola, con rispetto, non è Francois Mitterand e la vicenda politica del socialismo italiano può e deve poter avere una prospettiva meno angusta dell’unità delle sinistre arcobaleno e dei socialisti riformisti e democratici.</p>
<p>Il progetto che ha già avuto il suo battesimo alle recenti elezioni europee punta diritto a quelle regionali, naturalmente ad esso non tutte le aree socialiste vi aderiranno.</p>
<p>Ci può essere una politica che affronta a viso aperto questa ennesima rinuncia socialista, c’è una politica del lento e triste abbandono, c’è chi non si risparmia nell’antico rito del settarismo (recente vittima Gianni de Michelis) e ci può essere in ultima analisi un concreto ripensamento.</p>
<p><strong>Penso sia venuto il momento di reagire a questo stato di cose</strong> e che un’iniziativa politica sia da assumere non ritenendo un obiettivo politico di fondo per i socialisti italiani quello di dare vita ad un ristretto e disomogeneo cartello di forze politiche di ispirazione vendolista.</p>
<p>Credo che <strong>socialist possa contribuire ad una seria e costruttiva discussione</strong>.</p>
<p>Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/23961199@N05/3051019058">miss_blackbutterfly</a></p>
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		<title>Non mollare!</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 08:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Biagio Marzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Socialista]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra e libertà]]></category>
		<category><![CDATA[socialist]]></category>

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		<description><![CDATA[Socialist è in rete e già sta provocando isterie e maldipancia all’interno della maggioranza del Partito socialista, ma minoranza &#8211; aggiungiamo noi &#8211; tra la base degli iscritti, per questo motivo il vertice della Rosa non vuole convocare il Congresso in cui si dovrebbe decidere, democraticamente, se far morire il Ps o farlo vivere.

Noi siamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Socialist è in rete e già sta provocando isterie e maldipancia</strong> all’interno della maggioranza del Partito socialista, ma minoranza &#8211; aggiungiamo noi &#8211; tra la base degli iscritti, per questo motivo il vertice della Rosa non vuole convocare il Congresso in cui si dovrebbe decidere, democraticamente, se far morire il Ps o farlo vivere.</p>
<p><span id="more-72"></span></p>
<p>Noi siamo per quest’ultima ipotesi per una ragione molto semplice, benché controcorrente: <strong>l’attualità della questione socialista</strong> di fronte alla crisi di un capitalismo che, così com’è, sta tirando le cuoia.</p>
<p>Avevano fatto male i loro calcoli coloro che ci consideravano delle anime morte, per cui di fronte alla svendita della tradizione socialista, non avremmo dovuto proferire verbo.</p>
<p>Da tempo, in Piazza San Lorenzo in Lucina c’è un cartello in cui c’è scritto, come nel Ventennio, <strong>“qui non si parla di politica”, un ukase a cui noi ci ribelliamo</strong> e lo rifiutiamo, perché il socialismo è il nostro credo e la politica è nostra vita.</p>
<p>Per questo <strong>sono all’opera i teorici del disfattismo</strong>, Suslov all’incontrario, in salsa napoletana ed esecutori alla Beria alla “bagna cauda”. Comunque sia, non fateci sotterrare lascia di guerra…</p>
<p>Domani, venerdì 3 luglio, lo stato maggiore di Sinistra e Libertà si riunisce, per la prima volta, per gettare le basi per il soggetto di nuovo conio, seppure nelle diverse forme di costruzione: partito unico o federato. La cosa non cambia, essendo entrambe <strong>ipotesi perniciose per il Partito socialista</strong>.</p>
<p>Di fronte all’operazione di saldo di fine stagione noi non parteciperemo e faremo di tutto, con le nostre poche forze, ma con le nostre forti convinzioni politiche, per farla fallire.</p>
<p>Per questo, <strong>invitiamo i compagni a “NON mollare!”</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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