EMILIANO vs D'ALEMA
“Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia dove la notte è buia buia buia”.
Il refrain di una canzone demenziale recita così, però, dice la verità: in Puglia la notte è buia. C’è una questione morale, di là dal fatto che qualcuno la vorrebbe ignorare, facendo lo struzzo”, e sempre questo qualcuno esalta la Puglia come la “frontiera più avanzata del nuovo meridionalismo”. Puglia felix. Macché. Continua a leggere »
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LE INDISCREZIONI DI EUROPA
L’autunno caldo di Vendole le facce mogie fra collaboratori e dirigenti vicini a Nichi Vendola abbondano. Sinistra è libertà, il cartello elettorale fra tutti i soggetti di sinistra non autoproclamati comunisti, si ferma al 3,1 per cento, fallendo di poco la soglia del 4 che le avrebbe consentito di avere dei rappresentanti a Strasburgo. Il timore, quella sera, è che il neonato soggetto possa fare la fine di Sinistra arcobaleno, l’altro assemblamento di sinistra che solo un anno prima, alle politiche, s’era fermato prima dello sbarramento: un destino inglorioso il suo, prima ripudiato e poi perfino spernacchiato.
Invece, ad un mese e mezzo di distanza dalle europee, la formazione che racchiude gli scissionisti di Rifondazione, i Verdi, Sinistra democratica, i Socialisti e i post-comunisti di Guidoni ancora regge. Anzi.
In autunno potrebbe trasformarsi da anatroccolo in cigno ovvero diventare un vero e proprio partito.
Tutto dipende da come andranno la festa e l’assemblea nazionale che si terranno dal 17 al 20 settembre a Napoli, precisamente alla Città della scienza di Bagnoli. Il doppio appuntamento dovrebbe essere il momento fondativo del nuovo soggetto politico, alternativo al Pd ma anche alla sinistra estremista di Ferrero e Diliberto. Un progetto che, dicono i fondatori, sta già riscuotendo consensi a livello locale. La scelta del luogo non è casuale. Si vuole partire proprio dal Sud, dove Sinistra e libertà s’è mostrata più forte (qui ha preso il 5,2 per cento, distanziando di più di un punto percentuale la concorrente lista comunista). Non solo perché ha potuto contare sul forte traino della Puglia di Vendola ma anche perché è riuscita a sottrarre un bel pacchetto di voti al Partito democratico, che proprio nelle regioni del Mezzogiorno ha fatto registrare l’arretramento più evidente. Insomma, la questione meridionale come uno dei cavalli di battaglia del nascente partito. Ma la quattro giorni partenopea, stando alle intenzioni degli organizzatori, non dovrebbe essere solamente un momento a uso e consumo dei cinque soggetti fondatori. L’ambizione è quella di far diventare la festa (che dovrebbe chiamarsi “Ricomincio da tre”, ma ancora non è ufficiale) una data fissa nell’agenda politica italiana.
L’idea è quella di raccogliere l’eredità della festa dell’Udeur di Ceppaloni: un evento organizzato da una forza piccola ma che diventa un punto di riferimento per il dibattito politico tout court. Non a caso, a Napoli ci saranno incontri che guarderanno al congresso del Partito democratico, che si terrà da lì a un mese, e molto probabilmente verranno invitati i tre candidati alla segreteria Bersani, Marino e Franceschini.
Così come verranno organizzati dibattiti con esponenti dell’Udc. Quindi un vero e proprio cantiere aperto rivolto a tutta l’opposizione, nessuno escluso.
Il programma è ambizioso, non c’è che dire. Tanto che l’autunno di Vendola si presume abbastanza impegnativo.
Anche perché non proprio tutti i dirigenti delle cinque componenti di Sinistra e libertà si sono detti favorevoli al progetto, c’è qualcuno ancora da convincere, seppur in posizione minoritaria. Ad esempio, nei socialisti c’è la fronda guidata da Bobo Craxi, che da settimane sta facendo una battaglia contro la linea della maggioranza e del segretario Nencini della confluenza nel nuovo soggetto. Nei Verdi invece si deve registrare la posizione dell’ex capogruppo Angelo Bonelli, che invece vorrebbe un partito ecologista autonomo sia dalla sinistra che dal Pd. Perdere pezzi, seppur di piccola taglia, non sarebbe un buon viatico per il progetto vendoliano.
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I socialisti fautori di Sinistra e Libertà dovrebbero riflettere di più sul loro futuro, senza dimenticare la storia passata, quando nelle elezioni politiche del 1946 per la costituzione dell’Assemblea costituente, il Psi fu per numero di voti il secondo partito – 20,72% e 115 seggi- dopo quello democristiano, nella tornata del 1948, invece, con blocco frontista, con l’icona di Giuseppe Garibaldi, retrocesse in terza posizione dietro al Pci di Togliatti. Continua a leggere »
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