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	<title>Socialist - Il socialista clandestino di Bobo Craxi &#187; sinistra e libertà</title>
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		<title>Avviso ai Naviganti..</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 23:42:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sindbad il marinaio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[COMUNISTI]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra e libertà]]></category>
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		<description><![CDATA[I socialisti fautori di Sinistra e Libertà dovrebbero  riflettere di più sul loro futuro, senza dimenticare la storia passata, quando nelle elezioni politiche del 1946 per la costituzione dell’Assemblea costituente, il Psi fu per numero di voti il secondo partito – 20,72% e 115 seggi- dopo quello democristiano, nella tornata del 1948, invece, con blocco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>I socialisti fautori di Sinistra e Libertà dovrebbero  riflettere di più sul loro futuro, senza dimenticare la storia passata, quando nelle elezioni politiche del 1946 per la costituzione dell’Assemblea costituente, il Psi fu per numero di voti il secondo partito – 20,72% e 115 seggi- dopo quello democristiano, nella tornata del 1948, invece, con blocco frontista, con l’icona di Giuseppe Garibaldi, retrocesse in terza posizione dietro al Pci di Togliatti.<span id="more-243"></span></em></p>
<p><em>Nelle elezioni del 1968, il Psu – Psi e Psdi unificati – prese appena il 14% e con quel risultato iniziarono le scosse che portarono alla scissione, facendo ritornare i due partiti socialisti al punto di partenza, divisi e distanti per via dello scarso consenso ottenuto.</em></p>
<p><em>Insomma, il Psi quando si apparentò a sinistra, con i comunisti, e unificato a destra, con i socialdemocratici, non ebbe alcuna fortuna.</em></p>
<p><em>Questo serva da esempio a chi si batte per il nuovo soggetto di Sinistra e  Libertà. Come dovrebbe servire l’esempio del Pd che, di là dalle buone intenzioni ,non riesce a decollare e rischia il dissolvimento.</em></p>
<p><em>Sebbene siano di moda il “partito meticcio”, a sinistra non hanno avuto granché di fortuna, anzi. </em></p>
<p><em>In primo luogo, esiste questo problema; in secondo luogo, come si fa a dare a Nichi Vendola la leadership della prossima formazione, avendo questi rotto alla sua sinistra, -  dopo aver perso il congresso, è stato il responsabile della scissione avvenuta in Rifondazione comunista &#8211; e alla sua destra. Con il Pd non ha buoni rapporti, essendo entrato a gamba tesa nella vicenda congressuale dei democrat e sulla crisi della giunta pugliese ha tagliato fuori i dalemiani,  </em></p>
<p><em>Sinistra  e libertà è un arrocco elettorale e, comunque, non di successo e per farne un partito propriamente detto ce ne vuole. Bisogna lavorare per far amalgamare le diverse famiglie politiche presenti, e sarà un lavoro di sisifo, oltreché definire la cultura politica che non c’è per nulla.</em></p>
<p><em>Finora Sinistra e Libertà non è stata, politicamente, né carne né pesce e, per di più, non è massimalista e nemmeno riformista. Costituita da ex comunisti, nella sua grande maggioranza, e socialista, nella sua stragrande, minoranza.</em></p>
<p><em>Sperando che i naviganti non si trasformino in naufraghi, che pensano di mettersi al salvo con Sinistra e Libertà.</em></p>
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		<title>GIOVANI SOCIALISTI: RALLENTARE S&amp;L</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jul 2009 12:26:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[giovani soclialisti]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Iorio]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Socialista]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Sinistra e Libertà al momento non può diventare un nuovo partito&#8221;, questo è il commento di Luigi Iorio Segretario dei Giovani Socialisti. Ad oggi &#8211; continua il giovane dirigente socialista &#8211; ci sono solo le condizioni per un patto federativo in vista delle regionali, poiché ancora non vi è una piattaforma politica di stampo riformista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Sinistra e Libertà al momento non può diventare un nuovo partito&#8221;, questo è il commento di Luigi Iorio Segretario dei Giovani Socialisti. Ad oggi &#8211; continua il giovane dirigente socialista &#8211; ci sono solo le condizioni per un patto federativo in vista delle regionali, poiché ancora non vi è una piattaforma politica di stampo riformista da presentare al paese. Come giovani socialisti &#8211; conclude Iorio &#8211; continueremo a lavorare a questo progetto come soggetto autonomo, non vergognandoci di essere gli eredi di una cultura che da sempre si rivede in uomini come Fortuna, Tobagi, Biagi, Brodolini, Rosselli e Giugni.</p>
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		<title>I furbetti</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jul 2009 09:04:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sindbad il marinaio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[cerchiobottismo]]></category>
		<category><![CDATA[Gianni De Michelis]]></category>
		<category><![CDATA[Indro Montanelli]]></category>
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		<category><![CDATA[Riccardo Nencini]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra e libertà]]></category>
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		<description><![CDATA[Il cerchiobottismo &#8211; espressione gergale il cui il copyright sarebbe di Indro Montanelli &#8211; è penetrato in modo oramai irreversibile nella coscienza di alcuni dirigenti socialisti.

Sciaguratamente, è diventato una delle principali cause della essiccazione della dialettica interna di partito. Per cui, predomina l’unanismo fine a se stesso, una sorta di marmellata da cui non c’è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il cerchiobottismo</strong> &#8211; espressione gergale il cui il copyright sarebbe di Indro Montanelli &#8211; è penetrato in modo oramai irreversibile nella coscienza di alcuni dirigenti socialisti.</p>
<p><span id="more-146"></span></p>
<p>Sciaguratamente, <strong>è diventato una delle principali cause della essiccazione della dialettica interna di partito</strong>. Per cui, predomina l’unanismo fine a se stesso, una sorta di marmellata da cui non c’è molto da sperare. Non essendoci la dialettica, la maggioranza sopravvive in se stessa e su stessa, come sta accadendo nel Partito socialista guidato da Riccardo Nencini a cui avevamo dato tanta fiducia che lui non ha saputo fare tesoro.</p>
<p>Invece di dire come stanno le cose liberamente, pane pane e vino vino,<strong> i cerchiobottisti tentano di non sbilanciarsi</strong>, per non tenere scontento alcuno e, nel contempo, di acquisire il massimo di consenso e successo personale. Insomma, al meglio, navigazione a vista.</p>
<p>Negli interventi scritti e parlati di questi dirigenti della scuola emiliana sopratutto, il “cerchiobottismo”  è il loro mantra. <strong>Un modo insopportabile di fare politica</strong>, volendo conciliare l’incociliabile, insomma, il diavolo e l’acqua santa.</p>
<p>Vediamo alcuni esempi.</p>
<p>Dicono che <strong>Sinistra e Libertà è contronatura per i socialisti</strong>, ma, nello stesso tempo, alzano le mani dispiaciuti, affermando che a questa politica non c’ alternativa.</p>
<p>Ancora. Dicono che <strong>è finita l’idea socialista</strong>, di conseguenza bisogna contaminarsi con le altre culture politiche affini, ma, nel contempo, predicano il rilancio della iniziativa politica, attraverso la convocazione del congresso.</p>
<p>E ancora. <strong>Dicono che è stato un errore di grammatica politica la sospensione dal partito di Gianni De Michelis e Valdo Spini</strong>, ma entrambi sono rei di aver avuto un comportamento scorretto nell’appoggiare altre liste socialiste, e non quella di partito.</p>
<p>Con ciò danno loro il benservito: <strong>se non vi va di stare ancora nel Ps potreste andar via. </strong></p>
<p>Basta e avanza.</p>
<p>Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/18846826@N06/2541274670">Picsel</a></p>
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		<title>E&#8217; inutile cercare il coraggio da altri</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 10:38:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[lettera aperta]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Socialista]]></category>
		<category><![CDATA[Riccardo Nencini]]></category>
		<category><![CDATA[Rino Formica]]></category>
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		<description><![CDATA[Caro Riccardo,
si può andare in seminario con chiunque, purché siano chiare le nostre ragioni immediate e siano marcate le nostre prospettive.

Le ragioni immediate sono almeno tre:
1. Ricostituire una base socialista che si riappropri del  prestigio  morale della tradizione socialista e sia il  titolare unico e riconosciuto per poter aprire un confronto aperto con le nuove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Riccardo,</p>
<p>si può andare in seminario con chiunque, purché <strong>siano chiare le nostre ragioni immediate e siano marcate le nostre prospettive.</strong></p>
<p><span id="more-116"></span></p>
<p>Le ragioni immediate sono almeno tre:</p>
<p>1. <strong>Ricostituire una base socialista</strong> che si riappropri del  prestigio  morale della tradizione socialista e sia il  titolare unico e riconosciuto per poter aprire un confronto aperto con le nuove tendenze nella riflessione politica avanzate dalle  nuove generazioni (vuol dire riaprire la questione del non avvenuto scioglimento del Psi).</p>
<p>2. <strong>Capire le ragioni </strong>che spingono tutto il tradizionale elettorato socialista ad essere nel centro destra (vuol dire ricercare i motivi per sollecitare una linea di frattura tra popolo cosciente e populismo plebeo).</p>
<p>3. <strong>Fissare i confini ideologici</strong> tra nuovo riformismo socialista e vecchio social comunismo anticapitalista ed illiberale (questo vuol dire rigettare  l’unionismo  del centro-sinistra di oggi che non è altro che il neo-frontismo di ieri.</p>
<p>Il nostro orizzonte può essere visibile se partiamo da una esatta valutazione delle vere difficoltà di sistema che ci bloccano. <strong>Deve cadere il tabù dell’intoccabilità della  Carta Costituzionale</strong> perché essa si fonda sul ruolo egemone dei partiti, unici garanti dello sviluppo e della tenuta dell’assetto democratico della Repubblica.</p>
<p>E’ <strong>da 30 anni che i partiti rifiutano questo ostacolo e la crisi di  tutti gli organi costituzionali  è davanti agli occhi di  tutti.</strong> Resta solo che Coty consegni le chiavi del Palazzo ad un De Gaulle di  strada. (questo vuol dire Assemblea Costituente altro che leggi di iniziativa popolari!).</p>
<p>So bene che ciò richiede molta forza e molti mezzi. Ma questa potenza per formarsi richiede un <strong>primo elemento costitutivo: molto coraggio</strong>.  Se non l’abbiamo è inutile pensare che qualcuno ce lo possa prestare.</p>
<p>Fraternamente<br />
Rino</p>
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		<title>Sul convegno di Sinistra e Libertà</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 09:30:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra e libertà]]></category>

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		<description><![CDATA[Il commento di Mourinho sul Convegno odierno di Sinistra&#38;Libertà: “Seru tituli”( sui giornali italiani)
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il commento di Mourinho sul Convegno odierno di Sinistra&amp;Libertà: <strong>“Seru tituli”( sui giornali italiani)</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tutti pazzi per Pier Ferdinando</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 09:20:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Biagio Marzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo D'Alema]]></category>
		<category><![CDATA[Nichi Vendola]]></category>
		<category><![CDATA[Partito democratico]]></category>
		<category><![CDATA[Pier Ferdinando Casini]]></category>
		<category><![CDATA[Popolo della Libertà]]></category>
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		<category><![CDATA[Udc]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutti lo vogliono e tutti lo cercano, Casini qui Casini là. Parafrasiamo la nota opera rossiniana per dire che Pier Ferdinando Casini è al centro dell’attenzione dei partiti di maggioranza e di opposizione. Nemmeno Marylin Monroe, ai suoi tempi, sarebbe stata corteggiata così come oggi è cercato il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini.

Se al posto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Tutti lo vogliono e tutti lo cercano, Casini qui Casini là</strong>. Parafrasiamo la nota opera rossiniana per dire che Pier Ferdinando Casini è al centro dell’attenzione dei partiti di maggioranza e di opposizione. Nemmeno Marylin Monroe, ai suoi tempi, sarebbe stata corteggiata così come oggi è cercato il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini.</p>
<p><span id="more-106"></span></p>
<p>Se al posto dello sgangherato bipolarismo ci fosse il proporzionalismo, con l’andreottiana politica dei due forni, sarebbe il fornaio più potente d’Italia. <strong>Insomma, tutti pazzi per Pier Ferdinando.</strong></p>
<p>Da sinistra a destra, lo invocano come alleato, ma <strong>lui è troppo furbo per accettare</strong>. Gioca sui tempi lunghi, anche se sta ragionando sul forno da cui può ricavare i maggiori vantaggi, ossia chi può offrirgli di più. A livello nazionale, per intenderci.</p>
<p>Tuttavia, i conti dovrà farli molto prima, con le prossime regionali, che non sono come le amministrative dove ha potuto giocare di qua e di là.</p>
<p><strong>Troppo bello sarebbe per Nichi Vendola, che Pier Ferdinando Casini entrasse nel governo pugliese</strong>, per cavargli le castagne dal fuoco. E, comunque, se lo scordasse che Casini si immedesimi dei travagli vendoliani. Uno come lui che ne ha viste di cotte e di crude, di certo, non si fa ammaliare dall’incantatore di serpenti di Terlizzi.</p>
<p>L’allargamento della maggioranza all’Udc se avvenisse, Vendola farebbe bingo. Gli toglierebbe così il caso rognoso della crisi dovuta alle inchieste giudiziarie sulla sanità, paragonabile a un vaso di Pandora, e tornerebbe in grande spolvero ai lavori di Sinistra e Libertà.</p>
<p><strong>Il Presidente pugliese si poteva aspettare tutto dalla vita politica, meno che scivolasse sulla buccia di banana della sanità</strong>, il settore a cui dedicò la battaglia elettorale nelle scorse Regionali, accusando l’ex governatore Raffaele Fitto di averla gestita malamente.</p>
<p>La legge del contrappasso non risparmia nessuno. Neanche Vendola è scampato la cui bandiera di combattimento è stata la morale e la trasparenza.</p>
<p>Per lui che aveva aperto il cantiere di Sinistra e libertà è un momentaccio, sebbene Piero Sansonetti lo inviti ad entrare nel Pd, in tal modo rompe la schema “walterdemocristano”, sposta l’asse a sinistra e, nel contempo, si propone come futuro segretario.</p>
<p>Più che al Pd, Nichi guarda all’Udc, ma, per come è fatto Pier Ferdinando, diventa un corteggiamento impossibile.</p>
<p>Un <strong>altro corteggiatore di Casini è il Pd:</strong> non interessato, come Vendola, alla soluzione della crisi abbattutasi sulla Regione Puglia, ma interessato alla Puglia come laboratorio politico. In special modo, Massimo D’Alema vorrebbe allargare i modelli Brindisi, elezioni provinciali, e Bari, quelle comunali, sul piano nazionale. Modelli in cui sono incorporate delle alleanze che sono risultate vincenti. Al primo turno, Casini non scelse con chi schierarsi, &#8211; escluso Brindisi che dall’inizio il Pd ha sostenuto il candidato dell’Udc alla presidenza della provincia -, ai ballottaggi, viceversa, a seconda i casi, si è alleato ora con il Pd e ora con il Pdl. A conti fatti, il Pdl ha usufruito di più numerosi apparentamenti.</p>
<p>Se fosse per il presidente di Italianieuropei non ci penserebbe due volte a offrirgli la candidatura alla premiership, ma c’è di mezzo il congresso nazionale e, per di più, bisogna fare i conti con coloro che sono a favore del  partito a vocazione maggioritaria, che guardano altrove, appena sentono il nome di Casini.</p>
<p><strong>D’Alema che conosce il Mezzogiorno meglio delle sue tasche, sa quanto sia indispensabile per vincere l’alleanza con l’Udc</strong>, per cui pratica nei confronti del suo leader un pressing molto forte.  A ben vedere, l’alleanza sarebbe altresì un fronte meridionalista contro la Lega e lo strapotere del Nord.</p>
<p><strong>Ultimo degli innamorati resta Berlusconi</strong>. Il quale Berlusconi, partendo dal lontano feeling, potrebbe fare a Casini nuove avance, Dopotutto, il primo amore non si scorda mai.</p>
<p>Vero è che numerosi dirigenti del Pdl hanno suonato la serenata sotto il bancone di Casini, come è vero pure che altri non sono per nulla convinti di aprire le porte, al figliol prodigo. In particolare, si contraddistinguono alcuni esponenti ex An. Per dirne uno fra tutti: Ignazio La Russa.</p>
<p>Tuttavia, <strong>l‘alleanza con l’Udc è basilare per il Pdl e di questo Berlusconi si è convinto</strong>, dopo le ultime amministrative. Un partito indispensabile per fare en plein alle Regionali prossime.</p>
<p>Basterebbe una telefonata tra i due per incontrarsi. Per ora piange il telefono.</p>
<p>Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/80709272@N00/2649875385">Richard Holden</a></p>
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		<title>Il partito si scioglie verso Sinistra e Libertà</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 08:39:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bobo Craxi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Fava]]></category>
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		<category><![CDATA[Partito Socialista]]></category>
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		<description><![CDATA[Ad un anno distanza dal Congresso di Montecatini, il Partito Socialista lentamente scivola verso la costruzione di un nuovo soggetto della politica italiana: Sinistra e Libertà.

Abbandonata l’idea e la linea dell’autonomia politica corsara, della ricostruzione di un rapporto politico con l’area maggioritaria del centro sinistra con la quale si era governato, abbandonata l’ambizione di recuperare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ad un anno distanza dal Congresso di Montecatini, il <strong>Partito Socialista lentamente scivola</strong> verso la costruzione di un nuovo soggetto della politica italiana: Sinistra e Libertà.</p>
<p><span id="more-60"></span></p>
<p><strong>Abbandonata l’idea e la linea dell’autonomia politica corsara</strong>, della ricostruzione di un rapporto politico con l’area maggioritaria del centro sinistra con la quale si era governato, abbandonata l’ambizione di recuperare in termini elettorali o di sviluppare sul piano storico e ideologico un’offensiva nei confronti dei milioni di elettori di origine e radice socialista che stazionano nell’area moderata del paese, esaurita insomma l’ambizione che fu per un tratto l’obiettivo della ritrovata unità organizzativa e politica nel seno della diaspora socialista <strong>la strategia politica del Ps si è sviluppata in modo frenetico e casuale</strong> complice lo sbarramento elettorale che ha condotto forze anche vistosamente dissimili a convergere prima su una lista elettorale e poi nel tentare di dare vita ad un progetto politico comune.</p>
<p>Il Partito, perché sullo sfondo inevitabilmente il progetto di federazione non potrà che svilupparsi conseguentemente in un Partito, consta di quattro anime distinte: quella più rappresentativa e consistente è quella rappresentata da <strong>Nichi Vendola  l’uomo politico cresciuto a “pane, chiesa e comunismo”</strong>, alle prese con la difficile gestione della crisi della regione pugliese esplosa negli ultimi mesi ha sviluppato da leader una campagna elettorale concentrandosi sui miasmi dell’ultima scissione della sinistra italiana avvenuta qualche mese fa fra i nipotini di Bertinotti, un serrato scontro fra l’area della sinistra di governo e fra i nostalgici del partito di lotta guidati curiosamente dall’unico ex ministro di Rifondazione Comunista.</p>
<p>Vi fa parte <strong>l’area della sinistra democratica guidata da Fava</strong>, uno spezzone ds che ha rifiutato la svolta democratica in nome di una coerente attaccamento al suffisso “sinistra” che rappresenta l’area irriducibile del comunismo democratico e giustizialista che non ha trovato spazio nella nuova formazione di Veltroni né si è resa disponibile per una confluenza nel partito di Di Pietro ritenuto non sufficientemente in sintonia con la storia del movimento operaio, anche se va detto, l’Idv ha dilagato elettoralmente proprio nei settori legati alla storia ed alle radici più giustizialiste e berlingueriane del vecchio Pci.</p>
<p>Vi partecipa <strong>il movimento verde</strong> rappresentato dalla sua area più europeista ma anche da quella più anti-sviluppista, il partito dei verdi italiani è quello che ha avuto meno fortuna in tutta Europa proprio perché ha mantenuto una radice ideologica di partenza che lo ha relegato nei settori più radicali della sinistra, mentre, al contrario avanza in tutto il vecchio Continente una richiesta di maggiore capacità di dare risposte politiche e sociali alla questione ambientale che è ormai trasversale alle categorie della politica classica, d’altronde i partiti settoriali nella semplificazione della politica e delle leggi elettorali rischiano di venire assorbiti e di perdere la propria identità, questione questa alla quale, non senza ragione, i verdi mantengono una riserva potendo contare nel vecchio continente su una grande famiglia politica oggi addirittura in crescita in tanti paesi.</p>
<p>Poi ci siamo <strong>noi, ciò che resta della esperienza più recente del socialismo italiano</strong>, un saldo elettorale tragico alle ultime elezioni politiche, una diaspora nella diaspora di tanti militanti e dirigenti, un&#8217;anomalia nell’Europa continentale dove le socialdemocrazie pur essendo entrate sul piano elettorale e strategico mantengono tuttavia saldo il loro ruolo politico nelle società moderne ed avanzate nonostante sul piano ideologico cresce in modo costante l’esigenza di sviluppare un robusto revisionismo socialista che determini ad oltre un secolo dalla nascita del movimento internazionale una capacità di svolta programmatica ed ideologica sapendo che non è più il socialismo democratico il motore del mondo del progresso e che inevitabilmente la contaminazione con altre esperienze si renderà inevitabile, come dimostra la brillante ascesa al potere di Barack Obama negli Stati uniti in America che ha adottato tanta parte, non tutta, della vulgata politica maturata nel vecchio continente dentro le famiglie progressiste.</p>
<p>Chi pensa di <strong>mescolare in un cocktail queste vistose differenze e latenti incompatibilità rischia di non vedere tutte le ovvie  anomalie del caso italiano</strong>, anzi  ne vuole perpetuare gli effetti rendendosi complice non comprendendo quanto sia il bisogno inespresso di una nuova forza progressista Socialista e Democratica che si riappropri della sua funzione in tempi d crisi della democrazia politica, in tempi di crisi economica.</p>
<p>Non rendendosi conto che<strong> la Storia non si può stravolgere a proprio consumo</strong> si invoca il paragone con Epinay non sapendo che all’epoca fu chiara la linea di demarcazione e la frattura dal mondo comunista, come altrettanto chiara fu la scelta e l’indirizzo verso un orizzonte di un socialismo possibile assemblando tutte le aree politiche progressiste del Socialismo Francese, ma Vendola, con rispetto, non è Francois Mitterand e la vicenda politica del socialismo italiano può e deve poter avere una prospettiva meno angusta dell’unità delle sinistre arcobaleno e dei socialisti riformisti e democratici.</p>
<p>Il progetto che ha già avuto il suo battesimo alle recenti elezioni europee punta diritto a quelle regionali, naturalmente ad esso non tutte le aree socialiste vi aderiranno.</p>
<p>Ci può essere una politica che affronta a viso aperto questa ennesima rinuncia socialista, c’è una politica del lento e triste abbandono, c’è chi non si risparmia nell’antico rito del settarismo (recente vittima Gianni de Michelis) e ci può essere in ultima analisi un concreto ripensamento.</p>
<p><strong>Penso sia venuto il momento di reagire a questo stato di cose</strong> e che un’iniziativa politica sia da assumere non ritenendo un obiettivo politico di fondo per i socialisti italiani quello di dare vita ad un ristretto e disomogeneo cartello di forze politiche di ispirazione vendolista.</p>
<p>Credo che <strong>socialist possa contribuire ad una seria e costruttiva discussione</strong>.</p>
<p>Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/23961199@N05/3051019058">miss_blackbutterfly</a></p>
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		<title>Non mollare!</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 08:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Biagio Marzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Socialista]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra e libertà]]></category>
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		<description><![CDATA[Socialist è in rete e già sta provocando isterie e maldipancia all’interno della maggioranza del Partito socialista, ma minoranza &#8211; aggiungiamo noi &#8211; tra la base degli iscritti, per questo motivo il vertice della Rosa non vuole convocare il Congresso in cui si dovrebbe decidere, democraticamente, se far morire il Ps o farlo vivere.

Noi siamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Socialist è in rete e già sta provocando isterie e maldipancia</strong> all’interno della maggioranza del Partito socialista, ma minoranza &#8211; aggiungiamo noi &#8211; tra la base degli iscritti, per questo motivo il vertice della Rosa non vuole convocare il Congresso in cui si dovrebbe decidere, democraticamente, se far morire il Ps o farlo vivere.</p>
<p><span id="more-72"></span></p>
<p>Noi siamo per quest’ultima ipotesi per una ragione molto semplice, benché controcorrente: <strong>l’attualità della questione socialista</strong> di fronte alla crisi di un capitalismo che, così com’è, sta tirando le cuoia.</p>
<p>Avevano fatto male i loro calcoli coloro che ci consideravano delle anime morte, per cui di fronte alla svendita della tradizione socialista, non avremmo dovuto proferire verbo.</p>
<p>Da tempo, in Piazza San Lorenzo in Lucina c’è un cartello in cui c’è scritto, come nel Ventennio, <strong>“qui non si parla di politica”, un ukase a cui noi ci ribelliamo</strong> e lo rifiutiamo, perché il socialismo è il nostro credo e la politica è nostra vita.</p>
<p>Per questo <strong>sono all’opera i teorici del disfattismo</strong>, Suslov all’incontrario, in salsa napoletana ed esecutori alla Beria alla “bagna cauda”. Comunque sia, non fateci sotterrare lascia di guerra…</p>
<p>Domani, venerdì 3 luglio, lo stato maggiore di Sinistra e Libertà si riunisce, per la prima volta, per gettare le basi per il soggetto di nuovo conio, seppure nelle diverse forme di costruzione: partito unico o federato. La cosa non cambia, essendo entrambe <strong>ipotesi perniciose per il Partito socialista</strong>.</p>
<p>Di fronte all’operazione di saldo di fine stagione noi non parteciperemo e faremo di tutto, con le nostre poche forze, ma con le nostre forti convinzioni politiche, per farla fallire.</p>
<p>Per questo, <strong>invitiamo i compagni a “NON mollare!”</strong>.</p>
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