Pier Luigi Bersani è tornato da New York e tutti si sono aspettati un suo colpo d’ala sulle candidature che, per un motivo e per l’altro, sono delle spine nel fianco e sul rapporto tra Pd e Pdl sulle riforme istituzionali e sulla giustizia.
Di fronte a queste questioni, il segretario Pd è come si muovesse tra vortici di Scilla e Cariddi, consapevole che se non uscirà a supera l’una e l’altra, farà la fine di San Sebastiano. Saranno proprio gli arcieri del suo partito che lo infilzeranno di brutto, dopo la campagna elettorale.
Chi la fa, l’aspetti. Bersani non fu tenero con Veltroni, altrettanto questi è con quegli. Bersani ci mise del suo per far dimettere Veltroni e ora costui lo aspetta al varco, al voto delle regionali. Ma anche Massimo D’Alema, il cui asse con Pier Luigi Bersani non è più solido come una volta, non si strapperà i capelli se sarà messo alla gogna.
